Una sedia rosa

stokke tripp trapp

Antonia voleva una sedia rosa. Voi, vi domandate mai se sia giusto esaudire i loro desideri? Non mi riferisco ai capricci. Sono certamente netta e spietata davanti ad un’edicola – il nuovo regno del male…bazaar di giochini Made in China dalla vita breve come un battito di ali. Penso ai grandi desideri. A quelle cose che ti chiedono con gli occhi che brillano e l’espressione incerta di chi non ha ancora capito se i sogni si possono avverare. Con la voce di chi è convinto che se otterrà quello che vuole, la sua vita cambierà. Quando ero piccola, sognavo la casa di barbie a tre piani con l’ascensore rosa. Era il sogno di tutte. E secondo me (credo di averlo già detto) il mondo si divide tra chi l’ha avuta e chi no. Mia cugina, l’aveva. Io no. E sebbene ricordo con grandissimo amore il mio ascensore DIY di cartone, credo mi sia rimasto appiccicato addosso un senso del “non si può”. Così, mi rispondo che è giusto, quando si può, esaudire i loro desideri. Perchè non è l’oggetto o l’esperienza in sè. E’ il senso di possibilità. E’ l’idea di riuscire ad ottenere. E l’attitudine a chiedere per avere. Oggi, la sedia rosa. Domani, magari la sedia in un cda!

ps per la cronaca, la Tripp Trapp rosa (soft pink) di Stokke , la volevo anche io! Ora manca solo una cucina ultra moderna tutta bianca ed un pavimento in marmo grigio chiaro…

 

Se non puoi sconfiggere il tuo nemico…

Fab goose 6…fattelo amico!

Se anche per voi è quel periodo dell’anno in cui sulla mensola della cucina avete più flaconi di medicine pediatriche che utensili. Se da giorni, la prima domanda quando vi svegliate e l’ultima prima di andare a dormire è “quanto ha?”. Se anche a casa vostra c’è un concerto di tosse e starnuti. Non disperate! Torneranno i giorni a scuola. Spariranno fazzoletti, termometri e borse del ghiaccio dai comodini. Si rafforzerà, prima o poi, questo benedetto sistema immunitario.

Fino ad allora, bisogna solo arrendersi al nemico. Armarsi di una calda coperta (preferibilmente bellissima). E nascondersi per un po’ in compagnia dei propri mostri malaticci.

Foto credits: Fabulous Goose

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Macarena

macarena 5Anni fa, vi ho parlato di Macarena Bilbao, una mamma, artista, imprenditrice spagnola che realizzava cucine (in legno e fatte a mano) per bambini meravigliose.  Sono stata molto felice di scoprire che non solo, continua a produrle (e sono sempre più belle), ma ha anche allargato la sua offerta. Lavatrici, mercatini, scrivanie, macchine fotografiche, chitarre, casa delle bambole (quest’ultima in particolare, è bella da far girare la testa). Mi ricordo di averle scritto per domandarle se fosse possibile ordinarle un ospedale (Filippo era fissato con ambulanze, ospedali e pompieri, al tempo!) Macarena mi aveva risposto che la mia richiesta l’aveva sorpresa “Davvero pensi che io possa realizzarlo?” Sebbene l’ospedale non sia ancora nella sua lista, credo che il tempo mi abbia dato ragione. Brava Macarena, continua a farci sognare!

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Come pellicole

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Al corso di fotografia che sto frequentando, abbiamo sperimentato gli scatti al buio. Sistemi la macchina, ferma sul suo cavalletto. Metti a fuoco. Spegni la luce. Premi il pulsante. Aspetti, aspetti, aspetti. Poi senti click. Scattata. Guardi e trovi quello che non avresti creduto. Il tempo di esposizione, permette al sensore, di raccogliere ed accumulare molta più luce rispetto all’occhio umano. Così la foto risulta molto più luminosa e bella. Certo, devi saper aspettare. E devi poter poggiare la macchina su un supporto stabile, altrimenti sarà un delirio di mosso.

Ma la magia è possibile.

Mentre prendevo appunti, immaginavo i miei bambini, come dei potentissimi sensori di una macchina professionale. Stanno lì, con il diaframma aperto ed un tempo di esposizione che tende all’infinito. Stanno lì ed assorbono, assorbono, assorbono. Tu speri di aver trovato un buon treppiedi- Ti domandi se non avresti dovuto comprare il telecomando ad infrarossi. Ti auguri che funzioni. A volte pensi che la macchina non scatterà mai. Ma poi senti quel clic. Guardi. Capita di riconoscere qualche errore, qualche sbavatura. Eppure solitamente, è sempre meglio di quello che ti saresti aspettato.

Ti dici che qualcosa l’hai imparata.  E che vada al diavolo Bresson*!

Ti versi un bel bicchiere di vino.

* Henri Cartier-Bresson è considerato il padre della street photography. Ha vissuto quando esisteva solo la pellicola. Sosteneva che: “Le tue prime 10.000 fotografie sono le peggiori”.

Pance vestite a festa

zalando3Quando ero incinta, navigavo senza speranza su internet alla ricerca di qualcosa di diverso da un golfino a collo alto blu/nero/marrone da indossare per festeggiare il Natale. Ieri ho fatto un giro su alcuni negozi online, low cost, per verificare se la situazione fosse migliorata. Forse qualche speranza c’è….

zalando 2 hm top gold hm cipria H&M gap gap tshirt gap coat Asos

1 e 2: Zalando; 3, 4 e 5: H&M; 6,7, e 8: GAP; 9 Asos.

Kampini

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Venerdì sono andata a comprare il pane. Un fatto insolito per me, perchè amo molto il pane e finisco sempre per mangiarne troppo. Così, da tempo, ho deciso di depennarlo dalla lista della spesa (con sommo dissappunto di papadifilippo). Davanti al forno (la panetteria Ficini, un luogo meraviglioso, il migliore a Torino, secondo me), c’è un bel negozio di design per bambini, Design prodige. Solitamente, ne guardo solo le vetrine, perchè ci passo davanti di domenica (nella stessa via, c’è una validissima gelateria, Mara dei Boschi). Venerdì, ne ho potuto, finalmente, vagliare la porta. Quando entro in un negozio per bambini, senza accorgermene, come per una deformazione professionale, faccio la spunta di ciò di cui ho già scritto su questo blog e ciò che trovo nuovo e che potrei pubblicare. La somma dei due, mi da un’idea di quanto il negozio mi piaccia. E chiaramente, le idee nuove, valgono il doppio. Designprodige ha ottenuto un ottimo punteggio. Tra i vari, ha catturato la mia attenzione il ping-pong di Kickpack (la stessa del calcio balilla, segnalato tempo fa). Bello per dei bambini, bellissimo per degli adulti! Approfondendo sul sito dell’azienda, ho trovato, poi, Kampini, che mi ha letteralmente rubato il cuore. 


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I video pubblicitari su youtube sono divertenti ed allegri, come i prodotti (e ne spiegano bene le caratteristiche).