Hook

aprile 5, 2013 § Lascia un commento

dolcetto all'uncinettoHo rispolverato l’uncinetto. Ho fatto un giro su Pinterest digitando crochet e sono uscite cose belle a migliaia. Ho selezionato 4 progetti facilissimi e cortissimi. Che nei lavoretti Do It Yourself non no né pazienza né costanza. E mi sono innamorata di Isabelle Kessedjian. Creativa chic e favolosa. Ora l’indecisione è solo sul mix dei colori. La merceria è la fase che più mi piace. Ma mi mette sempre un sacco di confusione in testa. Mi ubriaco di filati. Colori. Vorrei comprare tutto. E spesso mi ritrovo a casa con il cordoncino sbagliato. Stoffe che non so come combinare. Colpi di fulmine che non portano da nessuna parte. La creatività richiede grande programmazione per portare profitto.

4 super easy crochet projects

Qui i links ai post originali: 1, 2, 3, 4.

ENG: I have selected a list of “to crochets”. I’ve navigated on Pinterest where there are tons of good idea and beautiful projects. And I picked up 4 projects. Easy and fast. Because I have no patience and no strong will, when it comes to DIY. I also discover Isabelle Kessedjian. A creative mind with unique style and French charm. Now I need to choose materials. That’s my favorite phase. But also most challenge. Haberdasher’s is eden for me. But I’m not able to focus. I falling in love with colors, yarns. I want to buy everything. Often I overbuy. And I bring home unmatchable stuff. Coup de coeur than brings me nowhere. To be profitable creative requires strong discipline and planning!

Links to original post of the selected projects: 1, 2, 3, 4.

Star felt garland DIY

febbraio 7, 2013 § Lascia un commento

requirement LOW

la cruna dell'ago

felt garland details

Avevo visto questa ghirlanda tra le foto di Katie Evans. Poi ho trovato su opitec 5 metri di nastro di feltro a 2 euro e 25 centesimi. Stelle. E stelline. Ed ho deciso lo faccio. Ieri pomeriggio mentre tentavo e ritentare di infilare il filo nella cruna dell’ago per attaccare i bottoni mi sono un po’ pentita. Ma l’effetto finale mi ha consolata. Soprattutto pensando a come si accosta bene ad un’altra stella DYI che non vedo l’ora di postare!

ENG: I get in love for this felt garland when I saw it in the Katie Evans pictures. Then I find on opitec 5 meter of felt tape at very cheap price (2.25€!). On the same site I also found stars bottom and star beads. So, I decided let’s do it. Yesterday afternoon I spent 2 hours sewing buttons, I was regretting the idea…but now that I see the final result, I’m pretty happy. And I can’t wait to see how this match with another star-based DIY project I’m working on…

Project life

gennaio 24, 2013 § 4 commenti

project lifeL’idea è semplice. Un raccoglitore. Ritagli fantasia perfettamente coordinati. Istruzioni su come assemblare il tutto. Ma anche tanta libertà. Di organizzare. Mischiare. Aggiungere. Personalizzare. Project life mi piace perchè è un invito a custodire i propri ricordi. Quando è nato Filippo mia zia mi ha regalato un quaderno: “Scrivi, il tempo si mangia tutti i ricordi!”. Aveva ragione. Pensavo mi sarei ricordata tutto. Ed invece mi rendo conto di essermi persa tante parole per strada. Parole che ha detto lui. Pensieri miei. Piccoli tesori. Ero curiosa di sapere cosa ne pensassero le “scrapper” serie. Così ho navigato un po’ per l’ASI. Ho scelto un’esperta. Ed scoperto che lo aveva appena recensito con entusiasmo!

ENG: Here is an example of simple idea that is borderline genius. A binder. A pack of page protectors. A kit of journaling, titles, front and back page cards. Becky Higgins is a lucky and smart women, who has been able to turn passion into a job and profitable business. Her Project life is becoming more and more popular. I discovered it via Elise Blaha Cripe blog, above a picture from her 2012 project life (by the way, she is pregnant, too. She often post nice tips and ideas). I found it perfect scrapbooking project. For beginners, because you have all the elements you need, fun pattern already nicely assorted, tutorial to assemble them with your own pictures, free downloadable extra. For master-scrappers, because it works as nice platform to start from and completely personalized. And even for who is not interested in scrapbooking at all, but just want a nice photo-album and record memories. I have to admit that I failed to do it properly when Filippo was born. There were many thoughts, words I believed I would keep in my mind for ever. While they are gone. This seems a cool tool to hedge in them without too stress, time and commitment.

 

Workshop creativi per neo e future mamme

maggio 8, 2012 § Lascia un commento

Come ha spiegato pochi giorni fa’ Serena, uno dei problemi dei primi mesi di maternità è la solitudine. Ed io aggiungerei la noia. Così appena ho letto di questa iniziativa mi sono subito entusiasmata.

Per tutto il mese di maggio, nella libreria il giardino incartato (via del Pigneto 180, Roma) si svolgerà un laboratorio creativo per neomamme. Il primo appuntamento è domani alle ore 10.30. Ho contattato la libreria per raccogliere qualche informazione in più. E Cecilia mi ha raccontato che durante il laboratorio, le partecipanti potranno confezionare un oggetto per il neonato. Copertina, tappeto gioco, pupazzo…5 appuntamenti per 5 oggetti. Creati utilizzando materiali di recupero (scampoli di stoffa, vecchi vestiti, bottoni, carte che fanno rumore, sonagli…) da assemblare con l’aiuto di una macchina da cucire. Con l’aiuto di una sarta (che potrà eventualmente insegnare alle mamme come utilizzare la macchina da cucire).

E’ previsto anche un tappetone per i bimbi ed una persona che resta con loro mentre le mamme danno sfogo alla creatività (e si fanno 4 chiacchiere!). Il costo è 15 euro a lezione (massimo 4 persone – prenotazioni 06 96045437).

Siamo al Pigneto, ma sembra di stare a Stoccolma!

Io mentre ero in maternità ho frequentato un corso di uncinetto. Ho imparato un passatempo a cui non finisce mai la batteria. Ho potuto fare questi. Ma soprattutto ho conosciuto delle persone davvero simpatiche ed interessanti. Molto lontane da me. E sorprendentemente molto vicine.  

ps. dopo il workshop vi consiglio una sosta da Necci. Che la creatività fa venire fame.

Art bellies

marzo 6, 2012 § Lascia un commento

Sono a Dusseldorf. Ieri, a cena, con la mia collega tedesca super incinta, discutevamo di cosa (assolutamente!) fare prima del parto. Io suggerivo tanto sonno e foto con il pancione. Lei mi parlava di sculture fatte con il calco in gesso della pancia. Pare che qui in Germania sia piuttosto comune. Per curare la mia insonnia da coca cola, ieri sera, in albergo, ho cercato su internet “belly kit”. Francamente, nel gesso non ho trovato la giusta ispirazione. Ma continuando a navigare, sono capitata su un sito che vende un kit per creare un quadro del pancione. Piuttosto astratto ed evocativo. Un’idea niente male. Se invece preferite qualcosa di più figurativo, c’è un app. Art Bellies Pocket. Decisamente artistici.

Nanna fai da te

gennaio 23, 2012 § 1 commento

Ammetto che la nanna (ovvero doudou, ovvero pupazzetto morbido da lettino) è tra le prime cose che noto quando sbircio nelle culle degli altri. Un po’ come quando mio fratello da piccoli mi aveva spiegato che per capire meglio le persone, bisogna guardargli le scarpe. Che in fondo la nanna è il primo gioco di un bambino. Un gioco-amico. Da stropicciare. E non devo essere la sola. Perchè “pupazzo culla fai da te” è la combinazione di parole più ricercata secondo le mie sofisticate statistiche wordpress.

A me piacciono da matti quelli un po’ storti. Ironici. Dall’aria civettuola. O con la faccia un po’ sbilenca. Quello nella foto qui l’ho fatto per Azzurra. Ma era già più grande. Quello di Vittoria invece lo avevo già postato qui. sto aspettando un buco nei calzini di Gallo di papadifilippo per realizzare questo.

ps. Sempre dal libro di tata Lucia (come dire…c’è quello sul comodino..) un’idea dolcissima. Mettere il pupazzo nel lettone matrimoniale qualche tempo prima della nascita del bambino. Così che possa assorbire il nostro odore.  Per poi portarlo nella sua culla. In modo che si senta sempre vicino ai suoi genitori.

pps. per chi vuole cucire un’adorabile e coraggiosa pecorella o un gufo canterino dall’accento francese (nella foto) ci sono i kit di la Sardine. L’ho visto qui. E l’ho trovato in vendita tra le mille chicche di the kidboutik, il negozio di Donatella. Ed in tema di doudou, sempre dallo stesso shop, non si può non segnalare Doudou Veilleuse. Fotoluminescente. Per non perderlo nel buio. Dolcissimamente geniale.

Un blog per caso

gennaio 17, 2012 § 4 commenti

A volte, capita di dover rimanere a letto. Anche per mesi. A volte, tra un allattamento e l’altro, non si riesce a dormire. Non si può uscire. Non si sa cosa fare. A volte, famiglia ed amici sono lontani. E scrivere racconti e pubblicare foto è un ottimo modo per sentirsi tutti più vicini. Qualunque sia la ragione. Se volete aprire un blog gratuitamente. E non sapete da dove cominciare. Ecco qualche suggerimento per voi.

Numero 0: esplorare in rete. Esistono milioni di blog. E la rete porta le tracce di milioni di blogger alle prime che hanno chiesto, curiosato, indagato. Provate a googlare le vostre domande iniziali. Troverete risposte. Provate a contattare i vostri blogger preferiti. Vi racconteranno la loro esperienza. Chi cerca trova. 

Numero 1: scegliere dove aprire il proprio blog. Esistono vari siti (ovvero piattaforme) che potreste utilizzare. Blogger e WordPress.com sono tra le più famose e diffuse. Tumblr è più giovane e di grande successo. Io personalmente « Leggi il seguito di questo articolo »

Piccoli buongustai

gennaio 16, 2012 § 1 commento

Venerdì mi sono goduta una breve passeggiata in una fascinosa strada del centro. Che avevo un appuntamento. E per essere sicura di arrivare puntuale sono uscita con largo anticipo. Ho trovato subito parcheggio. E mentre passeggiavo per perder tempo, ho incontrato una libreria. E mi sono persa io. Tra i libri. Esplorando “qualcosa per il blog”, ho trovato questo volume. Da leggere. Da cucinare. E da colorare. Guy Martin è uno chef a 3 stelle (Michelin). Faccia pulita. Riccetto. Sorriso tenero. Potrebbe anche facilmente essere il protagonista di una fiction Rai1*. Una di quelle in cui il protagonista maschile è antipatico, ma solido. Scostante, ma risoluto. Un po’ romantico, un po’ sexy. Ovviamente talentuoso e ricchissimo. Ovviamente single e pronto ad innamorarsi. E fare sul serio. L’uomo che non c’è. Comunque il libro di Guy Martin mi è piaciuto molto. Le pagine sono spesse, a prova di pennarelli e macchie di sugo. Le illustrazioni hanno il bordo largo. Sono al passo con i tempi (in cucina anche con papà). E le ricette sono piuttosto semplici. Sul sito dell’editore, il purè di melanzane, ne è un esempio. E troverete anche un paio di illustrazioni da stampare e colorare.

(*secondo me, nelle fiction di canale5 gli uomini mi sono sempre più verosimilmente irrisolti o superficiali. Ma sono opinioni.)

Etichette, etsy e pongazio

ottobre 14, 2011 § 1 commento

Rimango spesso molto colpita da quanto Filippo ami le etichette di stoffa. Sono la sua parte preferita di molti giochi. Affascinanti pezzetti di stoffa. Liscissimi e lucidi. Sono proprio una sua passione. Quando ho visto Pongazio su Etsy, mi ha colpito proprio l’abbondanza di etichette. Ho pensato: “Deve averlo disegnato una mamma”. 
E infatti. Questa mamma si chiama Donatella. Ci siamo scambiate qualche mail. E qui di seguito è raccontato chi è e cosa si può fare su Etsy…

Parlaci un po’ di te…
mi chiamo donatella e sono la mamma di Margherita e Daniele, lavoro come impiegata amministrativa presso un dipartimento oncologico, durante il giorno, dopo il lavoro, mi occupo della famiglia e della casa, la sera quando i bambini dormono mi siedo davanti la macchina da cucire e mi lascio ispirare dalle stoffe
del tuo posto preferito a Palermo…
il mio posto preferito è Mondello, amiamo andare in spiaggia soprattutto in inverno quando c’è il sole
del tuo colore preferito… 
il blu e tutte le sue sfumature
della volta che hai portato a casa la tua prima macchina da cucire…
da bambina utilizzavo la macchina da cucire della mia mamma, desideravo averne una, ma ho sempre rinviato l’acquisto, poi con l’arrivo dei bambini il desiderio di poter cucire qualcosa per loro o di poter creare anche cucendo era troppo forte, quindi decisi di farmi un regalo, comprando quella più economica… non ebbi subito il tempo di usarla… sono passate ben 2 settimane da quando è arrivata in casa nostra
della tua creazione preferita… 
sono tante le mie creazioni preferite,ho sempre creato, non so sceglierne una, fra le tante i quadri, le coperte in lana, le lampade di carta, gli orecchini, attualemente mi piace tantissimo creare articoli per bambini e vorrei avere più tempo per farlo
della tua esperienza con Etsy…
ho scoperto etsy per caso, ho aperto un negozio con articoli per donna, borse, orecchini, spille etc… ho venduto alcuni dei miei articoli in america ed è stato veramente emozionante! adesso ho aperto anche un negozio dedicato solo ad articoli per mamme e bambini 
E’ stato difficile aprire il tuo negozio?
il sito è in inglese, ma è abbastanza facile registrarsi ed aprire un negozio
E sei soddisfatta del riscontro che hai ottenuto fino ad ora?
non mi aspetto grandi vendite, l’apertura e la gestione del negozio ha costi bassi, quindi per me è molto utile come vetrina, per chi vuole vedere cosa realizzo.
Che consiglio daresti a chi vuole aprire il suo shop su questo sito?
sicuramente sono molto importanti le fotografie, più belle sono le foto più si alza la possibilità di vendita

Porta ciuccio fai da te

luglio 20, 2011 § 1 commento

Qualche tempo fa, ho fatto per Filippo questo portaciuccio. Basta acquistare un fermaglio per bretelle. E montare qualche maglia di uncinetto (si dice così?) direttamente sul fermaglio.
Su Baby night night boutique trovate un tutorial per realizzarlo in stoffa. In inglese, ma correlato di fotografie passo-passo molto chiare. Pochi giorni fa, una signora francese, molto bionda e molto mamma (di tre bellissime bambine!) lo ha visto indosso a Filippo. Mi ha detto, ammiccando ”Trés chic!”. Poca spesa. Grande resa!

Istantanee – intervista a Elena Kloppenburg fotografa professionista (e blogger)

aprile 8, 2011 § 3 commenti

A giugno dello scorso anno, quando la mia pancia era diventata davvero ingombrante, avevo pensato di regalarmi un bel servizio fotografico. Mi ero immaginata a 60 anni, come la protagonista di “La neve del cuore”. Sarah Jessica Parker, fidanzata sbagliata di Filippo avrebbe regalato a me e tutta la famiglia una foto di me incinta. Uno scatto in bianco e nero. Tutti ci saremmo commossi e nostro malgrado avremmo accolto Sarah in famiglia.
Mi avevano suggerito due fotografi, entrambi maschi, entrambi conoscenze del passato. La timidezza ha prevalso sulla saggezza ed ho desistito. Peccato. Niente foto. Niente Sarah Jessica Parker.
Qualche tempo fa, navigando in cerca di un fotografo professionista per immortalare il mio capolavoro nei suoi tenerissimi sei mesi (bhe, questa volta non la perdo l’occasione! Mai sbagliare due volte…) ho scoperto che la “pregnancy picture” è sbarcata anche a Roma e ci sono diversi professionisti/e che offrono servizi del genere.
Elena Kloppenburg mi ha colpito per la luce dei suoi scatti. I suoi bambini sembrano tutti piccoli angeli. Le ho chiesto di rispondere ad alcune domande su come fotografare pance e bimbi piccoli e su come funziona un servizio “maternità”.
Elena, con entusiasmo, mi ha svelato un po’ dei suoi segreti. Qui di seguito la sua intervista e alcune delle sue bellissime foto. Un grande ringraziamento ad Elena per il tempo che ha dedicato a questo post.
Iniziamo dal momento, qual è il mese di gravidanza migliore per fotografare una “pancia”?
Dipende. Per fare un servizio fotografico l’ultimo trimestre è quello migliore perché la pancia è bella rotonda. Se vi sentite bene si può fare il servizio fino al nono mese!

Ho avuto due clienti che hanno partorito pochi giorni dopo il nostro servizio. Se invece pensate voi di documentare da sole la vostra gravidanza, vi consiglio di iniziare subito! Scegliete una parete semplice e spoglia di casa vostra dove c’è una bella luce indiretta e fatte uno scatto di profilo una volta al mese o addirittura una volta alla settimana! Se vi ricordate esattamente il punto in cui vi mettete sempre e dove metterete la macchina fotografica, sarà poi divertente fare un piccolo video stop motion come questo con le vostre foto.
E l’abbigliamento? Come ci vestiamo?
Vanno bene tutte le cose aderenti che fanno vedere bene la vostra bella pancia! Se si vogliono fare delle foto a pancia scoperta, è meglio non mettere vestiti che lasciano segni per circa due ore prima di fare le foto.


Poi per il servizio consiglio un vestito corto aderente o la combinazione maglietta e jeans. Ma la cosa più importante è che vi sentite a vostro agio e che scegliete vestiti che rappresentano il vostro stile. Da evitare le righe piccole, perché con il digitale fanno uno strano effetto, e quando si scatta nel sole diretto anche il bianco, perché riflette troppo.
Qualche consiglio per le foto fai da te. Dopo aver armato di macchinetta digitale mariti/compagni/parenti/amici; come ci mettiamo? cosa facciamo? dove andiamo?
Guardatevi le foto che vi piacciono (per esempio su flickr, nelle riviste) e cercate di copiare il concetto: quelle più facili sono quelle fatte di profilo, per far vedere quanto è grande la pancia e magari la foto con le scarpine o calzette davanti alla pancia. Fate degli scatti a diverse ore della giornata per vedere quando c’è la luce più bella a casa vostra e portate con voi sempre la macchina fotografica, così se vedete una bella opportunità per immortalare la vostra pancia siete preparati. Da evitare le foto di sera con il flash, magari anche con dietro la stanza in disordine
E invece qualche consiglio “tecnico” per chi “scatta”?
Evitare la luce diretta che è troppo dura, trovare uno sfondo “pulito” senza distrazioni come un muro di casa vostra e fare ridere la mamma modella per un’espressione naturale. Come modalità per le macchinette va benissimo il modo automatico. Se siete all’interno e non c’è tantissima luce, impostate un ISO più alto e spegnete il flash (si può fare cliccando sul simbolo del flash e scegliendo disattivazione forzata), ma attenzione a non muovere troppo la mano quando scattate, se no non vengono nitide le foto. Saranno ricordi molto belli, ma leggere bene la luce è una cosa che va imparata con molto, molto esercizio. Quindi se volete ricordi più speciali, magari anche da ingrandire, vi consiglio di affidarvi anche ad un(a) professionista :-)
Ci puoi descrivere la tua foto in maternità preferita? 
Risposta: Quella che fa vedere l’emozione vera. Magari il papà che appoggia il suo orecchio sulla pancia e sorride felice, oppure quando trovo un accessorio perfetto a casa della mia cliente e riesco ad utilizzarlo in una foto (per esempio il globo – della foto qui sotto). Comunque è difficile scegliere perché dipende sempre dal contesto e dalla mia modella…
Se invece vogliamo affidarci alla macchina di un professionista, cosa possiamo aspettarci? Come si svolge il servizio? 
Quando organizzo i servizi di maternità, cerco di sapere qualcosa sulla mamma prima che iniziamo di scattare. Ci scambiamo delle email e parliamo qualche minuto prima di iniziare, così capisco cosa ha in mente e che tipo di scatto vorrebbe. Solitamente scattiamo a casa sua, perché è il posto più intimo e le foto acquistano secondo me ancora più valore perché sono stati riprese nella propria casa e quindi rappresentano ancor di più un pezzo della propria memoria. Non mi serve molto spazio, ma soltanto uno o due angoli con magari una parete vuota e una finestra. Quando inizio ho in mente delle pose dai quali partire e porto degli accessori carini, ma mi lascio sempre anche ispirare dal luogo dove scattiamo e dalla persona che ho davanti. Cerco di rassicurare molto la futura mamma (io odio essere fotografata, quindi capisco bene chi si sente a disagio!). Poi trovo davvero belle tutte le donne incinte. Ci sono dei trucchi per mettere in risalto i lati migliori di ogni persona e io vorrei fare vedere alle donne che fotografo quanto sono belle. Quindi a loro non faccio mai vedere foto brutte. Tutti i provini che metto poi online sono state elaborate e ritoccati ma senza farli sembrare finti. Se c’è anche il compagno o marito, mi piace molto fare delle foto anche con lui e se ci sono già altri figli, si possono realizzare dei ritratti tenerissimi o anche spiritosi. Insomma, cerco di creare un’esperienza piacevole e la cosa che sento di più alla fine dei servizi è: “mi sono divertita moltissimo!”
Le foto-maternità sono davvero particolari. Perché siamo più vulnerabili, più “esposte”, e se le foto non verranno bene, non avremo una seconda opportunità…(non con la stessa pancia, almeno!) quali sono le domande che faresti tu ad un fotografo/a per scegliere se farti fotografare da lui/lei se fossi incinta? 
Risposta: secondo me è molto importante che il fotografo o la fotografa (secondo me le donne sono più brave in questo genere di fotografia ;-) sappia trasmettere sicurezza e possa dare delle istruzioni precisi in modo semplice e simpatico. Non è sempre facile trovarsi davanti all’obiettivo e ancora meno in gravidanza con molti chili di più! Quindi è importante che il fotografo abbia l’esperienza di lavorare con persone “normali” e non faccia solo ritratti “glamour” con modelle professioniste, perché deve saper dirigere attivamente la modella e non aspettare che faccia da sola. Più di fare domande precise, credo che si debba capire se c’è un buon feeling con il fotografo, se è disponibile e se vi piace il suo stile fotografico. E’ anche utile capire se ha bambini e quindi se ha vissuto la gravidanza in prima persona (secondo me è difficile capire pienamente sia la meraviglia sia le mille insicurezze di quel periodo se non ci sei passata/o!). Poi con una donna molte future mamme si sentono forse più a loro agio, specialmente se si vogliono anche realizzare dei nudi artistici.
In Italia, tutti chiamano un fotografo per il matrimonio. In pochi, invece, per l’arrivo di un bambino. Secondo te come mai?
Il fatto è che pochi sanno che esiste questo tipo di servizio. I miei clienti sono sempre felicissimi di avermi trovato e apprezzano particolarmente che vengo a casa loro per fare i ritratti e quindi rendo più facile per loro realizzare il servizio. Perché è ovvio che quando nasce un bambino, la nostra vita diventa per un po’ di tempo più caotico e difficile da organizzare e il servizio fotografico non sempre è facile da coordinare se si deve andare in uno studio con un bambino piccolo (e borsa cambio, e biberon, e fasciatoio mobile, e carrozzina etc ;-) . Con internet e la diffusione del lavoro di alcune fotografe come Anne Geddes, c’è però sempre più interesse per ritratti artistici dei bambini anche piccolissimi. Ultimamente ho avuto tantissime richieste non solo da mamme interessate a far realizzare un servizio, ma anche da persone (colleghi, amici e parenti dei neo-genitori) che volevano regalare un servizio fotografico per la nascita di un bambino, perché è un regalo molto apprezzato e davvero originale. Io credo che in pochi anni il servizio fotografico dei neonati e dei bambini sarà un fenomeno molto più diffuso. Anche se non arriveremo subito al livello americano (dove si realizzano spesso diversi servizio ogni anno!) sono sicura che diventerà un passaggio quasi “obbligatorio” per molti genitori.
Tu sei tedesca. Nel tuo paese è più diffusa questa abitudine? E negli altri in cui hai vissuto?
La Germania è un po’ come l’Italia e solo da poco esiste la figura del fotografo di bambini che non sia quello tradizionale in studio. Il trend della fotografia dei bambini, così come la interpreto io, arriva invece dal mondo anglosassone e in particolare dagli Stati Uniti.
E’ una consuetudine abbastanza consolidata mandare a colleghi ed amici qualche foto di mamma e bimbo i primissimi giorni. Spesso a dir la verità sono foto un po’ bruttine…dove spicca il verdino delle pareti e le occhiaie della mamma più che la bellezza del neonato e la gioia del momento. Puoi regalarci qualche consiglio per le foto in clinica/ospedale?
Spostate la mamma (o il papà) con il bimbo in braccio vicino alla finestra e fate una foto lì. Non sempre è bello scattare il piccolo sdraiato nella sua cullina, perché spesso la faccia sembra distorta o schiacciata. Meglio un ritratto da vicino in braccio a mamma e papà o un scatto di un dettaglio come la sua piccola manina, impostando sulla vostra macchina fotografica la  modalità macro o meglio ancora, chiamare una fotografa che vi realizzerà gli scatti bellissimi e vi farà anche un elegante biglietto di annuncio nascita ;-)
Ultima domanda. Nelle tue foto, i piccolissimi sono spesso nudi oppure avvolti in morbide coperte. Come mai?
Io cerco di arrivare sempre il più possibile alla semplicità e all’essenziale nelle mie fotografie, riducendo al più possibile gli elementi che potrebbero distrarre. Faccio naturalmente anche foto in cui i bambini indossano i vestiti, ma le più belle e quelle che non invecchieranno mai anche come stile fotografico, sono quelle in cui si vede il bimbo o la bimba così come sono nati. Sono anche quelle più difficili da realizzare e ci vuole molta, molta pazienza! Non per caso i miei servizi di neonati durano ca 3 ore! Ma credo che trasmettano tutta la dolcezza e tenerezza di quella età che passa così velocemente.
—–
Elena ha anche un blog dove troverete altre bellissime fotografie a cui ispirarvi. Io l’ho spulciato (e continuerò a farlo!) in cerca di consigli per fotografare Filippo. Vi suggerisco, tra gli altri, questo post sui “dettagli” dei neonati e quest’altro in cui troverete delle tabelline per gli orari dell’allattamento preparati da Elena.
Elena, ancora grazie mille per le tue risposte e complimenti per il tuo lavoro ricco di poesia!

Giornata di sole, scarpe da ginnastica, carrozzina e mammafit

febbraio 7, 2011 § 2 commenti

Oggi Roma era inondata di sole. Sole caldo, sole azzurro, sole pieno di primavera. Una giornata perfetta per stare in compagnia su un prato verde, per respirare, per pensare a qualche sogno da realizzare. Così oggi è la giornata giusta per parlare di MammaFit, un’idea, secondo me davvero geniale, di due mamme/istruttrici di fitness. MammaFit è una ginnastica davvero originale, che si basa su “esercizi di allungamento e tonificazione effettuati con l’ausilio di carrozzina/passeggino/marsupio che diventa una parte integrante del programma di allenamento”. Un’idea per stare all’aria aperta, per fare un po’ di allenamento. Ma soprattutto, secondo me, un’occasione per stare in compagnia. Un’opportunità per conciliare la voglia di fare qualcosa per sè con l’esigenza di rimanere insieme al proprio bambino. Un posto dove andare. Una cosa da fare.

I corsi sono organizzati in diverse città italiane e nella sezione corsi del sito di MammaFit sono stati appena pubblicati orari e costi per la stagione 2011. Inizio per il corso a Villa Borghese: 29 marzo.

Nel frattempo, ho scritto alle fondatrici di MammaFit per avere qualche informazione in più ed Elaine mi ha suggerito questo esercizio: squat per tonificare gambe e glutei.

Partite con le mani sul passeggino, gli addominali contratti, le gambe unite con i piedi paralleli e le ginocchia leggermente piegate.
Portando in dietro e verso il basso i glutei, piegate le ginocchia come se voleste sedervi. Allungate le braccia, spingendo con dolcezza il passeggino, inclinando leggermente il tronco in avanti e mantenendo la schiena dritta.
Attenzione: durante l’esercizio le ginocchia non devono superare la punta dei piedi.
Consigliato da 2 a 5 serie da 8 a 15 ripetizioni.
Il numero di serie e ripetizione va in  base al livello di allenamento di ogni mamma.
Eseguite questo esercizio per 3/4 volte a settimana in giorni alterni e vi sentirete più toniche.
Per ridurre i rischi di infortuni prima di iniziare un’attivita fisica è necessario fare esercizi di riscaldamento e concludere con alcuni minuti di stretching.

Mentre fuori piove in giro per i blogs

gennaio 25, 2011 § 1 commento

Da quando è iniziato il mio maternity leave, il pc è stato promosso da strumento di lavoro a strumento di svago ed evasione con il quale concedersi lunghissime sessioni di internet
Ho iniziato con forumalfemminile.com. Una mania. O forse una salvezza.
Qualsiasi punto interrogativo, paranoia, o curiosità si formula una domanda e su forumalfemminile c’è una risposta. Certo, molto spesso nelle risposte si trovano “verità” diverse, poco affidabili. Ma trovare qualcuno con il tuo stesso dubbio, fa già sentirsi meglio.
Poi sono venuti i blogs. Blog di mamme, blog di design, blog sul crafting, sulla cucina ed anche blog su come fare blog. Sono un’ottima fonte d’informazione. Una fucina d’idee. E mi tengono tantissima compagnia, quando fuori piove.
Ad alcuni blogs sono proprio affezionata.
La margherita e il lappio è cibo per la fantasia quando non si può uscire di casa.
Nonsolomamma fa morir dal ridere, soprattutto quando vorresti piangere.
Design per bambini è un giardino di cose belle (io ho scoperto lì un meraviglioso albero per la stanza di Filippo).
Mammacattiva…bhè lei è mamma cattiva, basta dire solo questo.
Questi sono i miei primi blogs. Ma ce ne sono tanti altri. E ogni settimana ne scopro di nuovi. Li appunto nella pagina Altri blogs. In questo post invece voglio dire a tutti i blogger che mi hanno ispirato, divertito, accompagnato, informato: GRAZIE DI CUORE!
Ps. Spesso mi perdo tra i blogs. Così ho trovato blogging mamme un’idea geniale. Una directory dove controllare l’aggiornamento di tanti blogs, tutti classificati per categoria.  

Nursing cover

gennaio 19, 2011 § 1 commento



Le nursing covers di Julia.

 Se allattare in pubblico vi imbarazza.
Se avete trovato un bel tessuto di cotone e volete una buona scusa per comprarlo.
O semplicemente, se avete voglia di cucire un po’, ecco un progetto facilissimo: la nursing cover. Ovvero uno scialle leggero per coprirsi e coprire il vostro bambino che ciuccia.
Il modello più semplice da realizzare è un bavagliolo gigante di forma quadrata o trapeziodale. Per legarlo al collo
si può scegliere di utilizzare un nastro da fermare con dei bottoni, come visto su Burda Style.
 Oppure si può cucire un’allacciatura regolabile come spiegato qui.
Chi è più esperta, potrebbe provare a ricreare la versione poncho, come proposto da head rush e da baby bendiksen.
Davvero chic!
Se poi, non avete voglia di fai da te, digitando su Google “nursing cover” trovate sia i marchi che le producono sia i negozi online che le vendono (tra cui c’è anche amazon.com).

Pupazzi per la culla fai da te

gennaio 5, 2011 § 3 commenti

giannala pupazzanCorso di uncinetto, macchina da cucire, lunghe navigate su etsy in cerca di idee. Il mio maternity leave è iniziato con tanta voglia di fai da te. Il mio primo progetto è stato un pupazzo per la culla, realizzato all’uncinetto. Una pecorella color nocciola. In realtà, talmente delicata e sbiadita che il nano ha iniziato a vederla dopo i due mesi…Così, quando si è trattato di realizzarne un altro per la nascita della bimba di un’amica, ho messo a frutto gli insegnamenti di Tracy Hogg ne “Il linguaggio segreto dei neonati”. Gianna la pupazza è vestita di righe bianche e nere e truccata con un bel rossetto rosso. Una combinazione che il neonato riesce a vedere sin dai primi giorni. Se all’uncinetto preferite il cucito, potreste realizzare, sempre con un tessuto a righe di colori forti e contrastanti, Gigi la giraffa, seguendo il progetto di Korrie42 su Burda style. A me, è piaciuta molto anche l’idea di incorniciarla (in seguito!) insieme agli altri ricordi dei primi giorni.
 

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