Ritorno al futuro

Da qualche settimana, Filippo ha ricevuto un regalo. Speciale. I 16 animali di Enzo Mari. Un gioco che un amico del mio papà mi ha regalato tantissimi anni fa’. E che mia mamma ha conservato. Un compagno di infiniti pomeriggi. Ed oggi, una porta sul tempo. Perché mentre sono lì. A giocarci con Filippo. Torno indietro nel tempo. Ed in un attimo. Sono nella mia camera. Sul mio tappeto. Ed ho cinque anni. Così è stato un regalo per lui. Ma anche un enorme regalo per me. Ed allora mi sono chiesta. Qual è il giocattolo da portare nel futuro dei nostri bambini? Una fonte di fantasia senza limiti, di cui magari interromperanno la produzione. Un gioco bellissimo, oggi e domani. Semplicemente, il suo pezzetto d’infanzia preferito. Insomma, un giocattolo da regalare per oggi e conservare per domani. Per raccogliere qualche idea. Ho pensato ad una piccola indagine. Tra alcune delle mie blogger preferite. Ecco chi sono e che cosa mi hanno suggerito.

Alice e Marta, proprietarie del concept store di design per bambini Yellow Basket. Sono state le prime a rispondermi. Quasi me le immagino pronunciarla all’unisono. La macchinina di Sirch con rimorchio! E poi un libro meraviglioso. L’ABC di Munari edito da Corraini. Un gioco magico. Per imparare a scrivere le lettere. A leggere. Ma soprattutto, ad inventare. Forme. Architetture. Un nuovo alfabeto. 

Rosa, autrice del blog My afternoon project. Questo blog è una specie di medicina per me. Una pillola di charme, con cui tirarmi sù di morale quando intorno sembra tutto sciapo. Sognante. Ed al tempo stesso quotidiano e concreto. E con la stessa concretezza, Rosa ha proposto un’ottima soluzione. Una versione moderna ed economica del progetto di Enzo Mari. Per rinnovare la tradizione di incastrare la giugla, senza accendere un mutuo.  Il puzzle di animali di Città del Sole.

Vmnp. Ovvero Valentina di Design per bambini. Della mia (enorme!) ammirazione per Design per bambini abbiamo già parlato. Ed anche questa volta non mi ha deluso. Il suo suggerimento è doppio. E sposa la bellezza con la potenzialità dell’investimento. Attraverso i giochi di legno di Ikea. “Diventeranno sicuramente pezzi da collezionisti“. E macchine e camion in legno di  Thorsten Van Elten. “In legno massello. Davvero difficili da rompere. Davvero belli!”

Rossella, autrice del blog Emporio74. Il suo post sulle tavole di Natale è tra i pop post di questo blog. E il suo contributo sull’argomento troverà papadifilippo pienamente d’accordo. Ecco le sue parole. “Se penso a quanti bellissimi giochi ho dato via, nella mia fase adolescenziale, per liberare spazio in camera, mi mangio le mani. Parlo di quei giochi che poi sono diventati veri e propri oggetti da collezione, delle rarita’ come la maglieria magica o il dolce forno Harbert. Per non parlare delle Barbie anni ’80, che avevano una fisionomia completamente diversa da quelle attuali. Insomma, su questo argomento ho un po’ di rimpianti per cui ho deciso che conservero’ molti dei giocattoli del nano anche se lui un giorno vorra’ disfarsene. Mia suocera ad esempio, aveva conservato, nei fustoni Dixan (sempre quelli anni ’80) tutte le macchinine dei suoi due maschietti. Ora con le automobiline che erano del papa’ (e dello zio) ci gioca il nano. Hanno quindi per lui un valore affettivo inestimabile ed alcune sono reperibili solo nei negozi di modellismo, riproduzioni di automobili come la 127 e la 124 della Fiat, la Renault 4 e le vecchie Lamborghini e Alfetta. Penso che anch’io conservero’ tutte le automobiline. Compresa l’intera collezioni di quelle di “Cars”, le simpatiche e colorate automobiline parlanti e i pupazzi di “Toy Story” (un po’ come quello di E.T., che e’ introvabile). Adoro Woody, il cowboy vecchio stile e il suo “There’s a snake in my boot!” quando tiri la cordicella. Per non parlare del tenerissimo unicorno Buttercup e del maldestro Buzz Lightyear

Arianna, o meglio Akari del “Mercatino dei piccoli (di cui segnalo un Temporary shop, aperto solo a Febbraio, che vale proprio una (lunga) navigata). Akari ha cercato tra le tante cose. E tra i suoi ricordi. E consiglia di giocare oggi e lasciare un posto in cantina domani per “…un libro, uno di quelli belli, uno di Munari per esempio Più e Meno. Perché? Perché i libri non passano mai di moda, lavorano sulla fantasia, ci fanno compagnia. Tanti dei miei di quando ero piccola e non solo sono arrivati ai miei figli, ed anche mio marito ha conservato dei libri di quando era bambino. E’ una gioia condividerli con i nostri bambini ora. Unica nota: vanno guardati a vista, non so i vostri ma i miei figli hanno l’abilità di distruggere tutto. (Anche il mio!)  Un giocattolo di legno. Ma non uno qualsiasi. Delle costruzioni. Tra quelli che ho trovato in rete, che mi hanno veramente entusiasmato e che mi farei regalare – visti i prezzi – segnalo: Tegu (si! piacciono tantissimo anche a me!), i cuboro e le Playshapes dei Miller Goodman. Perché? Perché le costruzioni sono intramontabili, creative, stimolanti, puoi inventarti cose sempre diverse e bellissime e divertirti per ore e ore e ore…Di legno. Perché è un materiale “vivo” naturale, ecologico (che oggi fa tanto bene essere ecologici). Mi piace il suo colore neutro che ancora una volta aiuta la fantasia senza vincoli e costrizioni, solo creatività”

Annalisa, di Mannalisa vuole fare troppe cose. Il suggerimento di Annalisa è facile. Come tutto ciò che è profondamente giusto. Annalisa propone di conservare i lego. Che i bambini “…con questi incastri e la fantasia non si stancano mai…”. E’ un suggerimento che mi piace tanto. E chissà che patina vintage vedrò sui colori dei nostri lego quando li tirerò fuori dalla cantina nel 2042.

Alessandra Caprini, di Design your life. Alessandra è una stylist. Ed una ricercatrice. Di bello. Dell’originale. E dell’utile. E’ diventata mamma da pochissimo. E’ una sostenitrice del metodo montessori. Ed il suo suggerimento è: “Io scelgo i REGOLI!!! Perchè? Perchè sono un gioco-esercizio intramontabile… perchè sono colorati (e si sà quanto i colori piacciano ai bambini!!!) e, cosa da non sottovalutare, sono economici… e poi molti di noi già li avranno in cantina o in soffitta… basta rispolverlarli!! E poi perchè ci si può giocare come si fa con la lego, ci si impara a riconoscere i colori e a contare, a costruire le più svariate figure geometriche, a fare somme e sottrazioni… insomma, gioco e momento educativo insieme… cosa si può volere di più?”

A questo punto non mi rimane che iniziare a giocare. Con questi giochi meravigliosi. E costruire ricordi. Da conservare in cantina. Ma soprattutto nel cuore. E voi quale gioco porterete nel futuro?

ps. sette volte grazie alle fantastiche blogger, che hanno dato vita a questo post.

Annunci

9 thoughts on “Ritorno al futuro

  1. Bellissimo post, grazie mille. A casa ho già iniziato a conservare alcuni giochi di legno e latta, e non mancherò di tenere da parte le intramontabili costruzioni di legno Kapla, in questo sito poi si trovano ad un prezzo ottimo http://www.marcofaramelli.it divertono tutti, grandi e piccini!

  2. Cara mammadifilippo, io mi pento e mi dolgo di non aver costretto mia madre a conservare quei magnifici mattoncini rossi piccoli piccoli, quelle finestrine inglesi bianche, le persianine verdi ed i portoncini inglesi marrone scuro con i quali da piccola costruivo ville, casette, chalet e dependance, grazie alle scatole Lego anni 70 che oggi la Lego NON PRODUCE PIU’! Mi hanno detto che forse (dico forse) li troverò a Londra, da Legoland, dove pare (si dice e si narra) si comprino ad etti come le caramelle.
    A primavera andrò a Londra solo per questo!
    Grazie di questo post!

    1. mia mamma (a cui dovrò fare un monumento) solitamente butta tutto ma ha conservato un secchio pieno dei miei lego. e mescolati a quelli nuovi sono immediatamente riconoscibili. io avrò il compito di fare un nuovo bidone con due generazioni!

      piesse: corri a londra! 🙂

  3. Emozionante il post. Perchè ci ha dato le giuste “dritte” per far giocare al meglio i nostri nipoti e perchè ci ha fatto fare un tuffo in un passato che amiamo sempre portare con noi.
    w i regoli, il lego e le barbie “grasse” degli anni Ottanta.
    ps: anche io avevo i lego nella confezione dei Dixan…riuso ante litteram.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...