Una sedia rosa

stokke tripp trapp

Antonia voleva una sedia rosa. Voi, vi domandate mai se sia giusto esaudire i loro desideri? Non mi riferisco ai capricci. Sono certamente netta e spietata davanti ad un’edicola – il nuovo regno del male…bazaar di giochini Made in China dalla vita breve come un battito di ali. Penso ai grandi desideri. A quelle cose che ti chiedono con gli occhi che brillano e l’espressione incerta di chi non ha ancora capito se i sogni si possono avverare. Con la voce di chi è convinto che se otterrà quello che vuole, la sua vita cambierà. Quando ero piccola, sognavo la casa di barbie a tre piani con l’ascensore rosa. Era il sogno di tutte. E secondo me (credo di averlo già detto) il mondo si divide tra chi l’ha avuta e chi no. Mia cugina, l’aveva. Io no. E sebbene ricordo con grandissimo amore il mio ascensore DIY di cartone, credo mi sia rimasto appiccicato addosso un senso del “non si può”. Così, mi rispondo che è giusto, quando si può, esaudire i loro desideri. Perchè non è l’oggetto o l’esperienza in sè. E’ il senso di possibilità. E’ l’idea di riuscire ad ottenere. E l’attitudine a chiedere per avere. Oggi, la sedia rosa. Domani, magari la sedia in un cda!

ps per la cronaca, la Tripp Trapp rosa (soft pink) di Stokke , la volevo anche io! Ora manca solo una cucina ultra moderna tutta bianca ed un pavimento in marmo grigio chiaro…

 

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