No&Capricci
gennaio 19, 2012 § 2 commenti
Filippo è nella fase dei no. Dice no in continuazione. E quando piange. E’ una mitragliatrice di no. No. No. No. Un po’ i suoi no mi fanno ridere. A volte, la “o” è così lunga che sembrano quasi un sì. Sì, ho capito che è no. A volte, sono un’affermazione di scelta e personalità. Un no di libertà. Che mi piace. E mi piace rispettare. Altre volte, invece, sono solo la voce di un capriccio. I suoi primi “temper tantrums”. Un no verso un non so cosa. Che non riesce a dominare. Come stamattina. Era tutto un no. no. no. Filippo ma cosa no? Nooo. Noooo. E più era nooo. Ultimamente in caso di capricci utilizzo un trucchetto che ho letto sul libro di tata Lucia “Fate i bravi – Zero tre anni.” Quando Filippo inizia a sbattere i piedi per terra. Senza senso. Gli parlo di un gattino. Con voce languida.”Te lo ricordi Filippo il gattino?”. “Com’era calmo!”. “Se ne stava fermo fermo, vero?”, “Che verso faceva?” Non so perchè. Ma funziona. Filippo all’immagine del gattino si rilassa. Il capriccio si dissolve. E i no, diventano tutto un ao, ao (il verso del gatto secondo Filippo). E chissà di quale gattino si ricorda. Che spesso « Leggi il seguito di questo articolo »