La solitudine dei numeri primi

giugno 10, 2013 § 3 commenti

cover_graFilippo ha un’acuta forma di mammite. Vuole dormire con me. Vuole essere vestito da me. Andare all’asilo con me. Nonnimaternidifilippo dicono che sia per via della sorella. Possibile. Fisiologico. Ma io, a volte, penso che sia perché “solo io lo so capire”. “Solo io lo so prendere”. E mi vedo trasformata in quelle suocere acide che difendono il primogenito maschio in qualsiasi situazione. Che non voglio essere una mamma di maschio così. Eppure il pensiero continua a ronzare in testa. Forse perché lo amo. Come un primo amore. Forse perché la sera, quando lo addormento non posso smettere di baciare quella guancia così morbida. Lo so che non è mia. Che è solo in prestito. Ma ha un odore, a cui non si può resistere. E tu che verrai dopo di me dovrai capirmi. Due che amano lo stesso uomo, forse non si adorano, ma possono capirsi.

ENG: Philip has an acute form of “mama’s boy” syndrome. He wants to sleep with me, only. He wants to be dressed by me, only. Go to kindergarten with me, only. Nonnimaternidifilippo say it’s because of his new coming sister. Possible. Physiological. But I sometimes think it is because “Only I know how to deal with him.” “Only I know how to make him happy and calm”. And I see myself transformed into the worst mother-in-law ever. A mother-in-law, who defends his beloved son in any situation. I do not want to be as well. Yet, this thought continues to hum in my head. Maybe, because I love him so much. Fall in love as for the very first love. Maybe, because in the evening, when I read him a story I cannot stop kissing his cheek, which is so soft. I know he is not mine. That I just borrowed him. But I cannot resist that sweet smell. And who will come after me, she will understand me. Two who are in love for the same man…they can understand each other.

 

Mommie dearest – mammina cara

maggio 28, 2013 § 4 commenti

mammina cara

Faccio outing. Io a volte strillo. A Filippo. Strillo perchè perdo la pazienza. E vorrei che quello strillo mi potesse portare in un altro posto. Annullare il momento. Strillo. Ho un attimo di sollievo. E poi mi sento malissimo. Mi guardo da fuori. E penso che sono ridicola. Ed isterica. Che poi a volte strillo anche con papàdifilippo. Ma in quel caso non mi capita mai di pensare che sono ridicola. Tanto meno isterica. Il fatto è che strillare è proprio lontano dalla mia idea di essere madre. Mi sta bene essere molto severa. O essere ansiosa. Anche non esserci, al limite. Ma strillare la trovo una sconfitta. Mi chiedo: tutte le mamme strillano? La mia strillava. Nei film le mamme strillano. sono sicura di aver sentito almeno un paio di volte la mamma del piano di sopra strillare. Strillare forse fa parte del lato no dell’essere mamma. Come le ragadi.

ENG: I confess. Sometimes I scream. Philip. I scream because I lose my patience. And I wish that scream could bring me in another place. Cancel that moment. I scream. And I enjoy a moment of relief. Then I feel terrible. I look at me from the outside. And I think that I am ridiculous. And hysterical, too. Indeed, sometimes I cry with papàdifilippo, too. But in that case I do not think that I’m ridiculous. Or hysterical. The fact is that screaming is far from my idea of being a mother. I’m fine with being very strict. Or be anxious. I can cope with the idea to be absent. But I find to scream as a defeat. I wonder. Do all the mothers scream? My mum used to. In the movies moms scream. I’m sure I have heard at least a couple of times the mum in the apartment upstairs screaming. Screaming perhaps it’s the dark side of motherhood. As it is the baby blue.

 

4 etti di amore, grazie

aprile 12, 2013 § Lascia un commento

Ieri ho letto un libro. Invero lo avevo già iniziato da un po’. Ma ieri gli ho dedicato un po’ di tempo. E l’ho finito. (in piedi, davanti alla finestra, perchè a sorelladifilippo piace stare in braccio, farsi dondolare ed intanto guardare un po’ fuori). Ho bisogno di fare almeno una cosa al giorno. Tipo imparare a fare  la torta di mele. Passeggiare in un posto nuovo. Leggere un libro. E ci vuole grande determinazione. Perchè farsi travolgere da lei, dai rutti e gli svomitazzi è facilissimo. E perdere tutta la giornata. Perdere tutto questo tempo, che vorrebbe tanto essere libero. Ci vuole anche un po’ di sana sventatezza. Per cambiare un pannolino in meno. E prendere una sana boccata d’aria in più.

“4 etti di amore, grazie”, l’ultimo romanzo della Gamberale, racconta di due donne allo specchio attraverso la loro lista della spesa. Due modi di rincorrere la vita molto diversi. Disparati ingredienti. Ma la stessa tentazione. Guardare nel carrello dell’altra. Immaginare nella vita della ragazza accanto a te quello che manca nella tua. Un vizio che appartiene a molti. A volte irresistibile. Soprattutto quando ”l’altra” è un giusto mix di conosciuto e sconosciuto. Così da riempiere i puntini tra le briciole di fatti che effettivamente possiamo attribuirgli, con tutto quello che pare alla nostra fantasia. Un gioco che in fondo se condotto bene potrebbe anche aiutare. A capire la distanza tra cosa vogliamo e cosa facciamo. O tra cosa pensiamo di volere e cosa poi in effetti ci fa stare bene. Ma (troppo) spesso è solo un passatempo per chi non sa come rincorrere i propri sogni.

FYI

giugno 22, 2012 § 3 commenti

FYI. Domani io sono qui con Valentina, Roma in famiglia, la libreria assaggi, Mamma Cult, A misura di mamma e tantissimi altri ancora.

FYI domani io vado con Raffaela ad una visita gratuita alla Basilica di San lorenzo fuori le mura. Venite anche voi?

“Fa caldo….e con il caldo entriamo volentieri nei supermercati e nei centri commerciali….ma hai mai provato ad immergervi nell’atmosfera sospesa di un’antica chiesa medievale? Roma offre continuamente questa opportunità: stare al fresco e, nello stesso tempo, ammirare capolavori nascosti e respirare l’emozione di antiche storie….La visita alla Basilica di San Lorenzo Fuori le Mura è una proposta per rinfrescare il corpo e la mente, scoprendo uno spazio silenzioso ma pieno di cose da raccontare. Cammineremo insieme su un pavimento colorato, che come un puzzle ci guiderà verso mosaici e sculture sorprendenti; storie e leggende legate alla vita di santi martiri attireranno la vostra attenzione e tradizioni antiche faranno riemergere la nostalgia per ritmi di vita più umani…parola di Raffaela, la tua guida di Roma by MammaCult

Postumi da festa della mamma

maggio 14, 2012 § 3 commenti

Ieri in aereo con Filippo e papàdifilippo. Mentre i due giocavano con le loro app. Io mi perdevo fuori nel finestrino. E pensavo alla festa della mamma. Che secondo me è più una festa della nonna. Ovvero, della mamma della mamma. Che quando si diventa genitori. Si capisce davvero meglio cosa significa stare dall’altra parte. Avere tutto quel bagaglio addosso. Il “materiale umano” che carica di significati la vita. E fa pensare al domani prima che al presente. Alla sinistra ed alla destra, prima che al centro. E vivere una famiglia.

I bambini ringraziano. Scrivo cuori. I papà comprano fiori. Suggeriscono baci. Ma la celebrazione più sincera (secondo me) è quella della figlia-mamma verso la mamma-nonna. Quando sei incinta, vomiti tutto il giorno e pensi che anche tua mamma lo ha fatto per te. Quando sei stanca e leggi un’altra favola e ricordi il libro in più, che tua mamma leggeva a te. Quando dici i no, che sarebbe molto più facile dire di si. E capisci il peso di tutti quei no, che diceva a te.

E la sensazione di stare sempre in bilico. La responsabilità. L’essere un modello. Ed insegnare sia il bene sia il male.

Sapere che adesso c’è qualcuno che lo capisce.

Sorridere che domani, ci sarà qualcuno che lo capirà.

Workshop creativi per neo e future mamme

maggio 8, 2012 § Lascia un commento

Come ha spiegato pochi giorni fa’ Serena, uno dei problemi dei primi mesi di maternità è la solitudine. Ed io aggiungerei la noia. Così appena ho letto di questa iniziativa mi sono subito entusiasmata.

Per tutto il mese di maggio, nella libreria il giardino incartato (via del Pigneto 180, Roma) si svolgerà un laboratorio creativo per neomamme. Il primo appuntamento è domani alle ore 10.30. Ho contattato la libreria per raccogliere qualche informazione in più. E Cecilia mi ha raccontato che durante il laboratorio, le partecipanti potranno confezionare un oggetto per il neonato. Copertina, tappeto gioco, pupazzo…5 appuntamenti per 5 oggetti. Creati utilizzando materiali di recupero (scampoli di stoffa, vecchi vestiti, bottoni, carte che fanno rumore, sonagli…) da assemblare con l’aiuto di una macchina da cucire. Con l’aiuto di una sarta (che potrà eventualmente insegnare alle mamme come utilizzare la macchina da cucire).

E’ previsto anche un tappetone per i bimbi ed una persona che resta con loro mentre le mamme danno sfogo alla creatività (e si fanno 4 chiacchiere!). Il costo è 15 euro a lezione (massimo 4 persone – prenotazioni 06 96045437).

Siamo al Pigneto, ma sembra di stare a Stoccolma!

Io mentre ero in maternità ho frequentato un corso di uncinetto. Ho imparato un passatempo a cui non finisce mai la batteria. Ho potuto fare questi. Ma soprattutto ho conosciuto delle persone davvero simpatiche ed interessanti. Molto lontane da me. E sorprendentemente molto vicine.  

ps. dopo il workshop vi consiglio una sosta da Necci. Che la creatività fa venire fame.

Baby carnevale

gennaio 24, 2012 § Lascia un commento

Ecco un’altra delizia che aggiungerei alla lista nascita. Magari di un secondo figlio. Che tutto il necessario lo ha già. Un costume di carnevale di The miniature knit shop. Favoloso. E se con i ferri siete già brave di vostro (oppure avete vinto una nonna master di knitting e crochet) potreste realizzare da sole un costume da ranocchieto. Seguendo il pattern di Allison Jenkins tradotto da La maglia di Marica, una nonna blogger romana, di cui, ieri, mi sono perdutamente innamorata. Nel pomeriggio, viene nonnapaternadifilippo. Io provo a chiederle se me lo sferruzza lei.

Corso di musica per piccolissimi – music together

gennaio 10, 2012 § Lascia un commento

Tempo fà eravamo alla Casina Raffaello di Villa Borghese. Io, papàdifilippo ci eravamo accomodati. Su quei grandi puff grigi. E guardavamo cosa combinava Filippo, in mezzo a tutti quei bambini. Come interagiva con tutti quei nanetti. Alcuni dolcissimi e generosi. Altri già crudelissimi e prepotenti. Una ragazza con un grande sorriso mi ha offerto un volantino. In bianco e nero. Con un disegno che sembrava quasi uno scarabocchio. Ho dato un’occhiata veloce. E ho rincorso la ragazza. “Ciao, io ho un blog sui bambini piccolissimi. Ti posso chiamare in settimana per un piccola intervista?” Quel disegno era il logo-design di Music Together. Una scuola di musica per bambini 0+. Quella ragazza si chiama Silvia. Ed ecco l’intervista.

Raccontaci..

…chi sei

Mi chiamo Silvia Ruggieri, sono una cantante lirica e insegnante di musica per bambini. Sono tra i fondatori dell’associazione “Vivi la musica”, che organizza corsi di educazione musicale per piccolissimi (0 e 5 anni) con il metodo Music Together. All’età di tre anni frequentavo una scuola di musica per bambini e un giorno mio padre mi portò per la prima volta all’opera. « Leggi il seguito di questo articolo »

Prime volte e cambi di programma

gennaio 8, 2012 § 5 commenti

All’inizio dovevamo andare al mare. Invece abbiamo dovuto dirottare per la montagna. Dovevamo viaggiare lontanissimi. E siamo finiti vicinissimo. Dovevamo festeggiare il capodanno con tanti amici. Invece, abbiamo cenato in due (ma a lume di candela!).  Avere bambini comporta un continuo cambio di programma. E bisogna sempre farsi trovare con un piano B in tasca. Con l’entusiasmo per realizzarlo. E soprattutto, con una buona bottiglia di champagne in fresco. Per festeggiare. Anche se tutto. Quasi tutto. Sembra andare fuori orbita. In compenso, la vita con i bambini permette lunghe liste di prime volte. La prima volta che festeggio il capodanno a casa mia (e scopro che i miei vicini di casa organizzano discreti spettacoli pirotecnici). I primi passi nella neve. La prima volta sullo slittino (sua, ma soprattutto mia!). E domani si ricomincia con un nuovo inizio. Ma stasera, voglio godere ancora un po’ le luci del mio albero di Natale.

Sullo yoga con un neonato, sul tempo per sè e sull’essere genitori

dicembre 22, 2011 § 3 commenti

Questo post è stato scritto da un mio caro amico. Che mi ha fatto un regalo di Natale. Si parla della pratica dello yoga insieme ai bambini, o meglio neonati. Ma soprattutto della ricerca di un nuovo equilibrio. Una volta diventati genitori. Tra ciò che si vorrebbe essere e fare. E ciò che si è. E si fa.
Consigli yogici per natale di Roberto Rega
La pratica dello yoga viene solitamente vissuta da soli oppure in gruppi chiusi, nelle classi di yoga. Chi lo pratica sa quanto sia bello, pieno, coinvolgente e magico, ma YOGA è un po’ di più della pratica sul tappetino e lo si può portare fuori, nella vita quotidiana.
La parola YOGA in sanscrito vuol dire UNIONE, comunione. Deriva dalla radice “yuj” che significa aggiogare, unire, concentrare la propria attenzione su.  Attraverso lo Yoga, nel suo senso più completo, è possibile vivere in UNIONE ogni momento della propria vita. Unione di corpo, mente e spirito… ma anche unione di se con gli altri, con la natura  e con il tutto. Vivere yoga è un atteggiamento nuovo, un modo diverso di fare esperienza.
Prova a vivere lo YOGA con il tuo bambino -  è facile ed è un grande regalo che, insieme, potete donarvi.
E’ possibile anche senza conoscere gli asana (posizioni) e il  pranayama (controllo del respiro e dell’energia).
Yoga con il tuo bambino è semplicemente  essere in UNIONE con lui.

Quando ci parli, lo osservi, lo ascolti, lo tieni in braccio, ma anche quando lo lavi, lo vesti o gli dai la pappa e quando lo fai addormentare.  Sei lì!
Vivi tutti i momenti con presenza e pienezza, con-centrato, ossia centrato su quello che fai!  Il bambino lo sente, sentilo anche tu! Questo è yoga ! Ed è yoga anche per te!  Puoi imparare a sentirti e ad ascoltarti.
Spesso travolti dagli impegni quotidiani, del bambino, del lavoro, della casa, temiamo di non avere più tempo per noi stessi. “Non ho più tempo libero!” E’ una frase ricorrente. Più lo inseguiamo, il tempo e più ci sfuggirà. Non vi sono due tempi diversi. Tu sei nelle cose che fai. E sta a te scegliere il modo di come “esserci”. Il tempo che trascorri con il tuo bambino è anche il tuo tempo. Lo stai dedicando a lui e anche a te. Non vieni privato del tuo tempo, perché è questo, è il tuo tempo.
Attraverso un atteggiamento più “yogico” non avrai più conflitti con il tempo, si dilaterà e ti sembrerà di averne a disposizione molto di più.
Lui, il tuo bambino, è un grande Yogi!
Lui è sempre in unione! I suoi pensieri non sono mai altrove. Dove è il suo corpo è Lui, vi è la sua mente e sicuramente il suo spirito, che è puro, grande e libero da ogni condizionamento.
Vivetelo insieme, in comunione, in armonia tra di voi e anche con tutto il resto, lui sarà più tranquillo, più sereno e tu con lui. La sensazione è la stessa di quando si è innamorati. E’ essere lì al 100 per 100, con il cuore aperto, quando tutto ci sembra più bello e ci sentiamo buoni, felici e ricchi spiritualmente. Abbracciamo il mondo!
Il viso è più rilassato, non ci sono tensioni, il corpo è morbido, la mente è lucida, limpida. E’ vero yoga.
Spesso le giornate sfuggono velocemente. Ora è natale, rallentiamo un po’ i ritmi, proviamo a prenderci dei momenti, a concederceli, a noi e al nostro bambino. Insieme a lui è più bello ed ha più valore.
Il cuore è già un po’ più morbido, chiudiamo gli occhi per qualche istante.. sentiamoci dentro… sentiamo il nostro bambino .. sentiamo intorno a noi…  Scopriamo lui e scopriamo una piccola parte nascosta di noi stessi. Provalo.. e dopo potrai raccontarci come è andata.
Esercizio:
Portiamoci in piedi (oppure seduti su una sedia) accanto al lettino del bambino, senza scarpe. In una posizione con la schiena eretta. I piedi sono ben poggiati a terra larghi come il bacino. Sentiamo l’appoggio dei piedi sul pavimento. Sentiamo il contatto con la terra, siamo ben radicati. Distendiamo la colonna. Inspiriamo ed espiriamo dal naso. Distendiamo le braccia lungo il corpo, con i palmi delle mani aperti e rivolti in avanti, rilassiamo le spalle e respiriamo. Gli occhi sono chiusi. Rimaniamo per qualche respiro.
Poi portiamo le mani sul nostro cuore, sovrapposte. Sentiamo l’energia che scorre nel nostro corpo. Dalla terra, attraverso i piedi e dal cielo, attraverso il capo. Sentiamola scorrere lungo la colonna, prima dall’alto verso il basso, fino alla terra. Poi dal basso verso l’alto, fino al cielo. Ci sentiamo percorrere da un flusso di energia, luminoso.
Ora portiamo le nostre mani sul bambino, una sul petto e una sull’addome. Trasmettiamo calore, energia “buona”, pulita. Sentiamo il respiro del bambino, calmo, regolare, naturale. Sentiamo anche il nostro, senza influenzarlo, lo osserviamo e lo ascoltiamo. Portiamo l’attenzione  sul ritmo dei due respiri,  che lentamente e delicatamente si accordano, in un respiro armonico.
Poi portiamo una delle nostre mani sulla sua testa, l’altra sul cuore e rimaniamo ancora qualche istante.
Lo culliamo dolcemente con una mano sulla spalla e una sul bacino. Contiamo lentamente fino a sette. Per due volte.
Ci riportiamo nella posizione iniziale con la schiena eretta, o seduti sulla sedia, o anche seduti in terra a gambe incrociate, o in ginocchio. Appoggiamo le mani sulle ginocchia con i palmi rivolti verso l’alto. Esprimiamo la gratitudine. Ripetiamo dentro di noi: grazie, grazie.
Chiudiamo gli occhi, giungiamo i palmi in preghiera, sentiamo l’amore.
Namaskar, Roberto.
Se avete domande sulle yoga (con e senza figli) o volete contattare Roberto, potete scrivegli alla mail: robertorega07@gmail.com

Espacio para infancia: family fast track all’aeroporto

dicembre 15, 2011 § Lascia un commento

Un’aeroporto nella rubrica espacio para infancia? Non immaginatevi una baby zone con giochi e tavolini. No. Ma potrebbe essere utile sapere. Soprattutto in vista delle vacanze. Che all’aeroporto ci sono i varchi dedicati ai passeggini. Io li ho trovati sia a Catania (e per fortuna, altrimenti perdevamo l’aereo!). Sia a Fiumicino. A Catania si trova alla sinistra dei varchi di sicurezza normali. E’ il numero 10. Ed è ben segnalato con un totem. A Fiumicino, invece si trova al T1, accanto al fast track Roma Milano Linate. Ma c’è solo un segnale in alto con il simbolo di un passeggino.
La prossima volta che passo per Linate, controllo se esiste anche lì. Anzi. Se qualcuno avvista un family fast track a qualche aeroporto, per favore, può segnalarlo qui sotto?

Doula

dicembre 7, 2011 § 2 commenti

 Doula. Non conoscevo questa parola. L’ho scoperta ed imparata la scorsa settimana. Al telefono con Cristina d’Api, assistente sociale dell’associazione Pandora Onlus. Perchè doula significa conforto, assistenza ed aiuto. Per le neo e future mamme. La doula è un operatrice qualificata che offre assistenza domiciliare durante la gravidanza ed i primi mesi di vita con il neonato. La doula è una donna ed una mamma. E’ un punto di vista esterno ed esperto. Quello con cui mi sarebbe piaciuto potermi confrontare. Soprattutto quando, nelle prime settimane con Filippo, il senso di inadeguatezza si impossessava di me e del mio solito buon senso. La doula è un sostegno. Psicologico ed anche pratico. Quello che sarebbe stato prezioso per alcune mie amiche, lontane dai nonni, con marito sempre in trasferta, che hanno fatto (esauste) tutto da sole. E’ un aiuto. Quell’aiuto che a volte le nuove mamme hanno timore a chiedere. Perchè pensano di dover fare e risolvere tutto da sole. Che la stanchezza e il senso di fatica è una loro debolezza. Un proprio fallimento.

Il servizio di supporto delle doule è una delle iniziative curate dall’associazione Pandora Onlus. E’ disponibile gratuitamente per tutte le future/neo-mamme del V municipio di Roma. 06.4182018 oppure il 3488238304.

Aperto anche alle altre mamme romane, a fronte di un contenuto contributo economico. Per maggiori informazioni sul servizio basta chiamare il

L’associazione Cooperativa Sociale Pandora offre anche altri servizi.

L’elenco completo è disponibile sul sito. In particolare, trovo interessante segnalare:

Gli incontri con le mamme in gravidanza o dopo il parto: momenti di condivisione e confronto con altre neomamme. Per sentirsi meno sole, per condividere le emozioni, i dubbi, le difficoltà. Per non sentirsi mamme “inadeguate”.
Il Tempo per le famiglie: un servizio ludico-educativo offerto ai bambini fino ai quattro anni di età insieme ai loro genitori, che si riuniscono presso i locali della Cooperativa due volte a settimana. Ai piccoli si offre l’opportunità di giocare in un ambiente sicuro e confortevole insieme ai propri genitori e alla presenza di operatrici qualificate (psicologa, educatrice e assistente all’infanzia).
Il Punto Doula -  Sportello presso l’Ospedale San Camillo: Pandora è presente presso lo sportello Neonatofamiglia, nel padiglione di Ostetricia e Ginecologia, piano terra, il lunedi dalle 9.30 alle 13.30. E’ rivolto alle donne in gravidanza o che hanno appena partorito. Pandora offre il sostegno delle doule e un servizio di informazione e orientamento sulle risorse economiche e di sostegno alla maternità. Per info 0658704309.

 

Contatti:

Pandora Cooperativa Sociale arl onlus

sede attività:  presso la scuola L.L. Radice in via C. Facchinetti 42 Roma
Telefono 06.4182018 3488238304
Fax 06.62298283
Sito web:
www.pandoracoop.ite-mail: pandora.coop@tin.it

Xmas tree per toddler

novembre 28, 2011 § Lascia un commento

Lo scorso anno ho riempito di luci un albero di Natale (rigorosamente sintetico) alto 2 metri. Dopo anni di alberi artistico-minimalisti e palle appese a ramoscelli dipinti di bianco, papàdifilippo lo aveva preteso. Altrimenti che Natale è? Ed in effetti quell’albero grande come non lo avevamo mai avuto, riempiva la casa di magia natalizia. Filippo guardava rapito le luci, l’oro, le decorazioni colorate. Accendere l’albero era uno dei giochi con cui riempivamo il pomeriggio. Da diversi giorni continuo a chiedermi se quest’anno sia il caso di rifarlo. O se è troppo probabile che Filippo se lo tiri addosso.

Ho cercato in rete delle alternative. Da muro. La prima è dipengerlo. Sebbene mi sembri piuttosto radicale. Magari si potrebbe attaccare come sticker. Ma sempre un po’ minimal. Come quello di Giggle smile design, disponibile in 8 diverse combinazioni di colore.
Alternativa sono gli alberi in legno riciclato di Wood&Wool stool. Artigiana olandese. Le immagini sono coperte da copyright. Ho scritto per poterle pubblicare, ma non mi hanno ancora risposto. Nel frattempo, vale la pena farsi un giro sulla sua gallery.
Un’idea che mi convince parecchio è quella dell’albero di luci. Che in fondo il Natale è una luce che splende nel buio. 

Audrey a Roma

novembre 16, 2011 § Lascia un commento

Fino al 3 dicembre al museo dell’Ara Pacis di Roma c’è una mostra dedicata ad un’icona di eleganza e bellezza: Audrey Hepburn. La mostra raccoglie scatti e oggetti personali dell’attrice. Ed è stata organizzata a sostegno dell’UNICEF, di cui Audrey Hepburn è stata Ambasciatrice. Ne parlo qui per segnalare che Baby Planner Italia ha appena lanciato una nuova iniziativa. Una serie di incontri culturali dedicate a future mamme con pancione e neomamme con passeggini e carrozzine. Un occasione per incontrare altre mamme. Godersi una visita guidata ad una mostra. E fare una passeggiata in centro. Senza farsi mancare (se si ha voglia!) un piccolo shopping tour guidato da Francesca ed uno sconto esclusivo. Gli incontri si svolgono il sabato mattina. Il primo evento è dedicato alla mostra di Audrey Hepburn. Il 26 novembre per le mamme con il pancione. Il 3 dicembre per quelle con il passeggino. Tour di shopping e sconti da Nicole Caramel (il 26/11) e Imaginarium (il 3/12). Per prenotazioni: Mamma Cult.

Fascia Mhug

novembre 15, 2011 § 3 commenti

Ieri è arrivata la mia nuova fascia Mhug. Ad ottobre, in occasione della settimana internazionale del baby wearing, avevo confessato la mia mancata esperienza con il mondo fasce & Co. Una sorta di sogno irrealizzato. Perchè a me sarebbe piaciuto molto ”indossare” Filippo. E mi sarebbe piaciuto farlo con questa fascia qui. La sling. Una fascia dall’animo fashion. Di questa marca qui. Mhug. Per fortuna, a volte i sogni trovano il modo di recuperare occasioni. E realizzarsi. Ho scritto alla Mhug per chiedere se me la facevano provare. E mi hanno (gentilmente!) risposto di sì.
Così ieri sono scesa al supermercato con Filippo al fianco. Nonostante i “Ma sei sicura???” di nonnodifilippo. Incoraggiata dai “Ma sì guarda che carini!” di nonnadifilippo. Uscire senza passeggino è stato strano. Pensavo più liberatorio. Invece ammetto che mi sono mancati i punti di appoggio. Nel vero senso delle parole. In compenso, Filippo si è divertito un mondo. Finalmente occhi negli occhi con il mondo degli adulti, ha sfoderato tutte le sue arme seduttive.
Così ci hanno anche fatto passare avanti nella fila alla cassa. In effetti, il primo esperimento è andato molto bene perchè il supermercato è proprio sotto casa. Forse non mi azzarderei a fare una lunga, lunga passeggiata. Ma credo possa essere un’ottima soluzione per tutte le occasioni in cui Filippo, stanco di girare per il centro nel passeggino, vuole saperne solo di stare in braccio.
Tra pochi giorni si conclude la mostra Todo e Nada di Mario Testino. L’obiettivo è andarci con Filippo, provare la fascia tra tutti quegli scatti di nudo e di moda. E dimostrare a papàdifilippo e nonnodifilippo che avevo ragione io!
ps la borsetta nella foto sulla destra è inclusa con l’acquisto della fascia. Per riporla. Al supermercato io ho portato anche quella. Molto chic. E molto ecologica. 

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