Fate la nanna – episodio 2

Per solidarietà nei confronti di altri genitori in astinenza da sonno, riporto qui di seguito l’esperienza di Filippo e il metodo spagnolo.
Come raccontavo, Filippo a 4 mesi ha iniziato a non dormire più. Si svegliava in continuazione. Non si riaddormentava. Piangeva (anche se nel lettone, anche se cullato). Un incubo. Dopo circa due mesi di tormenti ed una (ultima) lunga notte di veglia dall’una alle 5.30 del mattino, io e papàdifilippo abbiamo deciso: facciamolo!
Era circa l’una di notte. Filippo si era appena svegliato. E piangeva. Siamo andati a turno da lui, seguendo i tempi stabiliti dal metodo (prima volta: primo intervallo di 1 minuto, secondo 3
minuti, dal terzo 5 minuti). Rispetto a quello che diceva il libro ci siamo trattenuti un po’ di più, sbaciucchiandolo pieno di lacrime.
E’ stata piuttosto dura. Se non fossimo stati tutti e due stra-convinti (leggi esausti per la mancanza di sonno) avremmo senza dubbio rinunciato. Filippo ha pianto per 50 minuti. In questi 50 minuti io ho pensato: 1) che ero una madre indegna ed egoista, 2) che Filippo mi avrebbe odiato e tolto ogni sorriso 3) che lo avrei ritrovato con la faccia tutta rossa per i capillari rotti dallo sforzo e della disperazione del pianto. All’una, il silenzio. Filippo si è addormentato. Ed ha dormito tutta la notte. La mattina dopo era molto contento e riposato. Ci ha riempito di sorrisi. E non aveva alcuna macchia rossa.
Il secondo giorno si è svegliato verso le undici. Ha pianto per 10 minuti. Poi, un lungo sonno. Adesso in media dorme una decina di ore per notte. Capita che si svegli, pianga per massimo 20 minuti poi si riaddormenta. Non proprio da manuale, ma nulla a che vedere con le ore passate sulla sedia a dondolo e peggio su e giù per il corridoio. Credo che continui a piangere perchè non abbiamo seguito il metodo correttamente. La sera lo addormentiamo in braccio. E poichè non si sveglia tutte le sere, quando succede applichiamo sempre gli intervalli del primo giorno. Comunque, per quanto non mi piaccia, il metodo spagnolo ha funzionato. Non sono i denti. Non ha sete. Mal di pancia. Fame. E’ solo che non sa riaddormentarsi.

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4 thoughts on “Fate la nanna – episodio 2

  1. Ben fatto, concordo in pieno. Mi ricordo Carlotta si addormentava solo se le tenevi la manina al buio, e per circa 20-30 minuti dovevo restare lì vicino al suo lettino, fino a che la mia pancia cresceva (in realtà Nicolò cresceva nella mia pancia!) ed io stanca, ho utilizzato il metodo consigliato proprio da “fate la nanna”, dopo 3-4 giorni si addormentava da sola 🙂

  2. Io forse perchè sono fortunata e ho avuto un bambino a cui ho insegnato appena nato ad addormetnarsi da solo e che ha sempre dormito nel suo letto e che non si è mai svegliato la notte se non in casi rarissimi e con una ragione precisa questo metodo non lo condivido. Alcune amiche lo hanno usato, io ho pensato che fossero crudeli. Non so forse perchè non ci sono passata ma non potrei mai far piangere mio figlio per tutto quel tempo…

  3. Cara Silvia, hai ragione. Primo a sentirti fortunata perchè il tuo bambino ha sempre dormito da solo. Brava! Secondo perchè è così, per un genitore far piangere tutto quel tempo il proprio bambino è uno strazio enorme. Per questo, secondo me, bisogna essere TANTO TANTO STANCHI. E stra-convinti in due, sia la mamma sia il papa'. Per potersi vicendevolmente legare alla sedia quando si sta per mollare, per richiamarsi all'ordine quando si rimane più di 3 minuti a consolarlo…
    Io da sola non ce l'avrei mai fatta.
    Inoltre, bisogna assolutamente farlo prima che impari ad alzarsi in piedi. Noi abbiamo provato a farlo piangere un paio di volte ora che è più grande. Si alzava appena andavamo via, piangendo e balbettando “Bu..BU..BU…” (che io ho tradotto, “brutti traditori, perchè mi fate questo!”) Abbiamo miseramente fallito. Nonostante fossimo certi che avrebbe funzionato.
    Nonostante fossimo convinti che fosse per il suo bene.

    Fare il genitore è un mestiere che il tempo complica esponenzialmente.

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