Portare
novembre 7, 2012 § 1 commento
La signora del terzo piano ha una bimba di tre mesi ed un cane nero. La vedo spesso la mattina. Passeggia nei dintorni con il cane al guinzaglio e la bimba addormentata in una fascia dentro il cappotto. Pensavo all’incipit per questo post. E mi è venuta in mente lei. Questo post è un’intervista a Tullia, una consulente del portare certificata, che qualche tempo fa ha lasciato un commento molto gentile su un mio post. Avevamo pensato di far uscire questa intervista in occasione della settimana internazionale del baby wearing. Ovvero, praticamente il mese scorso. Ma giorno più, giorno meno cosa importa? Importante invece è il dettaglio di informazioni che Tullia mi ha regalato. Un’accuratezza che ritrovate anche nel suo blog.
Chi sei e che cosa fai?
Sono Tullia, ho una bimba di 15 mesi e un po’ per fortuna, un po’ per convinzione, faccio quello che più amo. Sono una consulente del portare, racconto a mamme e papà la tradizione antica e i benefici, scientificamente studiati, del babywearing. Li accompagno in incontri singoli o di gruppo attraverso un percorso che inizia in gravidanza e continua nei primi mesi di vita del bambino.
Dove giri nel web?
Blog di amiche, mamme, forum, siti informativi… il web della genitorialità è così vasto! Provo a fare una “piccola” lista di quel che mi piace:
Genitoricrescono– il sito molto bello di Serena e Silvia, con un approccio aperto, curioso e plurale, attento a diversi stili di accudimento
Blue Milk – ottimo blog di una mamma australiana “ad alto contatto” e femminista
Lavoro e allatto, il blog di Tiziana Catanzani che affronta i problemi legati alla conciliazione tra allattamento materno e ritorno al lavoro « Leggi il seguito di questo articolo »
Kids Art Tourism – arte cultura e bambini
luglio 6, 2012 § 4 commenti
Capita che l’estate piova. Capita di ritrovarsi al mare, vicino Firenze, con tre nanerottoli da intrattenere, per 24 ore. Capita di portarli al Museo dei Ragazzi di Palazzo Vecchio. Capita di divertirsi un sacco. E decidere di creare KAT – Kids Art Tourism - un portale bilingue pensato per le famiglie di tutto il mondo che vogliono visitare le piu’ belle citta’ d’Arte Italiane con i propri bambini. Capita. Ad Elisa.
Elisa mi piace per diversi motivi. Ha 3 figli. Il mio ideale. Cosicché i piccoli siano in maggioranza rispetto ai grandi. Ha vissuto un po’ qua un po’ là. Italia, Francia, India e chissà quale sarà la prossima meta. E’ laureata in Architettura. In cui io cercherò di laurearmi nella mia prossima vita. Ha chiare ambizioni. Vivere il presente. Tenere la mente aperta. Conquistare il patrocinio del MIBAC (Ministero dei beni e delle attività culturali) o del SED (Centro per i servizi educativi del museo e del territorio). E non mollare mai.
Il suo progetto, KAT, mi ha innamorato a prima vista. Perché sono sicura che crescere i nostri figli (e con i nostri figli) alla cultura e alla bellezza italiana è una delle strade per aiutare il nostro paese a crescere. KAT seleziona le migliori strutture che offrono percorsi specifici per i bambini: itinerari museali a misura di bambino, laboratori legati alle visite guidate, « Leggi il seguito di questo articolo »
Un giardino incantato a Milano
luglio 3, 2012 § 2 commenti
Questo post nasce da uno spam. Una mail rimbalzata di indirizzo in indirizzo. Una mamma che scrive per raccomandare un asilo di Milano. Un luogo, delle persone, un piccolo mondo che ha accolto per due anni la sua bimba “un delizioso asilo nido in via Benedetto Marcello (all’altezza di piazza Lima)…stanzette deliziose, tutte a misura di bimbo…un incantevole giardino ben attrezzato con piante e giochi…Daniela, Laura e Cristina, si occupano dei bambini e lo fanno come delle mamme, dolci e attente, spiritose ed energiche…”
Ho chiamato Daniela e le ho domandato se aveva voglia di condividere il suo punto di vista. Su come organizzare e scegliere un asilo nido. Su come facilitare l’inserimento. Su come instaurare un rapporto con le “maestre”. Ecco le sue risposte.
Cara Daniela, raccontami: chi sei?
Sono una mamma di due bimbi, nata, nel mondo del lavoro, come educatrice e diventata poi titolare di un asilo nido privato.
A quali principi si ispira il vostro asilo nido?
Il principio base del nostro nido è che i bambini abbiano la possibilità di fare i bambini, cosa oggi raramente concessa, non senza però far mancare la possibilità di sperimentare, esplorare e provare attività ed esperienze da soli o con altri bimbi e/o con adulti.
Quali sono i vantaggi del nido rispetto all’ipotesi di lasciare il proprio bambino a casa con una baby sitter?
Senza nulla togliere alla figura di una baby sitter, il nido permette di acquisire un bagaglio di esperienze e di vissuto che sicuramente aiuteranno il bambino ad affrontare quello che poi sarà il suo percorso scolastico, a partire innanzitutto dalla scuola materna, a livello di linguaggio, autonomia, capacità di condividere. Al nido si può dipingere con mani e pennelli, travasare la pasta o la farina, tagliare e incollare, saltare e rotolarsi sui materassi… « Leggi il seguito di questo articolo »
Della serie role model. Due genitori ed una culla. Silvio e Francesca
marzo 23, 2012 § 2 commenti
Osservo spesso con curiosità ed ammirazione come la genitorialità aguzzi ingegno e sesto senso imprenditoriale. Ciucci attaccati a pupazzi che non cadono di notte. E si trasformano in una miniera d’oro. Concept store per bambini. Accessori utili e belli.
Perchè per ogni figlio. Per ogni genitore. C’è un bisogno particolare. Che poi si scopre essere un bisogno di tanti. E si trasforma. Con coraggio. E determinazione. In un lavoro. Ma soprattutto in un progetto. In cui credere. E per cui “provarci”.
Oggi. Per la prima volta. All’interno della rubrica role model non c’è una mamma. Ma una coppia. Francesca e Silvio. Genitori di Luce. Una bellissima bambina. E di Lait baby. Un’azienda che produce prodotti per il sonno e per il riposo dei bambini.
Un’intuizione che nasce con la genitorialità. Com’è andata esattamente? Colpo di genio o un’idea maturata nel tempo?
Silvio: Non penso si possa parlare di un colpo di genio, è un’idea che è maturata in occasione della nascita della nostra primogenita: durante la gestazione abbiamo cercato con mia moglie Francesca un prodotto che permettesse di vedere la bimba e allo stesso tempo avesse un design di nostro gusto. Dopo l’arrivo di Luce ci siamo accorti che, oltre alla visibilità, c’erano altri elementi che avrebbero potuto rendere più facile e gradevole la vita dei bimbi e dei genitori e ho quindi sviluppato e arricchito ulteriormente la mia intuizione confrontandomi con specialisti e potenziali consumatori.
Cosa vi ha aiutato a passare dallo schizzo su un bloc-notes ad un prodotto vero e proprio?
Silvio: Di solito cerco sempre di concretizzare le idee che mi sembrano valide. « Leggi il seguito di questo articolo »
Della serie role model: intervista ad Elena Turini, mamma x 7 figli
gennaio 26, 2012 § 1 commento
Elena l’ho conosciuta durante l’ultimo giveaway. Si è firmata Elenamammax7. Ed io, che stento a trovare il coraggio per mettere a cantiere il secondo, non potevo non contattarla. E metterla tra le mie role model. Dal nostro scambio di email ho guadagnato. Un tuffo nell’ottimismo. Nello spirito di solidarietà. E una vista nuova: di quanto possa essere quotidiano quello che alla mia mente sembra impossibile. La famiglia di Elena è anche protagonista di una trasmissione tv. Romanzo Familiare. La trovate qui. Di seguito, invece, i miei punti interrogativi. E la sua visione del mondo. Compreso un punto di vista tutto nuovo (per me!) su primogeniti e secondi figli…
Il tuo ritmo di vita è stata l’assoluta normalità fino a poche generazioni fà. Oggi, sei una donna controcorrente. Come ti senti nei panni di un’anticonformista?
Una paio di premesse. La prima: la mia, anzi, la nostra scelta (mia e di mio marito) e’ stata consapevole: i figli non li abbiamo “subiti”, ma “voluti”. Alcuni di loro sono “non programmati”. Nel senso che non abbiamo calcolato quando averli. Ma eravamo consapevoli che potevano arrivare il quel preciso momento. Percio’ oltre a “Tutti vostri?” “Sì!” Anche ”Tutti desiderati?” “Sì!”.
Secondo. Io non mi ritengo una mamma da prendere per esempio. La mia non e’ una scelta assoluta giusta universalmente, ma è la MIA scelta, la NOSTRA scelta, personale. Anzi personalissima. Ed un’ultima cosa: io e mio marito siamo dell’idea che in tutte le famiglie (e più che mai in una come la nostra) sia giusto che viva la collaborazione. A me viene in mente l’esempio degli ingranaggi dell’orologio, che concorrono ciascuno, chi in misura minore, chi in misura maggiore al corretto funzionamento del meccanismo. Però…non abbiamo mai voluto responsabilizzare eccessivamente i figli grandi. Ovvero: collaborazione sì, perche’ abbiamo impostato un’educazione volta a capire anche il bene altrui e non solo il proprio, in una societa’ dove l’individualismo sfrenato fa’ da padrone (cosa che non ci piace), ma non abbiamo mai voluto e mai vorremo che loro si sostituiscano a noi! Perche’ sappiamo bene, che il nostro tipo di famiglia e’ splendida se ben impostata quando si e’ bambini, splendida se tutto va bene quando si e’ adulti, ma pesante per gli adolescenti. E così agiamo di conseguenza.
Ed ora ti rispondo: io anticonformista lo sono sempre stata, ma per natura. « Leggi il seguito di questo articolo »
Corso di musica per piccolissimi – music together
gennaio 10, 2012 § Lascia un commento
Tempo fà eravamo alla Casina Raffaello di Villa Borghese. Io, papàdifilippo ci eravamo accomodati. Su quei grandi puff grigi. E guardavamo cosa combinava Filippo, in mezzo a tutti quei bambini. Come interagiva con tutti quei nanetti. Alcuni dolcissimi e generosi. Altri già crudelissimi e prepotenti. Una ragazza con un grande sorriso mi ha offerto un volantino. In bianco e nero. Con un disegno che sembrava quasi uno scarabocchio. Ho dato un’occhiata veloce. E ho rincorso la ragazza. “Ciao, io ho un blog sui bambini piccolissimi. Ti posso chiamare in settimana per un piccola intervista?” Quel disegno era il logo-design di Music Together. Una scuola di musica per bambini 0+. Quella ragazza si chiama Silvia. Ed ecco l’intervista.
Raccontaci..
…chi sei
Mi chiamo Silvia Ruggieri, sono una cantante lirica e insegnante di musica per bambini. Sono tra i fondatori dell’associazione “Vivi la musica”, che organizza corsi di educazione musicale per piccolissimi (0 e 5 anni) con il metodo Music Together. All’età di tre anni frequentavo una scuola di musica per bambini e un giorno mio padre mi portò per la prima volta all’opera. « Leggi il seguito di questo articolo »
Della serie role model: intervista a Miralda Colombo, una mamma che cucina (e scrive!) per bambini
dicembre 13, 2011 § 4 commenti
Baby Planner
ottobre 29, 2011 § 3 commenti
per la mamma e il bambino (Baby Shower, Battesimi, festa di compleanno). Forniamo alle mamme informazioni utili su scuole o attività pre e post parto, sulle procedure burocratiche in ospedale, ecc. Offriamo un servizio di personal shopping per preparare il corredino del bambino e la cameretta o per gli acquisti premaman, permettondo alle nostre clienti di usufruire di sconti in diversi negozi a Roma ed a Milano.
How to … photobook – Nerissa Goco tips
ottobre 23, 2011 § 2 commenti
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Della serie role model: Donatella e The Kidsboutik – consigli per aprire un’attività commerciale su internet
ottobre 20, 2011 § 1 commento
Questa intervista della serie role model ha un’ambizione in più. Come sempre, vuole raccontare la storia di una mamma che ha trovato un nuovo equilibrio. In più, spera di poter fornire una primissima, preliminarissima prospettiva su cosa serve e come muoversi per aprire un’attività commerciale su Internet. Attraverso le parole di chi lo ha fatto. Donatella Cagna. E l’esempio di quello che ha saputo creare. The Kidsboutik.
Donatella, raccontaci: chi sei?
Sono la mamma felice di 2 bimbi stupendi (Noa, il maschietto di 4 anni e Zoé, la bimba di 19 mesi). Belga di origine italiana, vivo in Italia ed a Milano da quasi 14 anni. Come molti ci sono venuta un po’ per caso. Per cambiare, per vivere un’esperienza diversa e non sono mai più partita.
Tutta colpa dell’amore!
Per circa 10 anni ho lavorato nel pazzo mondo delle PR milanesi, per poi approdare nelle pubblicità internazionale dove sono rimasta 4 anni. Il tempo di avere due bimbi!
Poi come accade per molte mamme, conciliare esigenze da mamma ed esigenze professionali è diventato sempre più difficile. Figlia di liberi professionisti, avevo il desiderio di libertà nel dna e volevo mettermi in proprio da molto tempo ma non trovavo l’idea giusta.
Come sei arrivata all’idea di aprire un negozio su internet?
Mi sono accorta che, come molte mamme, avevo sempre meno tempo per fare shopping per i miei piccoletti. Compravo quasi sempre su Internet. Ma all’estero. Perché i prodotti o i marchi che cercavo non erano presenti sul mercato italiano.
Mi sono resa conto che all’estero l’offerta di realtà bellissime come Smallable o Little Fashion gallery, che propongono prodotti e marchi di qualità, è ampia. E che qui in Italia non c’era nulla.
Ho iniziato a studiare un po’ il mercato, le possibilità.
Volevo lavorare da casa senza l’impegno degli orari di un ufficio o di un negozio…
Il mondo del bambino mi piaceva tantissimo ed ho sempre amato cercare e ricercare cose nuove, belle, particolari…
Ho messo tutto insieme ed a ottobre 2010, ho iniziato a lavorare seriamente sul mio progetto (business plan ecc).
L’incontro con il marchio oeuf be good ha dato la svolta decisiva. Lo conoscevo tramite la stampa straniera ed avevo deciso di acquistare un loro letto per mio figlio. In Italia non c’era e l’ho comprato in Francia su Internet. Mi sono innamorata del marchio, del prodotto, dell’azienda e della sua serietà e professionalità. Li ho contattati a novembre ed è iniziata l’avventura. Per me era primordiale averli e poterli fare conoscere al pubblico italiano. Dal momento, che mi hanno dato l’ok, sono partita in quarta ed ho contattato tutti gli altri marchi che m’interessavano come Kidscase, Magic stroller Bag ed altri. Sono andata in fiera a Parigi ed Amsterdam e via.Internet era la scelta giusta per me perché volevo avere una certa libertà di gestione e perché puoi andare a toccare più persone. E’ stata una scelta dettata dal desiderio di poter promuovere marchi o realtà molto belle presso un pubblico esteso.Inoltre, Internet ti da una possibilità infinita di sviluppi, di idee alternative…Io lo vivo come una piattaforma da sviluppare in tutta libertà.
Poi ammetto che sono stata fortunata perché ho fatto degli incontri giusti come il “mio” webmaster o le fotografe con le quali collaboro.
e creatività
Raccontaci…
…qual è stata la cosa più complicata che hai dovuto gestire?
Probabilmente la parte burocratica e soprattutto il business plan. Soprattutto la parte economico-finanziaria!E’ stato molto più lungo di quello che pensavo e purtroppo, in un primo tempo non ho avuto l’aiuto giusto. Così, ho dovuto fare molto da me. Poi, ho incontrato il commercialista giusto che mi ha aiutato a finirlo. Ma avere incontrato queste difficoltà mi ha fatto imparare tantissime cose.
Purtroppo, quando si parla di cifre e che devi andare a convincere una banca di aiutarti, la passione e l’entusiasmo che metti nel difendere un progetto non bastano!
…in generale, quali competenze ti sono servite?
Sicuramente il mio passato nel mondo della comunicazione è stato di grande aiuto.
Ma devi essere brava nella gestione: di te stessa, degli altri, e di tutto quanto riguarda la parte amministrativa.
Bisogna avere idee molto chiare ed essere capaci di trasmetterle con efficienza a chi collabora con te.
E poi, oltre ad essere intraprendenti, bisogna avere coraggio per fare il salto e un pizzico di follia o incoscienza!
…di quanti e quali “partner commerciali” hai avuto bisogno?
Per me sono stati e sono ancora, fondamentali, il “mio” webmaster, che è stato un incontro chiave. Ci siamo capiti subito ed è un partner propositivo. E’ anche un partner completo in quanto cura anche la parte grafica, le comunicazioni su Internet ecc.
Le altre figure essenziali sono le fotografe, il traduttore ed il/la commercialista.
E poi, le banche. Ho avuto la fortuna di incontrare persone che hanno creduto nel progetto. E questo mi è stato di grande aiuto.
…come li hai rintracciati?
Quasi tutti tramite amici. O perché sono amici comuni o perché tramite il loro lavoro mi hanno messo in contatto con le persone giuste. Credo molto nelle sinergie e questo progetto si sviluppa grazie a questo: tante sinergie, tanti incontri. Il detto “da cosa nasce cosa” è 100% giusto in questo caso.
…dove hai preso le informazioni per capire e risolvere le beghe burocratiche?
Su Internet! E presso la mia commercialista che mi risolve tutto! O quasi…E poi, ho avuto molto aiuto dalla mia famiglia in Belgio. Il marito di mia madre, è stata una persona chiave per aiutarmi a risolvere i miei problemi di business plan, alcuni intoppi amministrativi (a volte difficili da capire dall’estero!).
…cosa hai fatto per farti pubblicità?
Campagne web. Facebook. Blog. Comunicati stampa. Cartoline. Tanto passaparola. E la ricerca continua di offrire un servizio e dei prodotti impeccabili. Un cliente soddisfatto è un cliente che torna e che parla bene di te. Non c’è miglior pubblicità. Ma c’è ancora molto da fare. Per mancanza di tempo, non sono ancora riuscita a dedicarmi al blog. Ho la mania della perfezione e se non riesco a fare una cosa nel modo giusto, preferisco aspettare per farlo. Ma arriverà anche lui molto presto.
…quanto tempo serve per arrivare dal sogno alla realtà?
Per fare le cose bene, almeno 6 mesi per creare le basi. Poi è un lavoro continuo. Di ricerca, Di miglioramenti. Di nuove iniziative. Non si finisce mai e l’investimento in termini di tempo è enorme. Ma ne vale la pena perché le soddisfazioni sono veramente tantissime.
Se tornassi indietro cosa faresti diversamente?
Non penserei di poter fare tutto da sola…e mi affiderei da subito a persone più competenti di me per certe cose. E poi, darei più ascolto al mio “sesto senso”…Ma per il resto rifarei tutto uguale. Poter lavorare con passione ed entusiasmo non ha prezzo.
Solo per quello vale la pena.
Anche se The Kidsboutik è ufficialmente nato il 18 maggio, ci sto lavorando da più di un anno. Ed è stato un anno intenso e ricco di incontri meravigliosi. Dalle persone che mi hanno aiutato a far crescere The Kidsboutik come Mario o Isa&Claudia a tutte quelle che creano marchi bellissimi che non solo fanno cose belle (il bello a portata di bimbo…) ma anche “buone”, fatte con il cuore, con criterio e con senso dei valori. Senza dimenticare tutti gli incontri casuali fatti grazie a questo progetto come ad esempio con Eloise, la “mamma” di NINA e con Le Funky Mamas con le quali si stanno sviluppando tanti progetti interessanti.
Le famose sinergie di cui parlavo prima…
Donatella, grazie infinite per tutte le tue risposte.
Ricerca di sinergie. Capacità di sfruttare il proprio network di conoscenze ed amicizie. Idee chiare.
Capacità di delegare. Ed intraprendenza. Tanta intraprendenza. Che significa anche fiducia in se stesse e nella propria capacità di crearsi un futuro. Che significa anche osare “chiedere”.
A dover sintetizzare in pochi ingredienti la ricetta della formula di Donatella sceglierei questi. Ed aggiungerei condimento in abbondanza a base di entusiasmo. Un entusiamo che io leggo in tutte le parole di Donatella. A partire dall’ autodefinizione di “mamma felice”. La capacità di trovare e lasciarsi travolgere da questo entusiasmo credo sia la “competenza” più grande ed importante per poter indirizzare il proprio percorso. Si tratta di una malattia contagiosa. Di cui spero di riuscirmi ad ammalare cronicamente. E contagiare allo stesso modo altre persone in cerca di un equilibrio lavorativo migliore.
Etichette, etsy e pongazio
ottobre 14, 2011 § 1 commento
Rimango spesso molto colpita da quanto Filippo ami le etichette di stoffa. Sono la sua parte preferita di molti giochi. Affascinanti pezzetti di stoffa. Liscissimi e lucidi. Sono proprio una sua passione. Quando ho visto Pongazio su Etsy, mi ha colpito proprio l’abbondanza di etichette. Ho pensato: “Deve averlo disegnato una mamma”.
E infatti. Questa mamma si chiama Donatella. Ci siamo scambiate qualche mail. E qui di seguito è raccontato chi è e cosa si può fare su Etsy…
Parole e matite – intervista a Nicoletta Costa, disegnatrice, narratrice e mamma di Filippo (il pesciolino), Giulio (il coniglio), Margherita (la maestra), (la nuvola) Olga…
settembre 29, 2011 § 1 commento
o quando vedi una stella cadente?
Speciale donnexdonne sui socialnetwork alla ricerca delle buone prassi al femminile – Intervista a Patrizia Eremita
luglio 21, 2011 § 5 commenti
Della serie role model: intervista ad Elastigirl (c’è da aggiungere altro?)
giugno 28, 2011 § 4 commenti
né a me né a loro e ho deciso che, avendolo, il diritto al congedo maternità dovevo usarlo
Cara Claudia, grazie infinite per le tue risposte e tutti i sorrisi che mi hai regalato (e mi regalerai!).
Ho pensato di aggiungere in calce alle interviste role model, una piccola nota. Una frase da ricordarmi. Il mio “take away”. Per oggi annoto: “Non lasciare soffocare nello scrittoio i tuoi sogni nel cassetto.”
Per quella di Alice, pubblicata qualche settimana fa: “Scrivi il progetto della tua vita con l’inchiostro del cuore“.
Dream nursery – Intervista a Valentina VmnP, il mio guru in tema di design per bambini
giugno 10, 2011 § 4 commenti
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| Valentina in uno scatto di Marie Sjoberg |
E’ arrivato il momento di raccontare come è nato questo blog. Sotto la doccia, (uno dei miei pensatoi preferiti!). Riflettevo su una frase pronunciata da un’amica di amiche. Anche lei in congedo maternità. “Ho iniziato a dare lezioni di spagnolo, mi serviva qualcosa per tenere acceso il cervello” (sì a “dare” lei è bi-, tri- non so quanto lingue…). Comunque. Volevo tenere il cervello acceso anche io. “Potrei aprire un blog!” E mentre l’acqua scorreva, è arrivata l’idea per il primo post. Un’intervista a Valentina, autrice di design per bambini. Ed ho capito che il blog lo avrei aperto sul serio! Poi quando raccontavo l’idea ad amici e parenti, dicevo sempre…”per esempio, potrei intervistare l’autrice di design per bambini..”.
Bhe eccola questa intervista! E’ chiaro quanto ne sono orgogliosa?
Lei ha un blog semplice, funzionale ed allo stesso tempo bello. Come il design. E’ divertente, piena di fantasia e curiosità. Come i bambini. E Filippo la deve ringraziare per il suo albero, il suo seggiolone e la sua macchinetta della Sirch (ma per questa ha decisamente contribuito anche zia Cecilia!).
Adesso smetto di parlare io e lascio parlare lei! Prima di come arredare la stanza di un bambino. E poi un po’ di lei…
Allora Valentina, da dove si comincia? Dal colore delle pareti?..Dal lettino?
da una lampada di cui ci siamo innamorate, un bel tappeto che ci ha colpito, o magari da un vecchio tavolino che abbiamo trovato dal rigattiere. Cominciare dai dettagli, dagli accessori quindi, che in una cameretta sono gli elementi che fanno la differenza! E poi una volta decisi 2 o 3 elementi avremo quindi, senza volerlo, una strada tracciata da seguire per lo stile ed i toni che vogliamo dare all’ambiente e sarà più facile scegliere il resto.
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| Aimee Wilder |
Io, per esempio, adoro i mobili vecchi reinventati, ridipinti, magari modificati. Adoro le poltrone vecchie tappezzate a nuovo con tessuti originali e colorati. E poi adoro la carta da parati, magari messa solo su una parete, è sicuramente in grado di rallegrare un vecchio comò della nonna che vogliamo conservare. Ora che anche in italia c’è amazon consiglio in questo caso di fare un piccolo investimanto e di comprare qualche libro on-line, i migliori naturalmente sono stranieri, ma in fondo bastano le immagini per prendere qualche buono spunto.
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| Hemea |
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| Zethos |

Bionda o bruna?
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| Daniel Craig |
Nulla di tutto ciò, al momento detto proprio tra noi prefereirei un pranzo al cardiopalma con il mio 007 preferito, Daniel Craig, che con la calma piatta di questi giorni tra poppate e rigurgiti un po’ di action mi ci vuole proprio. E poi Mr Craig è quel misto perfetto tra gentiluomo britannico e tamarro spaccone, sublime!
La cosa più importante da insegnare ai tuoi figli?
“VmnP – Vorrei mai non Posso” ma poi hai fatto lo stesso?

























