Milk stop
luglio 4, 2011 § Lascia un commento
La scorsa settimana sono stata a Milano. Io trovo Milano splendida. Viva. Stimolante. Sono entrata in una farmacia ed ho notato l’immagine qui a sinistra. L’ASL di Milano e Unicef hanno creato a Milano i Baby Pit Stop. Un’area dove è possibile fermarsi per allattare. Per cambiare il pannolino. Fare un baby pit stop, appunto. Questi piccoli spazi si trovano all’interno di Farmacie, qualche punto vendita commerciale, nelle ASL. Ovviamente, si tratta di un servizio gratuito.
Mi viene in mente un articolo sui bagni degli Apple Store letto tempo fà. Bagni puliti, ampi e ben indicati. Perchè i servizi igienici sono un ottimo espediente per generare ”traffico” (ie. attirare tante persone) nel punto vendita. Un baby pit stop magari non attira decine e decine di clienti. Ma senz’altro permette di creare una relazione. Con una mamma. Che solitamente è un buon target. Se l’educazione civica non convince, forse dovrebbe farlo il vantaggio economico. E i baby pit stop dovrebbero essere ovunque. E magari offrire anche una nursing cover usa e getta per mamme vergognose come me!
Lingerie da latte
febbraio 23, 2011 § Lascia un commento
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Quando preparavo la valigia per l’ospedale avevo due fissazioni: la camicia da notte con cui avrei partorito e il mio primo reggiseno per l’allattamento. Perchè, soprattutto in alcune situazioni, il vestito è importante. Mi sono comprata un reggiseno da allattamento maculato. Era il mio orgoglio. Il mio cassetto della biancheria non aveva MAI visto nulla del genere “animal print” e l’idea di averne uno per allattare mi sembrava proprio divertente. Purtroppo, però non sosteneva abbastanza il peso del mio nuovo ruolo di lattaia ambulante. Perciò,
ne ho dovuto comprare subito un altro. E il 17 agosto, sulle spiagge della costiera laziale, non ho trovato nulla di meglio di un bianchissimo e tristissimo reggiseno da allattamento bianco latte. Comodo, sì. Ma orribile. Navigando su forumalfemminile.com ho capito che si trattava di un problema comune. Così mi sono messa a cercare. Una delle prime scoperte interessanti è The Milk Bar. Per me è stata una delle prime tappe per uscire dal buoio tunnel della neo-mammitudine. Un negozio. Ma anche un punto informazioni. Un ritrovo. Lì ho trovato la mia bellissima lingerie da “mammacheallatta ma non solo”. Color sangria. Comodissimo. Ed ammiccante. Si chiama Sublime e lo produce Bravado!Design e volendo si trova anche su amazon uk.
Altre marche (che però non ho personalmente provato!): HotMilk, Womama, Emily B. Inoltre un outlet online di reggiseni per allattamento
http://www.nursingbracompany.co.uk/
Nella foto:
http://www.journelle.com/amoralia-nougatine-nursing-bra.html
PS. la mia ostetrica mi aveva consigliato di acquistare un solo reggiseno da allattamento prima del parto, perchè “indovinare il futuro è difficile, azzeccare la taglia che avremo con l’allattamento è impossibile!”.
Lezioni di latte
febbraio 10, 2011 § 5 commenti
Ieri sera ho ritrovato gli appunti del corso pre-parto (ebbene si, io sono una secchiona e al corso preparto prendevo appunti…avrei fatto anche molte domande, ma mio marito me lo aveva proibito…). Inizialmente avevo deciso di non andarci. L’idea del parto mi metteva già da morire in imbarazzo e prevaleva il desiderio di saperne il meno possibile. Ma la mia ostetrica offriva un all inclusive per cui… Devo dire che è stato piuttosto divertente. Mi piaceva soprattutto guardare le pancie delle altre. Più grandi, più piccole, più a siluro… Nel quaderno degli appunti ci sono molte note.
I consigli più interessanti riguardavano l’allattamento al seno. Come per esempio:
aggiungere in valigia una bottiglietta da 500ml per fare impacchi caldi sul seno prima di allattare. Non comprare tiralatti&co prima della montata lattea, per poter fare l’acquisto più consono, a seconda della quantità di latte che si ha/di come va l’allattamento. Durante l’ultimo mese di gravidanza non applicare olii o creme sull’areola per “indurirlo” per resistere alla suzione. Di allattare il bambino anche nella posizione rugby per svuotare completamente tutti i quadranti del seno. Ma soprattutto, stare molto serene. All’inizio, allattare è difficile, faticoso e doloroso. Bisogna armarsi di tantissima pazienza ed una grande dose di ottimismo e determinazione.
Io non amo allattare. Filippo dal primo giorno si è dimostrato molto vorace ed allattarlo mi fa (ancora oggi!) un gran male. Ho consumato kili di Vea Olio. Spesso mi tiro il latte per darlo con il biberon. Continuo solo perchè di notte è più comodo e (per fortuna!) non ho mai avuto ragadi, mastite o altri disturbi. E, lo ammetto, non vedo l’ora che finisca! Mi vergogno ogni volta che lo dico, ma quando lo confesso davanti ad altre mamme incontro sempre grande solidarietà.
In rete ci sono tantissime informazioni sull’allattamento: il sito della lega del latte, gruppi di genitori, approfondimenti, video esplicativi (pure troppo!).
Ed anche nelle città, esistono diversi gruppi di sostegno ed incontro (esempio per Roma).
In caso di difficoltà, confrontarsi con altre mamme e ricevere un aiuto esperto è il miglior sollievo.
Latte in dono
gennaio 25, 2011 § 1 commento
Io ho tanto latte. In effetti, tantissimo. Mia cugina mi aveva parlato, tempo fa’, della possibilità di donarlo. Così la settimana scorsa mi sono decisa ed ho digitato “banca del latte” su google. Ho trovato l’Aiblud, l’associazione che coordina e promuove il lavoro delle banche del latte materno (le strutture in Italia dove le mamme possono donare il proprio latte ai bambini che ne hanno bisogno). Sul loro sito si trova l’elenco delle strutture in Italia, i riferimenti per contattarli e le informazioni per diventare donatrici.
In breve, per donare basta: essere una mamma sana, con un sano stile di vita, che allatta da meno di sei mesi.
Poichè non fumo, bevo solo decaffeinato e ai sei mesi manca
ancora un po’, ho deciso di chiamare la struttura di riferimento nella mia città. La responsabile del lattarium mi ha fornito al telefono tutte le informazioni necessarie: come diventare donatrice, come conservare il latte, chi chiamare in caso di malattia/necessità di assumere farmaci.
Per iniziare è necessario recarsi nella struttura di riferimento per fare un esame del sangue (gratuito), rispondere ad un brevissimo questionario e ritirare i poppatoi sterili in cui raccogliere il latte. Il latte donato si conserva nel congelatore e viene ritirato direttamente al domicilio della donatrice (dentro il GRA). Quanto latte si dona? Quello che si può. Se si è raggiunta la soglia dei 700ml in una settimana, l’incaricato passa a ritirarlo e consegnare nuovi poppatoi.
Io sono stata al Bambin Gesù di Roma, di sabato mattina. Ho impiegato circa un’ora e mezza, perchè al centro analisi c’erano tantissimi bambini e si era creata un po’ di fila e perchè non sapevo dove andare. Il lattarium si trova nel padiglione Pio XII al piano -1. Lì viene consegnato il questionario da compilare (una pagina) e la prescrizione per l’esame. Si va alle casse (accanto alla sala giochi per bambini) per ritirare la fattura (non si paga nulla). Poi al centro analisi, nel padiglione Giovanni Paolo II (praticamente, di fronte alle casse), sempre livello -1. Una volta fatto il prelievo, si torna al lattarium e si ritirano i poppatoi.
Nursing cover
gennaio 19, 2011 § 1 commento
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| Le nursing covers di Julia. |
Se allattare in pubblico vi imbarazza.
Se avete trovato un bel tessuto di cotone e volete una buona scusa per comprarlo.
O semplicemente, se avete voglia di cucire un po’, ecco un progetto facilissimo: la nursing cover. Ovvero uno scialle leggero per coprirsi e coprire il vostro bambino che ciuccia.
Il modello più semplice da realizzare è un bavagliolo gigante di forma quadrata o trapeziodale. Per legarlo al collo
si può scegliere di utilizzare un nastro da fermare con dei bottoni, come visto su Burda Style.
Oppure si può cucire un’allacciatura regolabile come spiegato qui.
Chi è più esperta, potrebbe provare a ricreare la versione poncho, come proposto da head rush e da baby bendiksen.
Davvero chic!
Se poi, non avete voglia di fai da te, digitando su Google “nursing cover” trovate sia i marchi che le producono sia i negozi online che le vendono (tra cui c’è anche amazon.com).




