Passaporto per un pappagallo

passaporto per un pappagalloQuesta storia è tanto poetica quanto strampalata. Una lettura indicata per spiegare perché alla fine di luglio bisogna fare una fila così lunga per ritirare il passaporto per le vacanze….

E se invece il passaporto lo dovete ancora fare…leggete qui.

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4 etti di amore, grazie

Ieri ho letto un libro. Invero lo avevo già iniziato da un po’. Ma ieri gli ho dedicato un po’ di tempo. E l’ho finito. (in piedi, davanti alla finestra, perchè a sorelladifilippo piace stare in braccio, farsi dondolare ed intanto guardare un po’ fuori). Ho bisogno di fare almeno una cosa al giorno. Tipo imparare a fare  la torta di mele. Passeggiare in un posto nuovo. Leggere un libro. E ci vuole grande determinazione. Perchè farsi travolgere da lei, dai rutti e gli svomitazzi è facilissimo. E perdere tutta la giornata. Perdere tutto questo tempo, che vorrebbe tanto essere libero. Ci vuole anche un po’ di sana sventatezza. Per cambiare un pannolino in meno. E prendere una sana boccata d’aria in più.

“4 etti di amore, grazie”, l’ultimo romanzo della Gamberale, racconta di due donne allo specchio attraverso la loro lista della spesa. Due modi di rincorrere la vita molto diversi. Disparati ingredienti. Ma la stessa tentazione. Guardare nel carrello dell’altra. Immaginare nella vita della ragazza accanto a te quello che manca nella tua. Un vizio che appartiene a molti. A volte irresistibile. Soprattutto quando “l’altra” è un giusto mix di conosciuto e sconosciuto. Così da riempiere i puntini tra le briciole di fatti che effettivamente possiamo attribuirgli, con tutto quello che pare alla nostra fantasia. Un gioco che in fondo se condotto bene potrebbe anche aiutare. A capire la distanza tra cosa vogliamo e cosa facciamo. O tra cosa pensiamo di volere e cosa poi in effetti ci fa stare bene. Ma (troppo) spesso è solo un passatempo per chi non sa come rincorrere i propri sogni.

Crictor, il serpente buono

crictor lowTomi Ungerer è un artista eclettico, capace di passaredall’architettura alla pubblicità, dalla satira alle storie per bambini. Sul suo sito ufficiale è definito “multi-talented creative force”. Io l’ho conosciuto attraverso Crictor. La storia di un serpente buono ed una signora molto all’avanguardia Madame Louise Bodot, nata dalla sua matita nel 1958. Più del serpente, Madame Bodot è un personaggio che mi piace moltissimo. Vecchietta ma allegra e dinamica. Una donna moderna, che si informa bene prima di giudicare. Ed abbraccia la diversità. Filippo invece è molto attratto dal ladro. In tutte le storie lui chiede sempre tanti dettagli sui cattivi. Cosa voleva rubare il ladro di Crictor? Dove vive il cacciatore di Biancaneve? Cosa fa il lupo di Cappuccetto Rosso adesso? Mi racconti la storia delle sorellastre di Cenerentola?

Sembra

La mia favola preferita è una storia buddista. Un uomo trova un cavallo. “Che fortuna aver trovato un cavallo!”. Poi il figlio proprio da quel cavallo cade e si rompe un braccio. “Che sfortuna aver trovato questo cavallo!”. Poi scoppia una guerra. Ed il ragazzo non viene chiamato a combattere perchè ha un braccio rotto. “Che fortuna aver trovato il cavallo!”. Continua così per ore.

Nonnamaternadifilippo ci ha regalato un libro che ha una morale molto simile. Ne ha parlato anche un’altra mamma illustrandolo bene in questo post. Un libro perfetto per letture con i piccoli piccolissimi. Di dimensioni ridotte e quadrato. Facile da tenere in mano con in braccio un nanettissimo. I disegni sono grandi e semplici. E la narrativa è più avvicente di “questa è una palla, questo è un gattino”. Così anche il genitore si gode una storia.

Manuali del buon genitore

Ultimamente sono molto distratta. Perdo la concentrazione, come le chiavi nella borsa. Girovago. Apro una presentazione, poi mi ricordo che devo scrivere una mail. Mentre la scrivo mi annoio e faccio un giro su internet. Ritorno alla mail, ma mi viene in mente che ho lasciato lì la presentazione. Un disastro. Tra una distrazione e l’altra, ho letto questo articolo. Di cui la scorsa settimana si è  twittato parecchio. Francamente non sono riuscita neanche a capirlo del tutto. Ma nella mia limitata capacità di concentrazione, una frase mi ha stupito. “milioni di insicure neomamme che hanno dato vita a un boom senza precedenti di manuali del buon genitore: sette volte rispetto agli anni Settanta“. A me queste statistiche fanno sempre un po’ ridere. Sette volte rispetto agli anni Settanta. In quale paese? E che offerta c’era negli anni Settanta? E gli altri generi di libri che boom hanno subito? Comunque, mi sento di alzare la mano. Con 8 libri sul tema acquistati e 4 presi in prestito dalla libreria del nonnamaternadifilippo (lo vedi che li compravano anche allora?). E mi sono chiesta perchè ho sentito il bisogno di tante istruzioni. Che non mi è mai venuto in mente di comprare il manuale della buona moglie. O il manuale della buona figlia. (manuali di cucina, sì. Ed anche diversi manuali di stile.) E’ perchè, proprio non volevo sbagliare. E perchè, è così importante. E perchè, da tutto quello che senti sembra un’impresa difficilissima. E allora ti informi. Soprattutto prima. Leggi e ti formi delle opinioni convintissime.

Mai nel lettone. Solo allattamento al seno. Pappe bio. Orari precisi. Tempo per me stessa.

Che poi rivedi completamente. Più volte e in varie direzioni. Soprattutto perchè quei 50 cm hanno già una forte personalità. E un’incredibile caparbietà nell’affermarla. Ma forse la ricetta per essere dei buoni genitori è proprio questa. Ascoltare. Continuare a nutrire il dubbio. Farsi domande. E cercare risposte.

ps. la foto fa parte di un servizio segnalato ieri da Roberta Garofalo su facebook. Lui è Dave Engledow. E le foto del suo irriverente calendario stanno facendo il giro del mondo.

Ajdar

Chiara ha regalato a Filippo un bellissimo libro. L’autrice ed illustratrice, Marjane Satrapi. Una donna di fascino, della quale vorrei scoprire di più. Il libro è assurdo. Come devono esserlo i libri dei bambini. Un città felice. Un terremoto. E tutti si trasformano. Il pesce si mischia alla giraffa e diventa un pesceraffa. Al re arrivano 3 occhi. Il toro diventa il tartatoro. Matilde, l’unica della città rimasta tutta intera, li salverà tutti. Cantando la ninna nanna ad un orco. Facendo girotondo con i mostri. E aiutando il drago Ajdar. Una storia breve, ma ricca.

Giveaway di primavera! Apartment therapy. Il libro.

Sabato mattina siamo stati con Filippo al giardino degli aranci. E il piccoletto ha camminato quasi due ore ininterrotte. Tornati a casa, abbiamo aspettato la visita di nonnapaternadifilippo. Che non vedevamo da un po’. Perche’ bisnonnadifilippo e’ stata poco bene. Ma si e’ comunque ricordata del mio onomastico. Ed e’ stata l’unica, inclusa me! Per farla breve, dopo 8 ore di giochi, scherzi ed urletti vari, Filippo e’ crollato. E noi ci siamo goduti un sabato pomeriggio di totale relax.
Papadifilippo ha setacciato tutte le offerte possibili di volo da Roma fiumicino a wherever. Voglia di vacanza.
Io ho letto il libro Apartment theraphy di Maxwell Gilligham-Ryan. Voglia di design.
Ammetto che io la filosofia di Apartment therapy non l’avevo capita. Navigo spesso i loro home tours. Adoro i before & after. Ma non avevo inteso che tutto questo non è solo design e buon gusto. Ma una cura. E scoprirlo mi e’ piaciuto un sacco. Apartment therapy parla del prendersi cura di se, attraverso la propria casa. Fa riflettere su cosa ci serve davvero. E spiega come organizzarlo.
Spesso quando entro in un bagno a casa di amici sono sopraffatta dall’abbondanza. Amiche con 5 shampoo diversi nella doccia. Amici con pile di giornali intellettuali davanti al wc. Famiglie con collezioni di spazzolini. Mi capita anche nelle stanze dei bambini. Piene. Di giochi. Di pupazzi. Di colori. E mi sembra troppo. Mi sembra possedere. Non avere. Ne’ tantomeno godere. Maxwell parla di decluttering. Suggerisce di mettersi a dieta. Prescrive una cura in otto settimane. E promette che fara’ stare meglio non solo la casa.
Cominciando da piccoli gesti quotidiani. Anche semplici.

Volete provare? Basta lasciare un commento, fare like sulla pagina facebook di Maternity leave e a quella di Il punto d’incontro editore. Fare girare il link a questo post. Ed incrociare le dita per essere estratti. Si può partecipare fino al 31 Marzo. Domenica 1 di Aprile: estrazione (ma niente pesce).

In bocca al lupo!