Un giardino incantato a Milano

Questo post nasce da uno spam. Una mail rimbalzata di indirizzo in indirizzo. Una mamma che scrive per raccomandare un asilo di Milano. Un luogo, delle persone, un piccolo mondo che ha accolto per due anni la sua bimbaun delizioso asilo nido in via Benedetto Marcello (all’altezza di piazza Lima)…stanzette deliziose, tutte a misura di bimbo…un incantevole giardino ben attrezzato con piante e giochi…Daniela, Laura e Cristina, si occupano dei bambini e lo fanno come delle mamme, dolci e attente, spiritose ed energiche…

Ho chiamato Daniela e le ho domandato se aveva voglia di condividere il suo punto di vista. Su come organizzare e scegliere un asilo nido. Su come facilitare l’inserimento. Su come instaurare un rapporto con le “maestre”. Ecco le sue risposte.

Cara Daniela, raccontami: chi sei?

Sono una mamma di due bimbi, nata, nel mondo del lavoro, come educatrice e diventata poi titolare di un asilo nido privato.

A quali principi si ispira il vostro asilo nido?

Il principio base del nostro nido è che i bambini abbiano la possibilità di fare i bambini, cosa oggi raramente concessa, non senza però far mancare la possibilità di sperimentare, esplorare e provare attività ed esperienze da soli o con altri bimbi e/o con adulti.

Quali sono i vantaggi del nido rispetto all’ipotesi di lasciare il proprio bambino a casa con una baby sitter?

Senza nulla togliere alla figura di una baby sitter, il nido permette di acquisire un bagaglio di esperienze e di vissuto che sicuramente aiuteranno il bambino ad affrontare quello che poi sarà il suo percorso scolastico, a partire innanzitutto dalla scuola materna, a livello di linguaggio, autonomia, capacità di condividere. Al nido si può dipingere con mani e pennelli, travasare la pasta o la farina, tagliare e incollare, saltare e rotolarsi sui materassi… insomma il divertimento non manca, soprattutto nelle lunghe giornate invernali dove a volte stare a casa da soli diventa noioso.

Nella scelta di un asilo nido, quali sono gli aspetti più importanti da considerare?

La cosa più importante in assoluto è la fiducia che ci ispirano le persone che lavorano nel nido. Perché il nido lo fanno le educatrici e perché una mamma che lascia un bimbo piccolo in una struttura nuova e con persone, che in realtà non conosce, deve poter comunque andare a lavorare serenamente. Spesso, per comodità, il nido viene scelto vicino a casa e o vicino al posto di lavoro. L’importante è che ci siano degli spazi luminosi, non necessariamente tanto ampi, direi a misura di bambino. Finisco di rispondere, però da mamma, cercherei un nido non particolarmente grande semplicemente perché lo preferirei non particolarmente caotico e dove si possa respirare un’aria familiare, con uno spazio esterno, perché giocare all’aperto è sempre bello. Soprattutto dove anche il mangiare non sia quello di una mensa, ma più attento a quelle che sono le esigenze e i gusti di un bambino piccolo.

Quali domande sono utili da fare, durante una visita ad un nido? Cosa è bene controllare?

Forse più che fare delle domande particolari, conviene osservare le dinamiche e il clima che si respira, per avere un’idea di come si trascorrono le giornate in quella che è una piccola comunità come il nido.

Inizia l’inserimento. C’è qualche suggerimento che puoi condividere su come affrontarlo al meglio come genitore? Qualche mantra da ripetersi per tranquillizzarsi?

Il suggerimento migliore che si possa dare a un genitore è di essere convinti e consapevoli della scelta che si fatta. Non state abbandonando il vostro bambino. Gli state dando una possibilità in più di crescere, la cosa migliore che potete fare per lui è vivere serenamente questo momento con le difficoltà che comporta un inserimento al nido. Nessuno dice che è facile o scontato, l’importante è cercare di affrontarlo come un momento positivo della vita del vostro bambino. 

Quale consiglio puoi darci su come iniziare a parlare dell’asilo ai propri bambini? Quali sono le frasi da evitare?

Direi che per i bambini molto piccoli non è necessario parlare dell’asilo perché non sarebbero in grado di comprendere; per i più grandi, parlo di bambini intorno ai due anni, è bene renderli partecipi, magari portarli a vedere il posto, e spiegare in maniera semplice  i cambiamenti che ci saranno nella loro routine quotidiana. L’importante è trasmettere sicurezza e tranquillità, quindi non negargli i momenti di tristezza e di sconforto con frasi tipo “non piangere”, perché piangere è l’unico modo che conoscono per esprimere la tristezza, “non ti preoccupare va tutto bene”, perché è una frase che più che cercare di rassicurare il bambino gli trasmette in realtà ansia. La cosa migliore è salutarlo con un grande bacio e dargli un “appuntamento” per fine giornata. 

Infine una parola sulle “maestre”. Sono figure di riferimento molto importanti per i nostri bambini. Come fare per interagire al meglio? E se nasce qualche incomprensione?

Si tratta di un piccolo team molto affiatato e di lunga esperienza, è bene instaurare un rapporto di fiducia e di stima reciproca, confidare le proprie ansie e preoccupazioni, dare informazioni sulle abitudini del bambino e della famiglia in modo da farsi conoscere. Per le incomprensioni siamo sempre disponibili a confrontarci e a fare una chiacchierata per chiarirsi.

Filippo in autunno andrà all’asilo. Ascoltando le risposte di Daniela mi sono emozionata. Cominciamo bene!

Ringrazio molto Daniela per la sua disponibilità e per il tempo che ha dedicato a Maternity leave. Il suo asilo nido “Il Giardino Incantato”, come potete scoprire dal link all’inizio dell’intervista, si trova a Milano, in via Benedetto Marcello, 79.

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2 thoughts on “Un giardino incantato a Milano

  1. Dalla foto sembra bellissimo! Quanto avrei voluto anch’io un asilo così da piccola, con un angolo di giardino incantato!
    Noi la nostra Sara l’abbiamo mandata al nido, condivido le parole di Daniela quando dice che il nido prepara alla socializzazione. Nel Nordeuropa è una pratica comune, in Italia invece ci sono ancora molte resistenze in merito, chissà poi perchè… Se lo chiedessimo ai bambini credo che sapremmo subito la risposta!

  2. Il mio bimbo Andrea ha frequentato per tre anni il nido del “giardino incantato” e per lui è stato davvero un “NIDO”, caldo, accogliente, giocoso! Andrea comincerà a breve il secondo anno di scuola materna e ricorda sempre con affetto tutte le maestre che con lui sono state come delle “seconde mamme”. E’ un asilo che consiglierei a tutte le amiche, perfettamente in linea con la mia idea di approccio ad una prima micro-comunità nel quale i nostri bimbi iniziano a crescere e a sviluppare il proprio “io”.

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