Della serie role model: intervista doppia a Beatrice ed Emmanuela, del bello e del prezioso.

Ancora due donne. Ancora due mamme. Due (ex)colleghe che si aiutano a vicenda. Si completano. E si sostengono. Entrambe creano. Entrambe raccontano. La storia di un ricordo da portarsi addosso. Entrambe credono in uno stesso progetto. 

Chi sei?

B: Sono Beatrice Mezzanotte  ho 30 anni sono  mamma di due bimbi e mezzo…(ne ho uno nella pancia) e designer di gioielli.

E: Sono Emmanuela – ma da sempre Lela – Ronzoni, brianzola doc, mamma di due bimbe: Teresa e Beatrice, 37 anni (ma non dirlo troppo in giro).

Cosa ti piace fare?

B: Amo le scoperte! In ogni ambito: artistico, culinario, mi piace esplorare posti nuovi, mi piacciono le gite fuori porta con la famiglia e le lunghe chiacchiere con le mie amiche.

E: Andar per mostre e musei, fare laboratori di cucina con le mie bimbe (sono più brave loro di me), tanto shopping e la pasta fatta in casa con mio marito (la fa lui, io guardo).

E per vivere cosa fai?

B: Da un anno e mezzo  ho lanciato una collezione di gioielli :BeA, legami preziosi. Dopo aver lavorato per diversi anni come designer di gioielli in aziende leader del settore, da quando sono diventata Mamma ho intrapreso un percorso imprenditoriale per poter creare un marchio e delle collezioni che sintetizzassero il mio pensiero creativo.

BeA parla di legami unici … E cosa esiste di più forte del legame tra una mamma e il suo bambino?

Il logo rappresenta due volti racchiusi in un cuore, due anime che si fondono in un abbraccio diventando  una cosa sola, come avviene solo nei legami più autentici.

E: La guida turistica la mattina e la PR di BeA legami preziosi tutto il resto del tempo, appena posso. Perché mi piace.

Come hai conosciuto Emmanuela/Beatrice?

B: Ci siamo conosciute in una precedente esperienza lavorativa sempre nell’ambito dei gioielli,

io avevo appena finito gli studi e cominciavo il mio primo stage…

E: Io ero la commerciale di un marchio di alta gioielleria, Beatrice iniziava il suo primo stage. La cosa più bella che ci siamo “portate a casa” da questa esperienza è stata la nostra amicizia.

In che cosa è completamente diversa da te?

B: Lela è impulsiva, spumeggiante, spigliata e pronta.

E: Beatrice è sensibile, riflessiva e creativa. Io le cose le capisco e le spiego, ma non le so creare.

In che cosa è completamente identica a te?

B: Crede nelle cose che fa e le fa con amore.

E: Cerca come me il Bello in tutte le cose.

Emmanuela perchè vuoi aiutare Beatrice?

Perché credo moltissimo nel suo progetto. Amo i gioielli che fa, me li metto sempre, mi piace regalarli e vederli addosso agli altri. Secondo la mia esperienza di commerciale Beatrice ha davvero molte chances di riuscire: stiamo, infatti, tentando strade nuove, come quelle del gioiello nei negozi di abbigliamento, o del gioiello che sia insieme per mamma e bambino, o per papà innamorati. Le creazioni di BeA sono perfette nei negozi di ricerca, che non si accontentano delle solite cose ma offrono sempre qualcosa di nuovo e raffinato ai loro clienti. Potete trovare BeA in gioielleria, è ovvio, ma la trovate anche nei concept store, nei negozi di tendenza, e anche sul web.

Beatrice perchè ti serve l’aiuto di Emmanuela?

Come gran parte delle designer sono una pessima commerciale e un buon prodotto senza una buona comunicazione rimane dov’e’.

Lela, oltre a darmi energia, mi aiuta nella promozione, nel commerciale e nella pubblicita’. Abbiamo fatto un evento durante il salone del mobile a Milano. A Giugno saremo al Pitti immagine Bimbi a Firenze, e a Luglio al Playtime a Parigi,  non so se ce l’avrei fatta senza di lei.

Beatrice come nasce un tuo gioiello?

Un gioiello nasce da un background di studio, ho lavorato nel campo dei gioielli per anni e conosco bene i metalli e il loro utilizzo. A questo si aggiunge la mia storia personale, i miei affetti, la mia famiglia, il messaggio che voglio che e’ parte fondamentale delle mie creazioni. Cerco di dare ai gioielli la poesia di un messaggio scritto a mano e allo stesso tempo il valore di un oggetto prezioso. Ho pensato ad una particolare gift box a forma di lettera, sulla quale si possono scrivere il nome del mittente e quello del destinatario. E un piccolo biglietto al suo interno accompagna e rafforza il senso del messaggio.

Emmanuela come nasce una campagna di comunicazione per un piccolo marchio agli albori?

Una campagna di comunicazione è una cosa molto seria. Ci si guarda in faccia e si capisce prima di tutto cosa si vuole comunicare del prodotto. Sono convinta che il messaggio debba essere assolutamente chiaro ed efficace. Con BeA legami preziosi è stato davvero immediato: Beatrice ha ideato un logo che, in maniera diretta e sintetica esprime un universo di significati, tutti appartenenti al mondo degli affetti. La prima cosa che abbiamo desiderato comunicare è un legame affettivo, amoroso. Il cuore di BeA dice già tutto: un amore, quello forse più “viscerale” fra una mamma e il suo bimbo. Il cordone ombelicale diventa un filo che diventano due volti che diventano un abbraccio. Capite? in un cuore stilizzato c’è tutto questo. E bastano poche semplici parole perché tutto possano capirlo. E lo capiamo perché è l’esperienza che nella vita viviamo tutti: chi non si è mai innamorato? Chi non ha mai voluto bene a qualcuno? Con BeA per me la campagna  di comunicazione è risultata facile e bella allo stesso tempo. Mi piace parlare di affetti. Mi piace raccontare di un’esperienza che è anche mia.

 Rivista preferita?

B: The flow magazine, small magazine

E: Flash Art e Milk

Blog preferito?

B: http://abeautifulmess.typepad.com/

E: Robe da chiodi

Smalto trasparente o smalto rosso?

B: Trasparente

E: Smalto rosso

Il giorno preferito della settimana?

B: Giovedì (Anche per me! Era il giorno libero della prof di lettere quando ero al ginnasio! Ndr)

E: Lunedì. Perché il lunedì si ricomincia. Sempre. E ricominciare è sempre entusiasmante.

Una foto che tieni nel portafoglio?

B: Allora, nel portafogli: documenti assortiti, tessere scadute di ogni genere, da quella sanitaria a quella di Accessorize (mi abbono a tutto), appunti vari, bentelan 0.5 per attacchi allergici (di mio figlio) nessuna foto(ma madonnine e santini che mi regala mia mamma ogni 6 mesi) qualche scontrino, pagamenti delle multe, biglietti da visita vari: veterinario, massaggiatrice, ristoranti etnici, artisti e affini…

E: Una foto che tieni nel portafoglio? La foto delle mie bimbe sulla moto di mio marito (una Ducati rosso fiammante)

Il paese che vorresti visitare domani?

B: Argentina, in particolare Buenos Aires la immagino una città vibrante..Immagino negozi pieni di oggetti di antiquariato, quartieri piccoli e caratteristici, architettura cosmopolita un mix di Italia Spagna e Francia (amo i mix)!!

E: Gli Stati Uniti. Ancora. Perché a New York ho scoperto di aspettare Teresa. E Chicago è legata a doppio nodo con Beatrice. Quindi domani ci ritornerò, ma questa volta con loro, per visitarli attraverso i loro occhi.

Care Lela e Beatrice, grazie del tempo che avete dedicato a questa intervista. Grazie per essere un esempio di collaborazione al femminile. Ma soprattutto, grazie per provare a portare avanti un vostro progetto imprenditoriale. La vostra creatività. Le vostre intuizioni. Investire in voi stesse. Per il futuro. Anche degli altri.

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