+ informare, – giudicare

gennaio 25, 2012 § 3 commenti

In questi giorni, attrverso un link di Ginevra su facebook, ho scoperto di una polemica in corso contro tata Lucia. Poichè, come raccontato, la sua faccia mi sorride dal comodino, mi sono sentita un po’ chiamata in causa. In particolare, si contestano alcune indicazioni del suo libro “Fate i bravi (0-3 anni)”. Per esempio, il suggerimento di far dormire la prima notte il bambino nella nursery dell’ospedale (e non in rooming-in) per permettere alla mamma di riposare. Di abituare sin da subito il neonato ad addormentarsi nel suo letto/culla. Allattarlo a richiesta, ma distanziando le poppate (questo francamente non ricordo di averlo letto, ma lo riporto, così come è stato denunciato). La ragione di questo post non è difendere tata Lucia. Ma, piuttosto, lanciare un appello per la difesa delle mamme. Perchè le accuse a tata Lucia, le sento, più che altro, come sciabolate contro le neomamme. Che dopo aver partorito o essersi fatte tagliare la pancia vorrebbero dormire sei ore, senza sentirsi dei mostri. O che hanno l’impressione, che allattare il loro figlio ad ogni pianto, non sia la risposta giusta per loro. Che, in generale, stanno provando attentamente ad ascoltare il proprio istinto materno. Che, per moltissime, all’inizio, è solo un timido sussurrare. Che soccombe sotto le voci urlanti di tutti quelli che ne sanno più di te. I primi giorni da mamma non sono una passeggiata. Mentre Filippo era ancora nella pancia, io avevo tutto sotto controllo.  « Leggi il seguito di questo articolo »

No&Capricci

gennaio 19, 2012 § 2 commenti

Filippo è nella fase dei no. Dice no in continuazione. E quando piange. E’ una mitragliatrice di no. No. No. No. Un po’ i suoi no mi fanno ridere. A volte, la “o” è così lunga che sembrano quasi un sì. Sì, ho capito che è no. A volte, sono un’affermazione di scelta e personalità. Un no di libertà. Che mi piace. E mi piace rispettare. Altre volte, invece, sono solo la voce di un capriccio. I suoi primi “temper tantrums”. Un no verso un non so cosa. Che non riesce a dominare. Come stamattina. Era tutto un no. no. no. Filippo ma cosa no? Nooo. Noooo. E più era nooo. Ultimamente in caso di capricci utilizzo un trucchetto che ho letto sul libro di tata Lucia “Fate i bravi – Zero tre anni.” Quando Filippo inizia a sbattere i piedi per terra. Senza senso. Gli parlo di un gattino. Con voce languida.”Te lo ricordi Filippo il gattino?”. “Com’era calmo!”. “Se ne stava fermo fermo, vero?”, “Che verso faceva?” Non so perchè. Ma funziona. Filippo all’immagine del gattino si rilassa. Il capriccio si dissolve. E i no, diventano tutto un ao, ao (il verso del gatto secondo Filippo). E chissà di quale gattino si ricorda. Che spesso « Leggi il seguito di questo articolo »

SOS tata

novembre 9, 2011 § 2 commenti

Ieri sera ho visto SOS tata. Una di quelle trasmissioni che prima di avere (un) figli(o) mi divertivano molto. Tutti quei genitori così evidentemente senza senso. Tutti quelli errori così evidenti e banali. Ma è ovvio che si deve parlare con fermezza ai bambini! Ci voleva la tata per dirti che non si dicono le parolacce davanti ai minori? Invece ieri. Mentre guardavo una mamma evidentemente troppo stanca e troppo trascurata arrancare, mi è scattata una pericolosa solidarietà. Che poi rimproverare con fermezza un bambino piccolo. Non è facile. A me scappa sempre un po’ da ridere. Non sono molto credibile. Non è facile resistere al suo sguardo da piccolo teppista.
Fiero di aver buttato il piatto per terra appena finito di mangiare (ho finito!). Fierissimo di essere riuscito ad acchiappare la tovaglia, rovesciando tutte le molliche per terra (pioggia di palline!). Forse dovrei chiamarla anche io la tata. E farmi massacrare di regole.
PS. Per le amanti del genere, tata Adriana risponde qui alle domande dei genitori. L’anno scorso c’era anche una specie di chat sul sito ufficiale della trasmissione. L’avevo utilizzata quandoFilippo rifiutava il biberon. Ma non sono riuscita a ritrovarla.
PS bis quando ero incinta ho lett anche 2 libri delle tate, quello di tata Francesca e quello di tata Lucia. Piuttosto banale il primo. Nettamente più utile il secondo.

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