Scritti in testa

In questi giorni di silenzio, ho scritto tantissimi post. Li ho scritti tutti in testa. Li scrivevo la sera mentre guardavo film americani così stupidi che solo d’estate li trasmettono. Mentre mi stupivo delle finestre così stranamente chiuse per essere luglio.

Scrivevo di come sia schizofrenico essere figli e contemporaneamente genitori.  Della continua guerra civile tra il desiderio di aiuto e la volontà del non chiedere nulla. Del debito di riconoscenza che vorresti pagare con la gioia dell’essere nonni. Del dubbio che sia un po’ una gioia, un po’ una condanna. Della sensazione di essere rimasta imprigionata nell’atrio della scuola, davanti ai quadri dei voti di fine anno, continuamente voltata a controllare se quei numeri li facevano contenti.

Ho scritto della meraviglia di avere due figli. Due persone che in altezza non ne fanno una, già capaci di prendersi per mano e scappare in cucina. Del crescere come individuo, dell’appartenere ad un nucleo familiare e del continuo sovrapporsi delle due cose.

Ho scritto a lungo della vita che passa attraverso i pacchi di vestiti da bambini che ti scambi con le amiche. Della paura di diventare troppo vecchia ed essere costretta a mangiare pasta scotta e senza sapore cucinata da qualche badante dell’est. Dell’ incoscienza in cui si vivono momenti perfetti, in cui hai tutto e non lo sai. E la coscienza di buchi enormi che verranno e non si potranno mai rammendare.

Ho scritto dell’illusione di chi si riempie gli armadi di low cost e le case di made in china, convinti di spendere poco e possedere tanto, di come amo il grembiule per andare a scuola e del difficilissimo compito del genitore di distribuire frustrazioni e gratificazioni.

Ho scritto che ho comprato una scorta di vestiti bellissimi, tutti piuttosto bon ton che indosso sempre con le all star e che è una fortuna che io non abbia un iphone altrimenti lo riempirei di foto cretine da quindicenne, che quando avevo quindici anni non avrei mai avuto la faccia di scattare. E lo so che riceverò un sacco di accidenti, ma è difficile trovare qualcosa di più gratificante di tuo figlio che ti dice che sei la più bella del mondo e scansa il suo papà che ti abbraccia per un bacio. Per cui, care future fidanzate di Filippo, fatevene una ragione e figli maschi a tutte voi!

Ora che ho liberato un po’ di spazio dalla testa, torno al mio divano ed ai miei film americani. Se trovo qualcosa da dirvi torno. Altrimenti buona estate a tutti voi.

 

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