Della serie “Role model”: intervista a Stefania Boleso, founder di SiV consulting, blogger e mamma di Aleksandra

Nel percorso della nostra vita, capita a volte di cadere. Cadiamo perché perdiamo l’equilibrio. Cadiamo perché ci hanno fatto uno sgambetto. Cadiamo perché la strada ha una buca imprevista. Poco importa quale sia la ragione. E spesso, anche la dinamica dell’incidente ha poco significato. Quello che conta è come ci si alza in piedi. Come ci si cura. Come si riprende a camminare. Quello che conta è il nuovo pezzo di strada che si decide di percorrere.

La storia di Stefania Boleso è stata già raccontata. Sui giornali. Attraverso le righe del suo blog.
Qui, l’idea è di prendere una matita in mano. E provare a tracciare qualche linea del suo (del nostro!) futuro. Perché per arrivare lontano, bisogna guardarsi avanti.
Cara Stefania, raccontaci di che cosa ti occupi.
Mi occupo di consulenza in ambito marketing e comunicazione. Si tratta di un’attività che mi piace molto, perchè mi dà l’opportunità di confrontarmi con realtà e mercati diversi, dopo tanti anni passati nella stessa posizione all’interno della stessa azienda.
Oltre a ciò, insegno: sono infatti docente in alcuni master e corsi parauniversitari. L’insegnamento è sempre stata una mia grande passione, sin dai tempi dell’università, quando davo ripetizioni agli studenti delle scuole superiori.
Sono poi blogger “per hobby”: scrivo di donne e tematiche di genere, un argomento che mi sta molto a cuore.
Da ultimo, ma non ultimo, faccio la mamma. Di per sé un’occupazione molto impegnativa anche questa, come tu ben sai!
Hai ridisegnato la tua professionalità come su una pagina bianca. Da dove si comincia?
La professionalità è qualcosa che si costruisce giorno per giorno, anno dopo anno, quindi non credo di averla ridisegnata, semplicemente la sto utilizzando in maniera diversa. Nella mia nuova attività utilizzo le mie competenze e la mia preparazione a 360°, dando moltissimo alle aziende con cui collaboro, ma imparando anche tanto.
Per cominciare, si guarda dentro se stesse. Il bicchiere può essere mezzo vuoto o mezzo pieno, dipende solo da noi.

Un “incidente” può restare solo un’esperienza negativa, oppure diventare un’opportunità per reinventarsi la vita.
Guardarsi dentro aiuta a capire quali sono le proprie passioni, i propri sogni, cosa sappiamo fare bene e cosa no. Cosa ci piacerebbe fare e non solo cosa dobbiamo fare per forza. E da lì occorre avere un po’ di coraggio e fiducia in noi stesse (qualità che spesso alle donne mancano) e cominciare. Piano piano.
Sia nel caso si desideri semplicemente cambiare azienda, che nel caso invece si voglia intraprendere un’attività imprenditoriale.
 
Che cosa serve? Chi aiuta?
Serve avere la consapevolezza (e ti posso assicurare che non è così facile…) che possono discriminarti, mobbizzarti, licenziarti, farti sentire una nullità, ma non possono toglierti le tue competenze e la tua preparazione. Anche se cercano di farti credere il contrario…
La paura peggiore che sei riuscita a superare? E quella che devi ancora sconfiggere?
La paura peggiore devo ancora sconfiggerla: è quella che mia figlia tra trent’anni si trovi a vivere ciò che ho vissuto io, in un Paese nemico delle donne in generale e delle mamme lavoratrici in particolare.
Da bambina, quale lavoro volevi fare? Ed oggi, cosa vuoi fare da grande?
Il mio primo sogno da bambina era fare la cantante. Poi devo aver capito che ero abbastanza stonata, così ho optato per una più realistica carriera da interprete alla Comunità Europea. Invece mi sono iscritta ad Economia e Commercio…Oggi desidero far crescere la mia attività e allo stesso tempo occuparmi dell’educazione di mia figlia.
Qualche numero…
3 cose da fare subito nel nostro Paese per invertire il trend negativo delle “donne al lavoro”
1) Quote rosa
2) Congedo di paternità obbligatorio
3) Servizi a supporto delle madri lavoratrici (anzi, meglio, delle famiglie con entrambi i genitori che lavorano): asili nido per tutti coloro che ne fanno richiesta, con periodi ed orari di apertura adeguati, defiscalizzazione delle baby sitter, etc.
Forse solo in questo modo si potrebbe beneficiare appieno anche del talento e della professionalità delle donne. Queste misure aiuterebbero inolte a cambiare la mentalità diffusa che vuole i figli solo come un problema per le madri, mentre invece si tratta di  un’opportunità per l’intera società.
1 parola che ti regala coraggio
Futuro
2 soddisfazioni che non vedi l’ora di toglierti
Mi piacerebbe creare una rete di donne imprenditrici che possano lavorare insieme su progetti complessi.
E sfatare il mito che vuole le donne sempre in competizione le une contro le altre.
Progetto utopistico? Non credo. Di sicuro però molto ambizioso.
3 riflessioni dedicate a mamme che meditano di mettersi in proprio
Abbiate coraggio.
Credete fino in fondo nella vostra idea e buttatevi.
Oltre la siepe non c’è il buio.
Ti sei mai detta: “Tutto sommato è stato meglio cosi!”?
Quasi sempre.
 
Cara Stefania, grazie per il tuo contributo. Parlare di sé, significa esporsi. Mettersi in gioco. Serve ad aiutare. Se stessi. Gli altri. Ma è anche una sfida. In bocca al lupo per ogni tuo passo futuro.
Da ricordare e da ricordarmi la frase che mi hai regalato: “Non puoi fermare le onde, ma puoi imparare a cavalcarle” Joseph Goldstein, maestro buddista.
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3 thoughts on “Della serie “Role model”: intervista a Stefania Boleso, founder di SiV consulting, blogger e mamma di Aleksandra

  1. un post che arriva in un momento particolare di riflessione sulla mia vita e sul mio ruolo di mamma e professionista. fatto di paure, sensi di colpa, fatica a conciliare, voglia di buttarsi in altri progetti più consoni alla mia vita di madre, paure, sogni e desideri…

    grazie.

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