Portare

novembre 7, 2012 § 1 commento

La signora del terzo piano ha una bimba di tre mesi ed un cane nero. La vedo spesso la mattina. Passeggia nei dintorni con il cane al guinzaglio e la bimba addormentata in una fascia dentro il cappotto.  Pensavo all’incipit per questo post. E mi è venuta in mente lei. Questo post è un’intervista a Tullia, una consulente del portare certificata, che qualche tempo fa ha lasciato un commento molto gentile su un mio post. Avevamo pensato di far uscire questa intervista in occasione della settimana internazionale del baby wearing. Ovvero, praticamente il mese scorso. Ma giorno più, giorno meno cosa importa? Importante invece è il dettaglio di informazioni che Tullia mi ha regalato. Un’accuratezza che ritrovate anche nel suo blog.

Chi sei e che cosa fai?

Sono Tullia, ho una bimba di 15 mesi e un po’ per fortuna, un po’ per convinzione, faccio quello che più amo. Sono una consulente del portare, racconto a mamme e papà la tradizione antica e i benefici, scientificamente studiati, del babywearing. Li accompagno in incontri singoli o di gruppo attraverso un percorso che inizia in gravidanza e continua nei primi mesi di vita del bambino.

Dove giri nel web?

Blog di amiche, mamme, forum, siti informativi… il web della genitorialità è così vasto! Provo a fare una “piccola” lista di quel che mi piace:

Genitoricrescono– il sito molto bello di Serena e Silvia, con un approccio aperto, curioso e plurale, attento a diversi stili di accudimento

Blue Milk – ottimo blog di una mamma australiana “ad alto contatto” e femminista

Lavoro e allatto, il blog di Tiziana Catanzani che affronta i problemi legati alla conciliazione tra allattamento materno e ritorno al lavoro  « Leggi il seguito di questo articolo »

Kids Art Tourism – arte cultura e bambini

luglio 6, 2012 § 4 commenti

Capita che l’estate piova. Capita di ritrovarsi al mare, vicino Firenze, con tre nanerottoli da intrattenere, per 24 ore. Capita di portarli al Museo dei Ragazzi di Palazzo Vecchio. Capita di divertirsi un sacco. E decidere di creare KAT – Kids Art Tourism - un portale bilingue pensato per le famiglie di tutto il mondo che vogliono visitare le piu’ belle citta’ d’Arte Italiane con i propri bambini. Capita. Ad Elisa.

Elisa mi piace per diversi motivi. Ha 3 figli. Il mio ideale. Cosicché i piccoli siano in maggioranza rispetto ai grandi. Ha vissuto un po’ qua un po’ là. Italia, Francia, India e chissà quale sarà la prossima meta. E’ laureata in Architettura. In cui io cercherò di laurearmi nella mia prossima vita. Ha chiare ambizioni. Vivere il presente. Tenere la mente aperta. Conquistare il patrocinio del MIBAC (Ministero dei beni e delle attività culturali) o del SED (Centro per i servizi educativi del museo e del territorio). E non mollare mai.

Il suo progetto, KAT, mi ha innamorato a prima vista. Perché sono sicura che crescere i nostri figli (e con i nostri figli) alla cultura e alla bellezza italiana è una delle strade per aiutare il nostro paese a crescere. KAT seleziona le migliori strutture che offrono percorsi specifici per i bambini: itinerari museali a misura di bambino, laboratori legati alle visite guidate, « Leggi il seguito di questo articolo »

Un giardino incantato a Milano

luglio 3, 2012 § 2 commenti

Questo post nasce da uno spam. Una mail rimbalzata di indirizzo in indirizzo. Una mamma che scrive per raccomandare un asilo di Milano. Un luogo, delle persone, un piccolo mondo che ha accolto per due anni la sua bimbaun delizioso asilo nido in via Benedetto Marcello (all’altezza di piazza Lima)…stanzette deliziose, tutte a misura di bimbo…un incantevole giardino ben attrezzato con piante e giochi…Daniela, Laura e Cristina, si occupano dei bambini e lo fanno come delle mamme, dolci e attente, spiritose ed energiche…

Ho chiamato Daniela e le ho domandato se aveva voglia di condividere il suo punto di vista. Su come organizzare e scegliere un asilo nido. Su come facilitare l’inserimento. Su come instaurare un rapporto con le “maestre”. Ecco le sue risposte.

Cara Daniela, raccontami: chi sei?

Sono una mamma di due bimbi, nata, nel mondo del lavoro, come educatrice e diventata poi titolare di un asilo nido privato.

A quali principi si ispira il vostro asilo nido?

Il principio base del nostro nido è che i bambini abbiano la possibilità di fare i bambini, cosa oggi raramente concessa, non senza però far mancare la possibilità di sperimentare, esplorare e provare attività ed esperienze da soli o con altri bimbi e/o con adulti.

Quali sono i vantaggi del nido rispetto all’ipotesi di lasciare il proprio bambino a casa con una baby sitter?

Senza nulla togliere alla figura di una baby sitter, il nido permette di acquisire un bagaglio di esperienze e di vissuto che sicuramente aiuteranno il bambino ad affrontare quello che poi sarà il suo percorso scolastico, a partire innanzitutto dalla scuola materna, a livello di linguaggio, autonomia, capacità di condividere. Al nido si può dipingere con mani e pennelli, travasare la pasta o la farina, tagliare e incollare, saltare e rotolarsi sui materassi… « Leggi il seguito di questo articolo »

Della serie role model. Due genitori ed una culla. Silvio e Francesca

marzo 23, 2012 § 2 commenti

Osservo spesso con curiosità ed ammirazione come la genitorialità aguzzi ingegno e sesto senso imprenditoriale. Ciucci attaccati a pupazzi che non cadono di notte. E si trasformano in una miniera d’oro. Concept store per bambiniAccessori utili e belli.

Perchè per ogni figlio. Per ogni genitore. C’è un bisogno particolare. Che poi si scopre essere un bisogno di tanti. E si trasforma. Con coraggio. E determinazione. In un lavoro. Ma soprattutto in un progetto. In cui credere. E per cui “provarci”.

Oggi. Per la prima volta. All’interno della rubrica role model non c’è una mamma. Ma una coppia. Francesca e Silvio. Genitori di Luce. Una bellissima bambina. E di Lait baby. Un’azienda che produce prodotti per il sonno e per il riposo dei bambini.

Un’intuizione che nasce con la genitorialità. Com’è andata esattamente? Colpo di genio o un’idea maturata nel tempo?

Silvio: Non penso si possa parlare di un colpo di genio, è un’idea che è maturata in occasione della nascita della nostra primogenita: durante la gestazione abbiamo cercato con mia moglie Francesca un prodotto che permettesse di vedere la bimba e allo stesso tempo avesse un design di nostro gusto. Dopo l’arrivo di Luce ci siamo accorti che, oltre alla visibilità, c’erano altri elementi che avrebbero potuto rendere più facile e gradevole la vita dei bimbi e dei genitori e ho quindi sviluppato e arricchito ulteriormente la mia intuizione confrontandomi con specialisti e potenziali consumatori.

Cosa vi ha aiutato a passare dallo schizzo su un bloc-notes ad un prodotto vero e proprio?

Silvio: Di solito cerco sempre di concretizzare le idee che mi sembrano valide. « Leggi il seguito di questo articolo »

Della serie role model: intervista ad Elena Turini, mamma x 7 figli

gennaio 26, 2012 § 1 commento

Elena l’ho conosciuta durante l’ultimo giveaway. Si è firmata Elenamammax7. Ed io, che stento a trovare il coraggio per mettere a cantiere il secondo, non potevo non contattarla. E metterla tra le mie role model. Dal nostro scambio di email ho guadagnato. Un tuffo nell’ottimismo. Nello spirito di solidarietà. E una vista nuova: di quanto possa essere quotidiano quello che alla mia mente sembra impossibile. La famiglia di Elena è anche protagonista di una trasmissione tv. Romanzo Familiare. La trovate qui. Di seguito, invece, i miei punti interrogativi. E la sua visione del mondo. Compreso un punto di vista tutto nuovo (per me!) su primogeniti e secondi figli…

Il tuo ritmo di vita è stata l’assoluta normalità fino a poche generazioni fà. Oggi, sei una donna controcorrente. Come ti senti nei panni di un’anticonformista?

Una paio di premesse. La prima: la mia, anzi, la nostra scelta (mia e di mio marito) e’ stata consapevole: i figli non li abbiamo “subiti”, ma  “voluti”. Alcuni di loro sono “non programmati”. Nel senso che non abbiamo calcolato quando averli. Ma eravamo consapevoli che potevano arrivare il quel preciso momento. Percio’ oltre a  “Tutti vostri?” “Sì!” Anche ”Tutti desiderati?” “Sì!”.
Secondo. Io non mi ritengo una mamma da prendere per esempio. La mia non e’ una scelta assoluta giusta universalmente, ma è la MIA scelta,  la NOSTRA scelta, personale. Anzi personalissima. Ed un’ultima cosa: io e mio marito siamo dell’idea che in tutte le famiglie (e più che mai in una come la nostra) sia giusto che viva la collaborazione. A me viene in mente l’esempio degli ingranaggi dell’orologio, che concorrono ciascuno, chi in misura minore, chi in misura maggiore al corretto funzionamento del meccanismo. Però…non abbiamo mai voluto responsabilizzare eccessivamente i figli grandi. Ovvero: collaborazione sì, perche’ abbiamo impostato un’educazione volta a capire anche il bene altrui e non solo  il proprio, in una societa’ dove l’individualismo sfrenato fa’ da padrone (cosa che non ci piace), ma non abbiamo mai voluto e mai vorremo che loro si sostituiscano a noi! Perche’ sappiamo bene, che il nostro tipo di famiglia e’ splendida se ben impostata quando si e’ bambini, splendida se tutto va bene quando si e’ adulti, ma pesante per gli adolescenti. E così agiamo di conseguenza.

Ed ora ti rispondo: io anticonformista lo sono sempre stata, ma per natura. « Leggi il seguito di questo articolo »

Corso di musica per piccolissimi – music together

gennaio 10, 2012 § Lascia un commento

Tempo fà eravamo alla Casina Raffaello di Villa Borghese. Io, papàdifilippo ci eravamo accomodati. Su quei grandi puff grigi. E guardavamo cosa combinava Filippo, in mezzo a tutti quei bambini. Come interagiva con tutti quei nanetti. Alcuni dolcissimi e generosi. Altri già crudelissimi e prepotenti. Una ragazza con un grande sorriso mi ha offerto un volantino. In bianco e nero. Con un disegno che sembrava quasi uno scarabocchio. Ho dato un’occhiata veloce. E ho rincorso la ragazza. “Ciao, io ho un blog sui bambini piccolissimi. Ti posso chiamare in settimana per un piccola intervista?” Quel disegno era il logo-design di Music Together. Una scuola di musica per bambini 0+. Quella ragazza si chiama Silvia. Ed ecco l’intervista.

Raccontaci..

…chi sei

Mi chiamo Silvia Ruggieri, sono una cantante lirica e insegnante di musica per bambini. Sono tra i fondatori dell’associazione “Vivi la musica”, che organizza corsi di educazione musicale per piccolissimi (0 e 5 anni) con il metodo Music Together. All’età di tre anni frequentavo una scuola di musica per bambini e un giorno mio padre mi portò per la prima volta all’opera. « Leggi il seguito di questo articolo »

Della serie role model: intervista a Miralda Colombo, una mamma che cucina (e scrive!) per bambini

dicembre 13, 2011 § 4 commenti

Io non conoscevo il cucchiaino di Alice. L’ho scoperto in libreria. Già dalla copertina odorava come del burro quando si cucina nel forno. Del basilico sui pomodori d’estate. Sapeva di una mamma che ama la sua bambina. I piaceri piccoli della vita quotidiana. E, con molto equilibrio, se stessa.
Volevo comprare l’agenda parigina di Ines de la Fressange. Per tirarmi un po’ su di morale. Perché nel 2012 vorrei tenere bene a mente tutti i giorni che sogni ho. E che posso realizzarli.
Invece ho comprato Il cucchiaino. Che forse il vero sogno è essere felici semplicemente. Con un piatto caldo, cucinato con amore.
Le ricette di Miralda sono facili e pratiche. Combinano il gusto e la salute. Il mondo dei piccoli e quello dei grandi. L’avanzo delle pappe (buone!) si trasforma in qualcosa di sofisticato, che fa venir voglia di stare insieme in due, sentirsi ancora fidanzati. E preparare e gustare il cibo diventa un gioco in cui si impara a volersi bene. Mi sono ritrovata subito a cercare l’email di Miralda. Per conoscere la storia e la persona che c’è dietro fornelli, pagine e farina. E come spesso accade. E’ la storia di una donna che ha trovato una nuova strada. Diventando mamma.
La tua biografia sul tuo libro recita: “diventata mamma di Alice ha reinventato il suo lavoro perché assomigliasse di più alla sua vita”.
Da dove sei partita?
Difficile dirlo. Credo da una passione avuta da sempre per le parole e la scrittura,  unita a un’innata irrequietezza e curiosità. Per carattere fatico a stare ferma e questo mi ha spinto spesso a cambiare lo scenario, anche professionale, quando non mi faceva sentire pienamente realizzata.  Ho lavorato in redazione, quindi nel profit, dove pensavo di aver raggiunto un equilibrio ideale fra lavoro, aspirazioni personali e desiderio di essere utile agli altri, ed infine sono rientrata in un’azienda tradizionale come responsabile comunicazione.
Che cosa non andava bene nel tuo lavoro di prima?
La gestione del mio tempo e l’impossibilità di esprimere la mia creatività ed energia come desideravo.  L’indipendenza è come aria pura per me, benché ami confrontarmi con gli altri.
Quando hai iniziato a capire che dovevi “cambiare”?

Dopo la maternità, quando ho perso il lavoro in azienda. Mi occupavo di comunicazione e mi sono intestardita per diversi mesi a cercare di riavere un ruolo simile al passato. Quando, in uno di quei colloqui con cacciatori di teste, mi è stato chiesto quanti mesi aveva mia figlia e il numero è stato diligentemente annotato sul mio curriculum ho capito che non poteva funzionare.  E dopo lo sconforto, ho ricominciato a camminare: in un’altra direzione.
Com’è fatto oggi il tuo lavoro?
C’è il blog, Il Cucchiaino di Alice, e tutto ciò che gravita attorno: collaborazioni giornalistiche, da poco un libro e perfino corsi di cucina coi bambini. E poi c’è l’impegno come consulente per un Istituto Clinico nazionale dove mi occupo delle relazioni esterne. Due cose completamente diverse,  unite da quello che sono in grado di fare professionalmente, un po’ come avessi due vite diverse, almeno sul lavoro.
Come hai trovato chi ti poteva aiutare?
In realtà il blog è nato per caso, Edoardo, un amico (che poi ha curato la grafica de Il Cucchiaino libro), si è offerto di creare la piattaforma tecnica, nel frattempo ho conosciuto Cecilia (la fotografa e illustratrice che collabora con me  in numerosi progetti) e ho ricominciato a scrivere. In quel momento per passione, senza un fine ben chiaro. E ho ritrovato me stessa. Da lì poi tutto è ripartito: dal lavoro come giornalista a quello di pr.
Che cosa hai imparato in questi anni da “libera professionista”?
Essere mamma e libera professionista è di sicuro un gran vantaggio: riesci a gestire i tuoi orari, i tuoi tempi e avere l’opportunità di non perdere troppo dei momenti di tuo figlio. A volte, però, è difficile conciliare e non mescolare troppo lavoro, famiglia e incombenze, chiamiamole, “domestiche”: è un po’ come se non staccassi mai e fossi costantemente multitasking. Per assurdo è molto più semplice durante quei giorni della settimana in cui lavoro fuori casa: esco e penso solo la lavoro. Nel prossimo futuro, uno degli obiettivi che mi voglio dare è di imparare a essere concentrata su una cosa alla voltaJ
Tu sei del Capricorno. (come la mia mamma e come mio fratello!). Dove lo sistemi tu il pessimismo e la paura di non farcela?
Con molta pazienza da parte da chi vive con meJ Come già detto sono una persona irrequieta, fatico a essere soddisfatta di me stessa e tendo sempre a pensare al viaggio successivo mentre sto partendo per quello appena programmato. Non è facile starmi dietro, lo so. Dall’altro ho un entusiasmo creativo molto forte: più idee mi attraversano la mente contemporaneamente e sono tenace a portarle avanti. Sono costantemente tesa alla stabilità, confido che prima o poi riuscirò a trovare completa soddisfazione da quello che sono e ho.
Raccontaci qualcosa su di te…
…della tua domenica preferita
Sole pieno, cielo azzurro, mare di fronte (quello dell’isola che amo, La Maddalena),  Guido e Alice e l’idea che di poter aprire la finestra e avere una giornata senza tempo, senza se e ma e dovrei
…del nome del tuo profumo
Innocence di Chloè, è il profumo dei mie vent’anni, quello che appartiene anche ai ricordi del mio ex-ragazzo (e attuale marito). Ora è fuori produzione, ne ho giusto due flaconi, di cui ho fatto scorta anni fa, che uso solo per le occasioni
…del vestito che ami nell’armadio di Alice
E’ un prendisole bianco, con fiori leggeri e quasi invisibili stampati,  la gonna leggermente svasata e gonfiata da un giro di tulle. Molto easy&chic, ha l’estate addosso proprio come mia figlia
…delle parole che ti fanno pensare
La felicità non è altrove. Me lo ripeto costantemente, perché il rischio è di svegliarsi un giorno e scoprire che abbiamo il meglio dietro le spalle, senza che ce ne siano nemmeno accorti.
E per finire, non posso mancare di chiederti qualche consiglio per cucinare.
Quali sono gli ingredienti must da avere sempre in casa?
Verdure e frutta di stagione, spezie e ed erbe aromatiche,  dell’ottimo pane, due o tre ingredienti base per caratterizzare un dolce (es. cioccolato fondente o frutta secca) ,  il tuo formato di pasta preferito e beh, una bottiglia di buon vino.
Ci consigli una ricetta per le mamme con la pancia?
Ho appena aperto una sezione sul mio blog proprio dedicata alle pance. Cercavo ricette per me stessa (aspetto una bimba per marzo) e non ho trovato nulla che mi colpisse. Io credo che in realtà non esista una ricetta unica e perfetta, penso che sia tutta questione di “mood”, come dire “seguire quello di cui si ha voglia” (ovviamente nei limiti di due regole: alimentazione sana ed equilibrata e vietato mangiare per due!).  Considera che per i miei primi tre mesi, ad una colazione abbondante (elemento costante per tutta la gravidanza, che consiglio a tutte le panze), per me seguiva una dieta che invece proprio non raccomando: carote grattugiate, mela grattugiata, pasta e riso con olio extravergine e scorza di limone, oltre a tantissima acqua e frutta. Era l’unico modo di tenere sotto controllo le nausee. Ora che va molto meglio, cerco di variare il più possibile, evito l’eccesso di zuccheri e dolci, e abbondo con legumi e prodotti di stagione. Senza eccessive ansie. Ricordiamoci che un’alimentazione il più possibile diversificata non è solo positiva per la mamma ma anche per il feto: il gusto, ormai lo dicono tutte le ultime ricerche, nasce in pancia.
E un dolce per una dichiarazione di amore?
Nella risposta sono influenzata dalla persona per la quale lo preparereiJ.  Un dolce molto morbido al cioccolato fondente, una sorta di molleux, decorato da una montagna di mirtilli innevati da zucchero finissimo.
Cara Miralda, grazie per il tempo che hai dedicato a queste risposte. E a creare e condividere ricette piene di amore ed allegria. Ed una menzione speciale per Cecilia Viganò, un’artista sa scrivere poesie con la macchina fotografica.

Baby Planner

ottobre 29, 2011 § 3 commenti

Qualche giorno fa ho ricevuto una mail da una amica-di-amica. Una mail cortese ed allegra. Così la mail si è trasformata in una telefonata. E la telefonata in un’idea. Ed una piccola promozione. Una nuova mini rubrica. Baby Planner tips. E un promocode per usufruire dei servizi di Baby Planner Italia con il 10% di sconto. Sono sincera. All’inizio l’idea della Baby Planner mi ha lasciato un po’ perplessa. Ho pensato subito chissà quanto costa! Poi parlando con Francesca ho capito che si trattava di spendere meglio e magari anche meno. Non di più. E ricevere un sacco di consigli. Qui di seguito, qualche battuta per presentare Francesca anche a voi e soprattutto spiegare che cos’è questa baby planner.
Francesca raccontaci chi sei e che cosa fai.
Sono la mamma di due bambine e da pochi mesi ho lanciato un’attività del tutto nuova in Italia: Baby Planner Italia. Un’agenzia di servizi per future e neo mamme. Per tutte quelle mamme che si sentono stanche e in difficoltà. Che riprendendo a lavorare non hanno più tempo per nulla oltre all’ufficio e al proprio bambino. Che per motivi di salute devono stare a riposo. O semplicemente, per tutte quelle mamme che vogliono qualcosa in più! Vogliamo aiutare neo e future mamme ad avere meno pensieri, evitare acquisti e spese inutili e ottenere un servizio d’alta qualità.
Che tipo di servizi offrite?
Baby Planner Italia fornisce servizi di vario tipo: organizziamo eventi
per la mamma e il bambino (Baby Shower, Battesimi, festa di compleanno). Forniamo alle mamme informazioni utili su scuole o attività pre e post parto, sulle procedure burocratiche in ospedale, ecc. Offriamo un servizio di personal shopping per preparare il corredino del bambino e la cameretta o per gli acquisti premaman, permettondo alle nostre clienti di usufruire di sconti in diversi negozi a Roma ed a Milano.
In più sul nostro sito offriamo gratuitamente diversi servizi, tra cui “save money pannolini” il  monitoraggio delle promozioni dei pannolini per identificare con semplicità dove andare ad acquistare i pannolini in offerta.
Ma come ti è venuto in mente?
Quando sono diventata mamma ho scoperto un mondo. Sin dalla gravidanza mi rendevo conto che erano davvero tante le cose da scoprire, approfondire e soprattutto condividere con altre mamme…
Con la nascita delle mie figlie, si è accentuata ancora di più la sete di informazioni. E il desiderio di poter fare affidamento su una persona che per esperienza e competenza mi risolvesse tutti i miei piccoli e grandi problemi. Per esempio mi ricordo che fatica ho fatto per organizzare il battesimo delle bambine nei loro primi mesi di vita…avrei volentieri delegato!
Ho iniziato a raccogliere sempre più informazioni, pareri, consigli…ed alla fine molte mie amiche hanno iniziato a chiamarmi per aver consigli. Da qui l’idea…portare in Italia una figura che in America è ormai diffusissima: la Baby Planner! Una persona che organizza Baby Shower, consiglia interior design per la cameretta, fotografo, puericultrice, ecc..
Nelle prossime settimane Fracesca curerà la rubrica Baby Planner Tips. Pillole di saggezza e fantasia. Mini-guida per il vostro maternity leave.
Per contatti: Francesca, info@babyplanneritalia.it; http://www.babyplanneritalia.it/; +39 348-3934278

How to … photobook – Nerissa Goco tips

ottobre 23, 2011 § 2 commenti

ENG:Nerissa Goco is a designer. Her daughter first year photo-book has been clicked, liked, pinned thousands of times. I have reached her and asked to provide me with some suggestions on how to create great photo-books. Her example is particularly focused on baby first year photo-book but many of her tips are useful for any photobook (holiday, wedding, maternity…whatever…) Enjoy!
 
ITA: La scorsa settimana avevo scritto del first year of life photo-book di Luna, realizzato dalla mamma-designer Nerissa Goco di The new domestic. Avevo raccontato di averle scritto. Per chiederle qualche consiglio. Ed ecco qui le sue risposte (in fondo, la mia libera traduzione).
Giacchè vorrei proprio subito metterli in pratica. E come dice papadifilippo “Bisogna sempre provarci!”. La scorsa settimana ho anche buttato lì una mail a Blurb. Il sito che Nerissa consiglia per realizzare ed acquistare fotolibri. Che magari ci faceva uno sconto!
Ed ecco qui un promocode! Fino al 14 Novembre, tutti i lettori di Maternity leave possono utilizzare il promocode ITFOTO20 per usufruire di uno sconto del 20% sul prezzo di acquisto di un fotolibro su blurb. Basta digitarlo, al momento del check-out nel campo “Codice promozionale o regalo” e poi fare clic sul pulsante “Applica codice”. (NB. Il codice è valido per un solo uso per persona. Sconto massimo: 160 euro. Costi di spedizione esclusi.).
Ed ecco i consigli di Nerissa Goco:
 
KEY DOS AND DONT’S
Dont’s:
1. don’t add to many photos on a spread
2. don’t use a soft cover, it just looks cheap and may not last
3. don’t get frustrated. it’s a big project so just take your time.
Dos:
1. find a lot of books at your local bookstore for inspiration
2. choose a size that you’re happy with
3. take your time. it’s a huge project and can be overwhelming.
4. make the cover a hardcover and choose premium quality paper
5. order a book for yourself and one for your child. 
6. have fun making it!
 
HOW TO…
…structure the photobook
 
Since luna’s first year of life book documents her first year of life, I thought it would be better to create chapters to the book. Each chapter documents each month of that year. It makes it easier to go through the book and it’s also nice to be able to see how much she’s grown from the month before. It’s a lot of pages to go through so having chapter breaks creates a sense of pause before starting a new chapter.
 
…distribute the photos 
 
I basically just had fun laying out the photos in different ways. The first thing you have to do when starting to design a book is creating a grid.

This grid will keep the book consistent from start to finish. So I just had fun with the grid and tried to be creative with laying the photos on it. The key is also trying to not fit too many photos on a spread as it would just make it look too busy. I usually just did a maximum of 4-5 photos on one page then have one large photo on the page beside it to give it some contrast.
 
…create stylish headlines 
 
You can do anything with the headlines. You can have fun with typography and lay them out large on the page. Or you can have large numbers depicting the month of the child… 
 
…start with a great cover
As for the cover, you can just do something simple like have a blown out cropped image of your child. Or design a pattern or just have a solid colour with the name of your child. Look at hardcover books at your local book store for inspiration.
Your best suppliers? 
 
I used blurb.com to print the book. They are affordable and the quality is really good. Just make sure you go with hardcover and their option of printing on premium paper. It really makes a world of difference.

——
I tuoi don’ts:
Non esagerare con il numero di foto per pagina
Non scegliere la copertina morbida. Fa (poco chic,) molto cheap e non durerà per molto
Non arrendersi né scoraggiarsi! Creare un fotolibro è un progetto impegnativo, non bisogna aver fretta
 
I tuoi dos:
girare per librerie in cerca di ispirazione
scegliere il formato che piace di più ed abbinarlo ad una copertina rigida ed una carta ad alta qualità (fanno la differenza!)
prendersi il tempo necessario e non lasciarsi prevalere dalla smania di finire
ordinare anche una seconda copia per il vostro bambino
divertirsi!
Come…
…strutturare il fotolibro
Considerato che il fotolibro di luna raccontava il suo primo anno di vita, ho ritenuto fosse logico creare dei capitoli. Uno per ogni mese dell’anno. Così sfogliare il libro divent più piacevole e semplice. Eppoi  bellissimo vedere come è cresciuta dalla pagina (mese!) prima. Soprattutto quando il fotolibro contiene molte pagine è raccomandabile suddividerlo per capitoli. Per creare un senso di pausa tra un capitolo di foto e l’altro.
…distribuire le fotografie 
 
A me piace sistemarle secondo layout diversi. La pria cosa da fare è scegliere uno schema di layout. Questo schema sarà coerente per tutto il libro. Quindi basterà divertirsi a posizionare le foto secondo lo schema prescelto. La cosa più importante è non esagerare con il numero di foto. Altrimenti le pagine del libro sembreranno troppo piene e confuse. Solitamente io preferisco alternare una pagina con 4-5 fotografie con una pagina su cui trionfa una sola grande immagine. Di grande effetto.
 
…giocare con le parole
 
Le foto possono essere scritte e descritte con dei titoli. Grandi titoli posso guidare i capitoli. Si può inserire una scritta molto larga creata con un carattere originale. Oppure dei grandi numeri colorati.
 
…scegliere la copertina
Il primo must è ordinare una copertina rigida. Per illustrarla si può scegliere un macro primo piano del nostro nano/nana. Oppure inventare un piccolo motivo decorativo. O ancora scegliere un colore per la copertina ed aggiungere solo il nome del bambino/a. Anche qui, per carpire idee la strategia migliore è uscire e vedere cosa preferiamo.
 
Quale fornitore suggerisci?
Io uso Blurb. I prezzi sono accessibili e la qualità di stampa è davvero buona. Ma è importante scegliere la qualità premium della carta. Fa davvero la differenza.

Della serie role model: Donatella e The Kidsboutik – consigli per aprire un’attività commerciale su internet

ottobre 20, 2011 § 1 commento

Questa intervista della serie role model ha un’ambizione in più. Come sempre, vuole raccontare la storia di una mamma che ha trovato un nuovo equilibrio. In più, spera di poter fornire una primissima, preliminarissima prospettiva su cosa serve e come muoversi per aprire un’attività commerciale su Internet. Attraverso le parole di chi lo ha fatto. Donatella Cagna. E l’esempio di quello che ha saputo creare. The Kidsboutik

Donatella, raccontaci: chi sei?
Sono la mamma felice di 2 bimbi stupendi (Noa, il maschietto di 4 anni e Zoé, la bimba di 19 mesi). Belga di origine italiana, vivo in Italia ed a Milano da quasi 14 anni. Come molti ci sono venuta un po’ per caso. Per cambiare, per vivere un’esperienza diversa e non sono mai più partita.
Tutta colpa dell’amore!
Per circa 10 anni ho lavorato nel pazzo mondo delle PR milanesi, per poi approdare nelle pubblicità internazionale dove sono rimasta 4 anni. Il tempo di avere due bimbi!
Poi come accade per molte mamme, conciliare esigenze da mamma ed esigenze professionali è diventato sempre più difficile. Figlia di liberi professionisti, avevo il desiderio di libertà nel dna e volevo mettermi in proprio da molto tempo ma non trovavo l’idea giusta.

Come sei arrivata all’idea di aprire un negozio su internet?

Mi sono accorta che, come molte mamme, avevo sempre meno tempo per fare shopping per i miei piccoletti. Compravo quasi sempre su Internet. Ma all’estero. Perché i prodotti o i marchi che cercavo non erano presenti sul mercato italiano.
Mi sono resa conto che all’estero l’offerta di realtà bellissime come Smallable o Little Fashion gallery, che propongono prodotti e marchi di qualità, è ampia. E che qui in Italia non c’era nulla.
Ho iniziato a studiare un po’ il mercato, le possibilità.
Volevo lavorare da casa senza l’impegno degli orari di un ufficio o di un negozio…
Il mondo del bambino mi piaceva tantissimo ed ho sempre amato cercare e ricercare cose nuove, belle, particolari…
Ho messo tutto insieme ed a ottobre 2010, ho iniziato a lavorare seriamente sul mio progetto (business plan ecc).
L’incontro con il marchio
oeuf be good ha dato la svolta decisiva. Lo conoscevo tramite la stampa straniera ed avevo deciso di acquistare un loro letto per mio figlio. In Italia non c’era e l’ho comprato in Francia su Internet. Mi sono innamorata del marchio, del prodotto, dell’azienda e della sua serietà e professionalità. Li ho contattati a novembre ed è iniziata l’avventura. Per me era primordiale averli e poterli fare conoscere al pubblico italiano. Dal momento, che mi hanno dato l’ok, sono partita in quarta ed ho contattato tutti gli altri marchi che m’interessavano come Kidscase, Magic stroller Bag ed altri. Sono andata in fiera a Parigi ed Amsterdam e via.Internet era la scelta giusta per me perché volevo avere una certa libertà di gestione e perché puoi andare a toccare più persone. E’ stata una scelta dettata dal desiderio di poter promuovere marchi o realtà molto belle presso un pubblico esteso.Inoltre, Internet ti da una possibilità infinita di sviluppi, di idee alternative…Io lo vivo come una piattaforma da sviluppare in tutta libertà.
Poi ammetto che sono stata fortunata perché ho fatto degli incontri giusti come il “mio” webmaster o le fotografe con le quali collaboro.

 e creatività

Raccontaci…
…qual è stata la cosa più complicata che hai dovuto gestire?

Probabilmente la parte burocratica e soprattutto il business plan. Soprattutto la parte economico-finanziaria!E’ stato molto più lungo di quello che pensavo e purtroppo, in un primo tempo non ho avuto l’aiuto giusto. Così, ho dovuto fare molto da me. Poi, ho incontrato il commercialista giusto che mi ha aiutato a finirlo. Ma avere incontrato queste difficoltà mi ha fatto imparare tantissime cose.
Purtroppo, quando si parla di cifre e che devi andare a convincere una banca di aiutarti, la passione e l’entusiasmo che metti nel difendere un progetto non bastano!

…in generale, quali competenze ti sono servite?

Sicuramente il mio passato nel mondo della comunicazione è stato di grande aiuto.
Ma devi essere brava nella gestione: di te stessa, degli altri, e di tutto quanto riguarda la parte amministrativa.
Bisogna avere idee molto chiare ed essere capaci di trasmetterle con efficienza a chi collabora con te.
E poi, oltre ad essere intraprendenti, bisogna avere coraggio per fare il salto e un pizzico di follia o incoscienza!

…di quanti e quali “partner commerciali” hai avuto bisogno? 

Per me sono stati e sono ancora, fondamentali, il “mio” webmaster, che è stato un incontro chiave. Ci siamo capiti subito ed è un partner propositivo. E’ anche un partner completo in quanto cura anche la parte grafica, le comunicazioni su Internet ecc.
Le altre figure essenziali sono le fotografe, il traduttore ed il/la commercialista.
E poi, le banche. Ho avuto la fortuna di incontrare persone che hanno creduto nel progetto. E questo mi è stato di grande aiuto.

…come li hai rintracciati?

Quasi tutti tramite amici. O perché sono amici comuni o perché tramite il loro lavoro mi hanno messo in contatto con le persone giuste. Credo molto nelle sinergie e questo progetto si sviluppa grazie a questo: tante sinergie, tanti incontri. Il detto “da cosa nasce cosa” è 100% giusto in questo caso.

…dove hai preso le informazioni per capire e risolvere le beghe burocratiche?

Su Internet! E presso la mia commercialista che mi risolve tutto! O quasi…E poi, ho avuto molto aiuto dalla mia famiglia in Belgio. Il marito di mia madre, è stata una persona chiave per aiutarmi a risolvere i miei problemi di business plan, alcuni intoppi amministrativi (a volte difficili da capire dall’estero!).

…cosa hai fatto per farti pubblicità?

Campagne web. Facebook. Blog. Comunicati stampa. Cartoline. Tanto passaparola. E la ricerca continua di offrire un servizio e dei prodotti impeccabili. Un cliente soddisfatto è un cliente che torna e che parla bene di te. Non c’è miglior pubblicità. Ma c’è ancora molto da fare. Per mancanza di tempo, non sono ancora riuscita a dedicarmi al blog. Ho la mania della perfezione e se non riesco a fare una cosa nel modo giusto, preferisco aspettare per farlo. Ma arriverà anche lui molto presto.

…quanto tempo serve per arrivare dal sogno alla realtà?

Per fare le cose bene, almeno 6 mesi per creare le basi. Poi è un lavoro continuo. Di ricerca, Di miglioramenti. Di nuove iniziative. Non si finisce mai e l’investimento in termini di tempo è enorme. Ma ne vale la pena perché le soddisfazioni sono veramente tantissime.

Se tornassi indietro cosa faresti diversamente?

Non penserei di poter fare tutto da sola…e mi affiderei da subito a persone più competenti di me per certe cose. E poi, darei più ascolto al mio “sesto senso”…Ma per il resto rifarei tutto uguale. Poter lavorare con passione ed entusiasmo non ha prezzo.
Solo per quello vale la pena.
Anche se The Kidsboutik è ufficialmente nato il 18 maggio, ci sto lavorando da più di un anno. Ed è stato un anno intenso e ricco di incontri meravigliosi. Dalle persone che mi hanno aiutato a far crescere The Kidsboutik come Mario o Isa&Claudia a tutte quelle che creano marchi bellissimi che non solo fanno cose belle (il bello a portata di bimbo…) ma anche “buone”, fatte con il cuore, con criterio e con senso dei valori. Senza dimenticare tutti gli incontri casuali fatti grazie a questo progetto come ad esempio con Eloise, la “mamma” di NINA e con Le Funky Mamas con le quali si stanno sviluppando tanti progetti interessanti.

Le famose sinergie di cui parlavo prima…

Donatella, grazie infinite per tutte le tue risposte.

Ricerca di sinergie. Capacità di sfruttare il proprio network di conoscenze ed amicizie. Idee chiare.
Capacità di delegare. Ed intraprendenza. Tanta intraprendenza. Che significa anche fiducia in se stesse e nella propria capacità di crearsi un futuro. Che significa anche osare “chiedere”.
A dover sintetizzare in pochi ingredienti la ricetta della formula di Donatella sceglierei questi. Ed aggiungerei condimento in abbondanza a base di entusiasmo. Un entusiamo che io leggo in tutte le parole di Donatella. A partire dall’ autodefinizione di “mamma felice”. La capacità di trovare e lasciarsi travolgere da questo entusiasmo credo sia la “competenza” più grande ed importante per poter indirizzare il proprio percorso. Si tratta di una malattia contagiosa. Di cui spero di riuscirmi ad ammalare cronicamente. E contagiare allo stesso modo altre persone in cerca di un equilibrio lavorativo migliore.

Etichette, etsy e pongazio

ottobre 14, 2011 § 1 commento

Rimango spesso molto colpita da quanto Filippo ami le etichette di stoffa. Sono la sua parte preferita di molti giochi. Affascinanti pezzetti di stoffa. Liscissimi e lucidi. Sono proprio una sua passione. Quando ho visto Pongazio su Etsy, mi ha colpito proprio l’abbondanza di etichette. Ho pensato: “Deve averlo disegnato una mamma”. 
E infatti. Questa mamma si chiama Donatella. Ci siamo scambiate qualche mail. E qui di seguito è raccontato chi è e cosa si può fare su Etsy…

Parlaci un po’ di te…
mi chiamo donatella e sono la mamma di Margherita e Daniele, lavoro come impiegata amministrativa presso un dipartimento oncologico, durante il giorno, dopo il lavoro, mi occupo della famiglia e della casa, la sera quando i bambini dormono mi siedo davanti la macchina da cucire e mi lascio ispirare dalle stoffe
del tuo posto preferito a Palermo…
il mio posto preferito è Mondello, amiamo andare in spiaggia soprattutto in inverno quando c’è il sole
del tuo colore preferito… 
il blu e tutte le sue sfumature
della volta che hai portato a casa la tua prima macchina da cucire…
da bambina utilizzavo la macchina da cucire della mia mamma, desideravo averne una, ma ho sempre rinviato l’acquisto, poi con l’arrivo dei bambini il desiderio di poter cucire qualcosa per loro o di poter creare anche cucendo era troppo forte, quindi decisi di farmi un regalo, comprando quella più economica… non ebbi subito il tempo di usarla… sono passate ben 2 settimane da quando è arrivata in casa nostra
della tua creazione preferita… 
sono tante le mie creazioni preferite,ho sempre creato, non so sceglierne una, fra le tante i quadri, le coperte in lana, le lampade di carta, gli orecchini, attualemente mi piace tantissimo creare articoli per bambini e vorrei avere più tempo per farlo
della tua esperienza con Etsy…
ho scoperto etsy per caso, ho aperto un negozio con articoli per donna, borse, orecchini, spille etc… ho venduto alcuni dei miei articoli in america ed è stato veramente emozionante! adesso ho aperto anche un negozio dedicato solo ad articoli per mamme e bambini 
E’ stato difficile aprire il tuo negozio?
il sito è in inglese, ma è abbastanza facile registrarsi ed aprire un negozio
E sei soddisfatta del riscontro che hai ottenuto fino ad ora?
non mi aspetto grandi vendite, l’apertura e la gestione del negozio ha costi bassi, quindi per me è molto utile come vetrina, per chi vuole vedere cosa realizzo.
Che consiglio daresti a chi vuole aprire il suo shop su questo sito?
sicuramente sono molto importanti le fotografie, più belle sono le foto più si alza la possibilità di vendita

Parole e matite – intervista a Nicoletta Costa, disegnatrice, narratrice e mamma di Filippo (il pesciolino), Giulio (il coniglio), Margherita (la maestra), (la nuvola) Olga…

settembre 29, 2011 § 1 commento


Questo post mi piacerebbe poterlo disegnare. Ed aggiungere solo poche parole con la biro blu. La scrittura tonda-tonda, grande esagerata, della prima elementare. Come quella dei suoi libri. In fondo, mentre lo scrivo, mi sento come dentro una sua storia…un raggio di sole mi bussa alla finestra. Io tolgo lo sguardo dal mio computer e mi lascio rapire in cerca di avventure con un corvo ed una foglia.
Per “suoi” libri e “sua” storia intendo di Nicoletta Costa. Pluri-premiatra disegnatrice e scrittrice. La nostra penna preferita del genere libri per bambini. Certo, io non sono una critica esperta del genere. Ma Filippo sì. E lui è rapito davanti al suo mare blu. Osserva i sassi. Le alghe danzanti. Le onde. E per ogni dettaglio, inventiamo una storia nuova. E ridiamo e ci emozioniamo per delle storie semplici e stupendamente surreali. E così, tantissimi altri bimbi e genitori. Quasi 9000 su facebook. E chissà quanti altri sul suo blog ufficiale.
Nicoletta ha risposto a qualche domanda per maternity leave, che propongo, orgogliosissima, qui di seguito. A Nicoletta, un grazie lungo 345 libri ed anche di più!
Qualcosa su di te…
…Il tuo giocattolo preferito da bambina?
Una bambola di nome Pieretto…aveva un occhio incollato e risultava un po’ strabica…aveva un unico vestito e niente scarpe.
Però mi ricordo di aver ricevuto una Barbie…
…Il tuo sogno all’università?
Il mio sogno all’università era di diventare architetto…mi piaceva moltissimo studiare architettura.
Il desiderio che esprimi quando soffi sulle candeline della torta di compleanno
o quando vedi una stella cadente?
Non esprimo alcun desiderio quando vedo stelle cadenti…anche perchè non ne ho mai vista una.
…Come ti piacerebbe passare le tue giornate tra dieci anni?
Tra dieci anni mi piacerebbe passare il tempo esattamente come sto facendo ora…
Hai dichiarato che la Maestra Margherita ti assomiglia un po’. Quale altro dei tuoi personaggi senti vicino?
Certamente non l’oca Caterina che cucuna così bene, io in cucina sono una frana….
Ad un certo punto, hai deciso di lasciare lo studio di architettura dove lavoravi ed hai deciso di inventare storie. Cosa e chi ti ha aiutato e sostenuto in questo cambio di rotta?
Nel cambio di rotta mi ha sostenuto mia madre che ha sempre creduto nel mio talento di illustratrice.
Sin da bambina, hai ricevuto moltissimi premi e riconoscimenti. Ti è mai capitato, invece, di ricevere una critica che ti ha ferito o deluso? Come hai reagito?
Ricevo spesso critiche, ma non mi feriscono più che tanto e avendo memoria corta e tante cose a cui pensare me ne dimentico…
Quando inizia un’avventura dei tuoi personaggi? E quando la fai finire? (non so se questa domanda è chiara. Intendo dove trovi l’ispirazione che da il via alle mille avventure sempre diverse dei tuoi personaggi. E cosa deve succedere perché la storia sia completa e sia ora di andare a nanna..)
L’ispirazione non so da dove venga…
se la storia funziona…mi fa ridere tra me e me…
Hai pubblicato quasi 350 libri, cosa senti di aver imparato, fino ad oggi…
sui bambini?
Sui bambini c’è sempre tanto da imparare….non finiscono di stupirmi e ne incontro parecchi nei miei incontri nelle scuole.
…sui genitori?
Sui genitori? Mah sono loro in realtà che comprano e leggono i libri per i loro bambini…naturalmente bisogna far sorridere anche loro…
Ho capito che a volte i genitori si divertono più degli stessi bambini…
..e sulle maestre?
Le maestre io le stimo molto…lavoro difficilissimo,stancante e poco pagato …
le maestre ed i maestri, sono  costretti a combattere ogni giorno contro mille difficoltà….
Nicoletta, ancora grazie e ci vediamo presto sulle pagine dei tuoi libri insieme a tutti i tuoi personaggi.

Speciale donnexdonne sui socialnetwork alla ricerca delle buone prassi al femminile – Intervista a Patrizia Eremita

luglio 21, 2011 § 5 commenti

Oggi è il 21 luglio. Oggi un gruppo di donne delle rete ha deciso di dedicare i proprio post, status & Co “alla ricerca delle buone prassi al femminile”. Prassi di collaborazione. Prassi di solidarietà.
Volendo aderire a questa iniziativa, oggi racconto e faccio parlare Patrizia Eremita. Manager in azienda. Mamma. E fondatrice di “Mamma&Lavoro”. Un sito. Un network. Un progetto. Rivolto alle donne. E realizzato grazie alla collaborazione con altre donne. Lo ha fatto perché ci crede. Perché serviva. E perché l’appassiona. E la passione è il miglior carburante per il genere umano. Riesce a trovare tempo e spazio, dove non esistono. Tessere velocemente un numero enorme di relazioni. E rende tenaci, anche quando non se ne guadagna nulla.
Patrizia, raccontaci com’è nato “Mamme e Lavoro”?
Sono certa che se non fosse arrivato nella mia vita il mio bimbo (quasi 4 anni fa) non sarebbe mai nato il portale Mammaelavoro.it. E sapete perchè? Perchè prima, da donna senza figli non avevo la benchè minima idea di come fosse la vita di una mamma che lavora (in Italia) e non mi rendevo conto di quanto fosse difficile (per usare un’eufemismo) cercare di conciliare i bisogni della famiglia e il lavoro. E’ stato proprio quando anche io sono diventata mamma che ho vissuto direttamente  quello che  prima sentivo ma non ascoltavo e ho capito che le donne che scelgono di vivere la maternità spesso cercano supporto e consigli …  è nata quasi come una sfida personale la voglia di parlarne di più e di poter essere d’aiuto a chi cercasse sul web informazioni e spunti mirati su questo tema.

“Mamme & Lavoro” è il frutto della collaborazione di diverse donne. Come hai raccolto tutte queste energie femminili? Come si amalgamo?
Si, certo…il Portale vive e  viene popolato da contributi che vengono da altre donne eccezionali (quasi tutte mamme) che appena hanno sentito quali obiettivi mi ponevo e come volevo far crescere il sito, hanno “sposato” il pensiero e il progetto e deciso di scrivere articoli  inerenti alla loro area di specializzazione…e io non le ringrazierò mai abbastanza!
Alcune hanno iniziato insieme a noi proprio all’inizio, ai primi vagiti del sito…altre si sono unite a noi strada facendo…non  avete  idea di quante donne incredibili ci sono là fuori che hanno un sacco di cose interessanti da dire
Un piccolo bilancio di ciò che non ti aspettavi. Cosa si è rilevato facile, mentre pensavi fosse difficile?
Mah, quello che forse non mi aspettavo è  scoprire quanto fosse radicato nella nostra cultura il rifiuto di  alcuni a guardare alle donne con occhi diversi, valutarle per il valore che possono portare con sè  il loro talento non può andare sprecato.
Quello che invece mi ha sorpreso piacevolmente è che le donne vogliono lavorare insieme per cambiare questa mentalità e stato delle cose e sono aperte a lavorare “in squadra” …una bella scoperta e un bell’entusiasmo.
E cosa avevi invece sottovalutato?
I tempi per vedere cambiamenti sostanziali…ci vorrà parecchio tempo, qualche decennio senza dubbio…ma ho la sensazione che abbiamo imboccato la strada giusta… Bisogna continuare, qui non si tratta di garantire  solo pari opportunità ma anche pari dignità !
Il lavoro. Le iniziative sul web (blogs & Co). I bambini. Gli uomini. Il fitness. I pranzi con le amiche alla Sex&the City. Le donne sono storicamente multi-tasking. E negli ultimi anni lo sono sempre di più. Perché? Per chi? 
Nel nostro paese le mamme non vengono certo supportate e il rientro al  lavoro spesso è un’esperienza traumatica, motivo per il quale spesso fanno scelte drastiche: il 27% abbandona il lavoro dopo il primo figlio e un altro 15% non rientra dopo il secondo.
Insomma, una difficoltà oggettiva per le donne che hanno il desiderio di continuare a lavorare o che vogliono mantenere il proprio posto al rientro dalla maternità e una certa “resistenza” da parte delle aziende a inserire donne all’interno dei propri organici, come se per qualche motivo questa sia una risorsa che costa 100 ma in realtà rende 50. Ma non è così! È anche questo il luogo comune, il tranello in cui si cade: la donna, soprattutto se ha la possibilità di mantenere il proprio lavoro (anche con orario ridotto o part-time) è capace di sfruttare il tempo in maniera più efficace e di essere molto più efficiente. In alter parole, essere multitasking!
Tante le esperienze raccolte in questi ultimi 4 anni di donne che ho incontrato e che mi hanno raccontato le loro diverse storie, rientro difficile, demansionamento, isolamento e spesso mobbing sottile e non che ha reso il rientro in ufficio traumatico.
Quali aggettivi caratterizzano i tuoi “role model”?
Collaborante, appassionata, curiosa, creativa, diversa e propensa all’ascolto.
Ed ora qualche domanda, ispirata dal tema della giornata. Il tuo gesto di solidarietà preferito tra donne…
…in un pomeriggio con i bambini  - La capacità delle mamme di avere attenzioni per i bambini in generale, non solo i propri…
…in un negozio – anche il più banale; aprire la porta di un negozio a una mamma con passeggino e carica di mille pacchetti della spesa…
…in ufficio – mi viene sempre in mente “la capacità di ascolto”… che personalmente  ho sempre trovato un regalo da parte di chi me lo concedeva e che ho imparato a restituire.
…in un locale (discoteca/ristorante etc) “scusi, senza offesa….ha una foglia di insalata tra i denti”…
…nel mondo-web la grande forza delle donne di unirsi e lavorare ad un progetto con quella bella adrenalina che ti fa venir voglia di fare grandi cose
Qual è l’ambizione per “Mamme e Lavoro”?
Mammaelavoro.it è un sito web che vuole che di tutti gli  argomenti citati poco fa si parli, che si crei una coscienza civile e una consapevolezza comune. Tante le donne che sentono di poter contribuire allo sviluppo con la propria professionalità e tante quelle che ogni giorno incontrano grandi difficoltà.
Il sito contiene molte  informazioni utili e parecchie rubriche interessanti (alcune anche divertenti, perché no!) ed è nato anche con l’intenzione di fornire uno strumento di condivisione alle donne e mamme che lavorano (coaching per le mamme, testimonianze di donne che hanno fatto una scelta di imprenditorialità ecc).
Inoltre Mamma&Lavoro e Manpower Italia hanno stretto una partnership che prevede un motore di ricerca lavoro nella rubrica “Trova Lavoro” con la possibilità di inserire filtri (come il part time o il telelavoro) per le mamme che cercano un lavoro.
E l’ambizione di Patrizia? Come vorresti che fosse il tuo quotidiano tra 5 anni?
Bella questa domanda… e voglio rispondere “di pancia”…  Vorrei che Mamma&Lavoro crescesse bene nel prossimo futuro (in qualità soprattutto) e che fosse un sito dove le mamme che lavorano vadano istintivamente a cercare la risposta al dubbio o alla necessità di informazione.. Io voglio continuare ad arricchire il Portale, le idee sono tantissime e I pezzi di carta con appunti, idee buttati giù al volo altrettanti…voglio trovare il tempo per sviluppare tutte queste idee e voglio credere che ce la posso fare.
Sto anche lavorando a un progetto da presentare alle aziende sensibili al tema della conciliazione e ne scriverò presto sul sito (è una delle nuove cose che vogliamo lanciare prossimamente…J)
Tra 5 anni mi piacerebbe leggere sui giornali che l’azienda Y o Z continua a proporre al proprio interno servizi dedicati alle mamme e ai papà per conciliare meglio la loro vita lavorativa/famigliare…e chissà, Mamma&Lavoro potrebbe essere di supporto a queste aziende…
Nel nostro piccolo ce la mettiamo tutta perchè ci sia un miglioramento della condizione della mamma che lavora in Italia perchè le donne sono una risorsa importante per il nostro futuro.
Cara Patrizia, grazie mille per il tempo che hai dedicato a questa intervista ed a Maternity leave. In bocca al lupo di tutto cuore per i tuoi progetti. “Mamme e Lavoro” ha una newsletter che se desiderate potete sottoscrivere qui. Io la ricevo e la trovo molto interessante.
Voglio ringraziare anche chi ha pensato e realizzato l’iniziativa “Donnexdonne sui socialnetwork alla ricerca delle buoni prassi al femminile”. E lasciare un mio breve commento personale. La collaborazione al femminile esiste. Come esistono gli sgambetti tra donne. E così tra uomini. Questo è insindacabile. 
Forse. Quello che manca è la ”comunicazione”, la “pubblicità”.
In generale. Le donne fanno tanto. Si “vendono” poco. Specie nelle proprie virtù. Che sono date spesso per scontate. Un po’ da tutti. Propongo un test a riguardo. Controllate il profilo linkedin di 10 amici maschi e 10 amiche femmine. Il modo in cui si descrivono e qualificano. E tirate le vostre conclusioni.   
In tante hanno aderito all’iniziativa. Ecco il loro contributo e punto di vista.
I pensieri di Stefania - E’ difficile non impossibile
Cuor di Carciofo - Donnexdonne: provo a dire la mia
Chiara di nome - Raccontare
Mamma in corriera - Donne x donne: l’azienda e il nido
Milano e Lorenza - Donne x donne: da un minimo a un massimo
Manager di me stessa - Ma le donne in che lingua si parlano?
Non voglio mica la luna - Penelope 2.0
Mamma Economia - Aspettando #donnexdonne
Mamma Economia – Una buona prassi al femminile …un pò maschile
Mamma che testa - Donne per donne – le buone prassi
The Working Mothers Italy - #donnexdonne buone prassi al femminile: working mothers italy
Là in mezzo al mar - Squadra che vince
Trinity Pat - Donne a favore del parto Eco-logico e Bio-Logico. Logico, no?
Blogger creativa - Donne sul web e buone prassi
Blogger Creativa – #donnexdonne, le vetero-feministe, le buone, le pratiche
Cronache pedagogiche - Cure matrigne
Mamma di fretta – Buone prassi femminili
MaMarketing - Eva contro Eva
Donne in ritardo - Gli sfigati che fanno rete
Quaranta ma non li dimostra - Donne in rete: sesso e buone prassi
Quaranta ma non li dimostra – Buone prassi per amanti, madri, mogli

Della serie role model: intervista ad Elastigirl (c’è da aggiungere altro?)

giugno 28, 2011 § 4 commenti

Elasti è un mio role model per 3 ragioni. Numero uno in assoluto: è fortemente ironica ed auto-ironica. Qualità fondamentale per tarare ed incorniciare il mondo che ci gira intorno. Numero 2: si è ritagliata un hobby che le ha permesso di collezionare diverse soddisfazioni. Numero 3: trasforma quotidianamente quello che per molti è un “punto di debolezza”, una vita complicata, tra figli, marito all’estero, redazione, poco tempo per pettinarsi i capelli, in un “punto di forza”, una vita allegra, sempre sorprendente e piena di serenità.
Attraverso il blog, la rubrica su Repubblica, i due libri pubblicati da Tea e varie interviste conosciamo alcuni dettagli della vita di Elasti. E’ una giornalista finanziaria. Vive a Milano. Ha da poco iniziato ad usufruire del part-time verticale. Ha cercato il terzo figlio perché “altrimenti sarebbe mancato un pezzo”. E’ la mamma di 3 maschi. Ha iniziato a scrivere il suo blog al rientro dalla sua seconda maternità, per raccontare le acrobazie di una donna tra figli, lavoro e perenne senso di colpa.
In questa intervista, spero di raccontarvi un pezzetto di più di Claudia.
Giornalista finanziaria e blogger. Scrivere era il tuo sogno nel cassetto?
Un po’ sì. Poi, quando sono diventata giornalista occupandomi di finanza mi sono illusa che potesse bastarmi. Ma quello in realtà non è scrivere. A quel punto la scrittura si è trasformata da sogno in urgenza. E ho aperto un blog, un modo come un’altro per non perdere il senno.
Hai chiesto un periodo di aspettativa per seguire tuo marito in America. Sei andata tre volte in congedo per maternità. Ora hai anche ottenuto il part-time. Lavori davvero a Milano? Oppure è la determinazione che conta?
La maternità per fortuna in Italia è un diritto. E anche a Milano! Con il primo figlio avevo chiesto il congedo obbligatorio ed ero tornata a lavorare quando lui non aveva ancora cinque mesi. Con il secondo ho capito che non bastava, . Per quanto riguarda il part-time, la società per cui lavoro, una multinazionale, era contrarissima. Abbiamo scoperto, dopo anni, che in tutte le altre sedi nel mondo il part-time era diffusissimo. Ma in Italia no, non c’era. Poi è arrivata la crisi ed hanno fatto di necessità virtù concedendolo, anche in Italia, per ordine superiore dal quartier generale. Ma sono certa che i capi italiani non sono felici di questo.
né a me né a loro e ho deciso che, avendolo, il diritto al congedo maternità dovevo usarlo
Vantaggi e svantaggi del part-time verticale
I vantaggi sono la possibilità di avere intere giornate libere da dedicare in parte ai figli e in parte, quando sono a scuola, a se stesse (nel mio caso scrivo come free lance cose che mi divertono di più della finanza) e il coinvolgimento maggiore nel lavoro nei giorni di ufficio perché non scappi a metà giornata.
Gli svantaggi sono che non puoi affrancarti dalla baby sitter perché quando lavori sei via fino a sera e che devi essere molto brava a organizzarti il tempo casalinga che rischia di perdersi in scemenze
Io sono una mamma alle prime armi. Come faccio ad imparare a diventare elastica? E come lo anniento il costante, multistrato senso di colpa?
Elastica probabilmente lo sei già mentre leggi le mie risposte e contemporaneamente qualcuno nell’altra stanza ha bisogno di te. Ehm, io del senso di colpa non mi sono liberata affatto quindi non posso dare alcun consiglio!
Tuo marito lavora all’estero. Perché rimanere in Italia?
Perché abbiamo un buon equilibrio così. Lui torna tutte le settimane e ha lunghi periodi in cui può lavorare da casa. Io ho un lavoro che amo qui, oltre alla mia famiglia e ai miei amici. Senza contare che vivere a Londra con dei bambini senza essere straricchi non è esattamente facile.
Quello che mi piace di più del tuo stile è la creatività lessicale. Regalaci qualche parola…:
…per trovare il coraggio
“Va bene, è arrivato il momento che tu lo sappia: sei nato con artigli di adamantio, come Wolverine. E quelli come te e Wolverine sono invincibili. Ora che te l’ho detto sarà tutto più facile, ma anche più difficile”.
…per consolare
“Dammi un bacio o sbatto fortissimo la testa contro il muro”.
Si chiama diversivo. Con i maschi spesso funziona.
…per correggere
“Guardati dentro. Sì, dentro la maglietta. Cosa dice l’omino che abita lì sotto? Che 8 per 7 non fa 64, già. Quindi? Hai sbagliato. Non è un problema, basta che se ti guardi dentro trovi qualcuno se ne accorga.”
…per arrabbiarti
Generalmente quando mi arrabbio non trovo parole. Sto zitta e covo muta il mio rancore.
…per fare pace
“Se ci chiedessimo scusa? Guarda che sono i coraggiosi e i forti che chiedono scusa. E’ molto più semplice tenere il broncio che dire scusa. Uno due tre, insieme, dai. sc… Ma tu te lo ricordi Fonzie di Happy Days?”

Cara Claudia, grazie infinite per le tue risposte e tutti i sorrisi che mi hai regalato (e mi regalerai!).
Ho pensato di aggiungere in calce alle interviste role model, una piccola nota. Una frase da ricordarmi. Il mio “take away”. Per oggi annoto: “Non lasciare soffocare nello scrittoio i tuoi sogni nel cassetto.”

Per quella di Alice, pubblicata qualche settimana fa: “Scrivi il progetto della tua vita con l’inchiostro del cuore“.

Dream nursery – Intervista a Valentina VmnP, il mio guru in tema di design per bambini

giugno 10, 2011 § 4 commenti



Valentina in uno scatto di Marie Sjoberg 

E’ arrivato il momento di raccontare come è nato questo blog. Sotto la doccia, (uno dei miei pensatoi preferiti!). Riflettevo su una frase pronunciata da un’amica di amiche. Anche lei in congedo maternità. “Ho iniziato a dare lezioni di spagnolo, mi serviva qualcosa per tenere acceso il cervello” (sì a “dare” lei è bi-, tri- non so quanto lingue…). Comunque. Volevo tenere il cervello acceso anche io. “Potrei aprire un blog!” E mentre l’acqua scorreva, è arrivata l’idea per il primo post. Un’intervista a Valentina, autrice di design per bambini. Ed ho capito che il blog lo avrei aperto sul serio! Poi quando raccontavo l’idea ad amici e parenti, dicevo sempre…”per esempio, potrei intervistare l’autrice di design per bambini..”.
Bhe eccola questa intervista! E’ chiaro quanto ne sono orgogliosa?


Lei ha un blog semplice, funzionale ed allo stesso tempo bello. Come il design. E’ divertente, piena di fantasia e curiosità. Come i bambini. E Filippo la deve ringraziare per il suo albero, il suo seggiolone e la sua macchinetta della Sirch (ma per questa ha decisamente contribuito anche zia Cecilia!).
Adesso smetto di parlare io e lascio parlare lei! Prima di come arredare la stanza di un bambino. E poi un po’ di lei…


Allora Valentina, da dove si comincia? Dal colore delle pareti?..Dal lettino?

Mah, io direi che non c’è una regola. Io consiglio sempre di cominciare dai dettagli,

da una lampada di cui ci siamo innamorate, un bel tappeto che ci ha colpito, o magari da un vecchio tavolino che abbiamo trovato dal rigattiere. Cominciare dai dettagli, dagli accessori quindi, che in una cameretta sono gli elementi che fanno la differenza! E poi una volta decisi 2 o 3 elementi avremo quindi, senza volerlo, una strada tracciata da seguire per lo stile ed i toni che vogliamo dare all’ambiente e sarà più facile scegliere il resto.


Quali sono le 3 regole d’oro da non dimenticare mai per creare una stanza dei sogni?

Uh, che domanda difficile! Io direi innanzi tutto che non bisogna pretendere di avere tutto in fretta. Specialmente nella stanza di un bimbo, che dovrà adattarsi alle sue mutevoli esigenze, io sconsiglio di comprare tutto subito ed in una volta. Quindi la prima regola direi è che non bisogna dimenticare che una camera dei sogni si costruisce con pazienza e con un po’ di tempo.
Altra regola fondamentale la riassumerei con una celebre frase di Mies van der Rohe “Less is More”, quindi il mio secondo consiglio è di scegliere prima pochi elementi essenziali, di lasciare spazio libero nella stanza e non esagerare con decorazioni ed oggttini vari: si fa sempre in tempo ad aggiungere elementi se non siamo soddisfatti dell’atmosfera che abbiamo ottenuto, privarsi di qualcosa di bello che abbiamo acquistato invece è sempre difficilissimo!
La terza regola è poi sicuramente quella di guardarsi molto intorno, magari se si ha in previsione di ristrutturare un ambiente della casa consiglio di comprare riviste specializzate, guardare on-line portali e blog (come il mio per esempio !!! ;) ) e magari chiedere il parere di amici, insomma prima di partire all’azione direi che è buona regola confrontarsi, anche se non avete un arredatrice come amica, il parere degli altri porta sempre nuovi spunti ed idee.

E se i mobili ci sono già? quali idee per personalizzarli/rinnovarli?
Aimee Wilder

Io, per esempio, adoro i mobili vecchi reinventati, ridipinti, magari modificati. Adoro le poltrone vecchie tappezzate a nuovo con tessuti originali e colorati. E poi adoro la carta da parati, magari messa solo su una parete, è sicuramente in grado di rallegrare un vecchio comò della nonna che vogliamo conservare. Ora che anche in italia c’è amazon consiglio in questo caso di fare un piccolo investimanto e di comprare qualche libro on-line, i migliori naturalmente sono stranieri, ma in fondo bastano le immagini per prendere qualche buono spunto.

Messi da parte i soliti orsetti in cerca di miele, quale possono essere dei temi non banali e divertenti su cui basarsi per costruire l’arredamento di una stanza di un neonato?
Hemea
Zethos
Non ci vuole davvero nulla! Basta solo saper navigare in internet per trovare motivi decorativi non banali. Proprio la settimana scorsa sono passata per un lavoro che sto seguendo in un negozio di carte da parati e evitando di proposito i cataloghi per bambini ho scovato tamtissime cose colorate e decorative adattissime ad una cameretta, dalle semplici forme geometriche stile anni 70 a motivi floreali stilizzati, in realtà per decorare un ambiente basta davvero poco, anche solo dei pois colorati!
Quali sono i tuoi negozi online preferiti?

Uh che domanda! Per il mio blog sono iscritta a decine di newsletter di negozi e produttori per essere aggiornata sulle novità, è davvero difficile rispondere…Sicuramente però se cerco qualcosa di particolare faccio sempre prima una ricerca su Etsy e Dawanda

Qualche lettura da suggerire sul tema? 
Prima di qualsiasi libro o rivista d’arredamento consiglio davvero a tutti la lettura di Una casa a misura di bambino” di Grazia Honegger Fresco, un libro decisamente “teorico”, nel senso che non ci troverete fotografie di interni, ma allo stesso tempo dallo spirito pratico, è infatti pieno di schizzi e istruzioni per costruire mobili e giochi per bambini. Utile davvero per tutti i genitori, montessoriani e non! (la Honegger-Fresco è infatti una grandissima allieva della Montessori)

Ed ora qualche domanda per conoscere meglio Valentina:


Bionda o bruna?

Bionda nell’animo ma noiosamente castana chiara nella vita reale. Ho sempre pensato di tingermi biondo-Marilyn ma mi è sempre mancato il coraggio e quindi ripiego spesso e volentieri su colpi di sole biondo ramato.

Colore preferito?

Dipende…per gli abiti il nero, per gli arredi il bianco, per i fiori ed il lipstick rosso fuoco
Una cena con Oscar Niemeyer o un brunch Maria Montessori?


Daniel Craig

 Nulla di tutto ciò, al momento detto proprio tra noi prefereirei un pranzo al cardiopalma con il mio 007 preferito, Daniel Craig, che con la calma piatta di questi giorni tra poppate e rigurgiti un po’ di action mi ci vuole proprio. E poi Mr Craig è quel misto perfetto tra gentiluomo britannico e tamarro spaccone, sublime!


La soddisfazione più grande che ti ha regalato il tuo blog?

Le grandi soddisfazioni non sono state tanto quelle professionali, quanto piuttosto quelle umane. Proprio recentemente per esempio, rendendomi conto che non riuscivo a postare causa fresca maternità, ho chiesto aiuto ad un po’ di mamme e blogger conosciute da quando bloggo e sono davvero tutte corse in aiuto. E’ stato davvero bello constatare la disponibilità nei miei confronti di così tante persone. E poi cose come quella che mi racconti tu, che dopo aver deciso di aprire un blog, avevi deciso di cominciare con una mia intervista, o come quando mamme o papà mi scrivono per avere consigli sulle cose più disparate: è davero una grande soddisfazione sentire la stima e la fiducia dei miei lettori!



La cosa più importante da insegnare ai tuoi figli?

L’equilibrio tra gioco, divertimento ed impegno per ottenere quello in cui si crede.


“VmnP – Vorrei mai non Posso” ma poi hai fatto lo stesso?

Anche io ho aperto il blog per dare sfogo ad una crescente passione, non ci ho pensato troppo sotto la doccia, a me la scintilla venne passeggiando 2 anni fa per il salone satellite che in quell’edizione metteva in mostra molte cose per bambini che poi sono diventati i miei primi posts. Vorrei ma non Posso l’ho pensato per ironizzare sul cliché che il design è sinonimo di lusso e prezzi esagerati, cosa che spero sia riuscita un pochino a smitizzare con le tante segnalazioni di questi anni


Valentina, grazie davvero per il tempo che hai dedicato a quest’intervista. Ti prometto che (almeno per un po’) ti lascerò in pace!

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