Della serie role model: intervista ad Elastigirl (c’è da aggiungere altro?)

Elasti è un mio role model per 3 ragioni. Numero uno in assoluto: è fortemente ironica ed auto-ironica. Qualità fondamentale per tarare ed incorniciare il mondo che ci gira intorno. Numero 2: si è ritagliata un hobby che le ha permesso di collezionare diverse soddisfazioni. Numero 3: trasforma quotidianamente quello che per molti è un “punto di debolezza”, una vita complicata, tra figli, marito all’estero, redazione, poco tempo per pettinarsi i capelli, in un “punto di forza”, una vita allegra, sempre sorprendente e piena di serenità.
Attraverso il blog, la rubrica su Repubblica, i due libri pubblicati da Tea e varie interviste conosciamo alcuni dettagli della vita di Elasti. E’ una giornalista finanziaria. Vive a Milano. Ha da poco iniziato ad usufruire del part-time verticale. Ha cercato il terzo figlio perché “altrimenti sarebbe mancato un pezzo”. E’ la mamma di 3 maschi. Ha iniziato a scrivere il suo blog al rientro dalla sua seconda maternità, per raccontare le acrobazie di una donna tra figli, lavoro e perenne senso di colpa.
In questa intervista, spero di raccontarvi un pezzetto di più di Claudia.
Giornalista finanziaria e blogger. Scrivere era il tuo sogno nel cassetto?
Un po’ sì. Poi, quando sono diventata giornalista occupandomi di finanza mi sono illusa che potesse bastarmi. Ma quello in realtà non è scrivere. A quel punto la scrittura si è trasformata da sogno in urgenza. E ho aperto un blog, un modo come un’altro per non perdere il senno.
Hai chiesto un periodo di aspettativa per seguire tuo marito in America. Sei andata tre volte in congedo per maternità. Ora hai anche ottenuto il part-time. Lavori davvero a Milano? Oppure è la determinazione che conta?
La maternità per fortuna in Italia è un diritto. E anche a Milano! Con il primo figlio avevo chiesto il congedo obbligatorio ed ero tornata a lavorare quando lui non aveva ancora cinque mesi. Con il secondo ho capito che non bastava, . Per quanto riguarda il part-time, la società per cui lavoro, una multinazionale, era contrarissima. Abbiamo scoperto, dopo anni, che in tutte le altre sedi nel mondo il part-time era diffusissimo. Ma in Italia no, non c’era. Poi è arrivata la crisi ed hanno fatto di necessità virtù concedendolo, anche in Italia, per ordine superiore dal quartier generale. Ma sono certa che i capi italiani non sono felici di questo.
né a me né a loro e ho deciso che, avendolo, il diritto al congedo maternità dovevo usarlo
Vantaggi e svantaggi del part-time verticale
I vantaggi sono la possibilità di avere intere giornate libere da dedicare in parte ai figli e in parte, quando sono a scuola, a se stesse (nel mio caso scrivo come free lance cose che mi divertono di più della finanza) e il coinvolgimento maggiore nel lavoro nei giorni di ufficio perché non scappi a metà giornata.
Gli svantaggi sono che non puoi affrancarti dalla baby sitter perché quando lavori sei via fino a sera e che devi essere molto brava a organizzarti il tempo casalinga che rischia di perdersi in scemenze
Io sono una mamma alle prime armi. Come faccio ad imparare a diventare elastica? E come lo anniento il costante, multistrato senso di colpa?
Elastica probabilmente lo sei già mentre leggi le mie risposte e contemporaneamente qualcuno nell’altra stanza ha bisogno di te. Ehm, io del senso di colpa non mi sono liberata affatto quindi non posso dare alcun consiglio!
Tuo marito lavora all’estero. Perché rimanere in Italia?
Perché abbiamo un buon equilibrio così. Lui torna tutte le settimane e ha lunghi periodi in cui può lavorare da casa. Io ho un lavoro che amo qui, oltre alla mia famiglia e ai miei amici. Senza contare che vivere a Londra con dei bambini senza essere straricchi non è esattamente facile.
Quello che mi piace di più del tuo stile è la creatività lessicale. Regalaci qualche parola…:
…per trovare il coraggio
“Va bene, è arrivato il momento che tu lo sappia: sei nato con artigli di adamantio, come Wolverine. E quelli come te e Wolverine sono invincibili. Ora che te l’ho detto sarà tutto più facile, ma anche più difficile”.
…per consolare
“Dammi un bacio o sbatto fortissimo la testa contro il muro”.
Si chiama diversivo. Con i maschi spesso funziona.
…per correggere
“Guardati dentro. Sì, dentro la maglietta. Cosa dice l’omino che abita lì sotto? Che 8 per 7 non fa 64, già. Quindi? Hai sbagliato. Non è un problema, basta che se ti guardi dentro trovi qualcuno se ne accorga.”
…per arrabbiarti
Generalmente quando mi arrabbio non trovo parole. Sto zitta e covo muta il mio rancore.
…per fare pace
“Se ci chiedessimo scusa? Guarda che sono i coraggiosi e i forti che chiedono scusa. E’ molto più semplice tenere il broncio che dire scusa. Uno due tre, insieme, dai. sc… Ma tu te lo ricordi Fonzie di Happy Days?”

Cara Claudia, grazie infinite per le tue risposte e tutti i sorrisi che mi hai regalato (e mi regalerai!).
Ho pensato di aggiungere in calce alle interviste role model, una piccola nota. Una frase da ricordarmi. Il mio “take away”. Per oggi annoto: “Non lasciare soffocare nello scrittoio i tuoi sogni nel cassetto.”

Per quella di Alice, pubblicata qualche settimana fa: “Scrivi il progetto della tua vita con l’inchiostro del cuore“.

Annunci

4 thoughts on “Della serie role model: intervista ad Elastigirl (c’è da aggiungere altro?)

  1. come mi piace Elasti.
    è stato uno dei primi blog seguiti, e non perdo mai il sabato cartaceo…
    Mi sembra così strano pensare di essere nella stessa rubrica.
    brava mamma di filippo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...