Internet addiction disorder

gennaio 22, 2013 § Lascia un commento

Sto diventando una navigatrice di internet compulsiva. Nello specifico credo di soffrire di sovraccarico cognitivo. Il fiato corto e la pancia pesante mi portano a navigare senza posa. Cerco per ore blog polacchi, svedesi, australiani. La scorsa settimana ho passato 3 giorni su un sito di hobbistica. Ho visionato tutto l’assortimento. In effetti, mi sembra proprio un negozio favoloso. Fustellatrici. Paillettes. Nastri. Forme di legno. C’è anche il mais per bambini. Ad ottimi prezzi. Ieri sera mi sono persa sulla board DIY di Pasty Henspetter. Ha un archivio di 7238 pins. Mi sono chiesta se non abbia qualche problemino anche lei! Poi sono finita su questo sito di stoffe. Ed ho sognato cuscini, coperte, kimoni per ore. Devo darci un taglio. Mi ha molto colpito un post scritto da Erin Loechner di DesignforManKind e DesignforMinikind. Parla di “slow blogging” e lamenta il moltiplicarsi delle “segnalazioni” del ricircolo delle informazioni ed il ridursi delle “creazioni”: “Less blogging, more learning. Less links, more inspiration. Less projects, more processes” (cit.)”. Vorrei cercare di ispirarmi a questo mantra. Cogliere l’occasione di questo “tempo libero” per approfondire piuttosto che svolazzare.

ENG. This is a confession of an internet addict. I browse the web for hours and hours. I navigate Poland blogs. Last week I spent 3 day looking to the whole assortment of a hobby online shop. It’s a great shop, indeed. Die cutters. Paillettes. Wood-art. Great prices. You can even find “Happy mais” for your kids. Yesterday night I reviewed the DIY board of Pasty Henspetter. She has accumulated 7238 pins (large majority, super cool!). So maybe she has some internet addiction, too. Then, I found a French fabric shop. And I have started to imagine pillows, bed cover, and little dress for hours and hours. I need to revert this trend! Recently, I have read an inspiring post by Erin Loechner (designformankind and designforminikind). It was about “slow blogging“: “Less blogging, more learning. Less links, more inspiration. Less projects, more processes”. My resolution is to apply this in my daily life during this maternity leave. Take advantage of the free-time I have to deepen new skills, new knowledge instead of “navigate” the surface.  

Progetto Ninfea

dicembre 3, 2012 § 1 commento

ninfeaQualche giorno fà sono stata all’Ospedale S.Anna per un controllo ecografico. Nei corridoi ho notato un poster: “Aspetti un bambino? Partecipa al progetto Ninfea.” Così ho letto tutto il contenuto. Che mi piace sempre leggere i poster. Anche quando sono sull’autubus e mentre leggo mi viene mal di testa.

Mi sono incuriosita ed il giorno dopo ho telefonato (011.6336970) . Parlato con la dott.ssa Olga Sassu. E deciso di partecipare all’iniziativa (si può aderire dal terzo mese di gravidanza in poi). Il progetto Ninfea è una ricerca: “un progetto scientifico che ha lo scopo di migliorare la conoscenza dei fattori responsabili di malattie e complicanze della gravidanza e di studiare i problemi legati alla nascita e al periodo infantile“. 

Ci si collega al sito, ci si registra e si risponde ad un questionario. Quesiti vari sullo stato della gravidanza, farmaci assunti, complicazioni etc. Domande facili. Io ho impiegato 20 minuti, tra una distrazione e l’altra. A distanza di 6 mesi dal parto, e poi nuovamente quando il bambino avrà 18 mesi, si viene nuovamente contattate per completare altri due questionari. Sempre attraverso la rete, senza spostarsi da casa. Troppo semplice per non contribuire.

Info: https://www.progettoninfea.it

(nella foto: ninfea alvaline - portalume in carta di pergamena e policarbonato di Marcello Chiarenza)

Push present

novembre 15, 2012 § 1 commento

In inglese si chiama così. Lo trovate anche su wikipedia. Ed anche su People Magazine. Papàdifilippo è un supporter dei push present, tanto che preme già per avere una wish list. Quando è nato Filippo ha comprato un push present per me ed uno pure per lui. Che la parità genitoriale è nella buona e nella cattiva sorte. E ammetto di essermi comprata un push present anche da sola. Che anche la mia mamma l’aveva fatto a suo tempo. E mi era sembrata un’ottima idea. Non che sia un premio. Piuttosto un ricordo. Immagino di tenerlo stretto, quando i cuccioli saranno diventati grandi. Io sto pensando a  questa. Al trench della foto. Li vorrei vintage e un po’ stropicciati. Che non necessariamente il push present deve essere un gioiello. A Tori Spelling per esempio (lo vedevate Beverly Hills?) hanno regalato una borsa di Balenciaga. Dicono che Tim Burton abbia scelto per la moglie un paio di stivali da biker. Chissà se è vero. E chissà che stivali!

1940 fashion tips

giugno 13, 2012 § 2 commenti

Io adoro i libri di buone maniere e stile del secolo scorso. In un mercatino anni fa ho trovato il libro di Anita Colby ”La conquista della bellezza” pubblicato in Italia nel 1953. Una scoperta che fa subito Elegance. Anita è una di quelle donne di cui vorrei tanto avere il numero di telefono. Per capirmi meglio. Una personalità forte e determinata. Capace di capire con uno sguardo cosa è giusto e cosa è sbagliato di te. Perchè il fascino è una questione di equilibrio. Tra ciò che si deve far vedere e ciò che è meglio mascherare. A pagina 303 da alcuni consigli per la dolce attesa. Tra cui “ungetevi ogni sera…burro di cacao, olio o lanolina”. “Fate esercizi per il petto e controllate il vostro portamento”. “ponete sempre una nota di colore (un fazzoletto, una rosa…) accanto al viso”. E dopo la nascita del bambino “fate un riposino pomeridiano ogni giorno”. Consigli piuttosto attuali, direi. Come quelli fashion di questa immagine trovata su pinterest.  Anche qui si raccomanda di distogliere l’attenzione dalla pancia ponendo l’accendo su collo e viso.

Postumi da festa della mamma

maggio 14, 2012 § 3 commenti

Ieri in aereo con Filippo e papàdifilippo. Mentre i due giocavano con le loro app. Io mi perdevo fuori nel finestrino. E pensavo alla festa della mamma. Che secondo me è più una festa della nonna. Ovvero, della mamma della mamma. Che quando si diventa genitori. Si capisce davvero meglio cosa significa stare dall’altra parte. Avere tutto quel bagaglio addosso. Il “materiale umano” che carica di significati la vita. E fa pensare al domani prima che al presente. Alla sinistra ed alla destra, prima che al centro. E vivere una famiglia.

I bambini ringraziano. Scrivo cuori. I papà comprano fiori. Suggeriscono baci. Ma la celebrazione più sincera (secondo me) è quella della figlia-mamma verso la mamma-nonna. Quando sei incinta, vomiti tutto il giorno e pensi che anche tua mamma lo ha fatto per te. Quando sei stanca e leggi un’altra favola e ricordi il libro in più, che tua mamma leggeva a te. Quando dici i no, che sarebbe molto più facile dire di si. E capisci il peso di tutti quei no, che diceva a te.

E la sensazione di stare sempre in bilico. La responsabilità. L’essere un modello. Ed insegnare sia il bene sia il male.

Sapere che adesso c’è qualcuno che lo capisce.

Sorridere che domani, ci sarà qualcuno che lo capirà.

Cinemamme al LUX

maggio 4, 2012 § 2 commenti

Io lo ricordo prima come discoteca. Ai tempi in cui la mia vita era fatta di baci, motorino e scritte sul diario. Poi si è rifatto una vita come cinema. Una multisala. Dove ho visto Titanic, facendo la fila al botteghino davanti ad Alessia Marcuzzi ai tempi di Colpo di fulmine. E da domani, il sabato mattina ospiterà cinemamme. L’iniziativa cinema dedicata alle mamme (e ai papà) che allattano – con o senza tetta!. Le mura del Lux (via Massaciuccoli – quartiere Trieste - a Roma) potrebbero ben testimoniare che sono cresciuta.

Le proiezioni del Lux saranno precedute da alcuni incontri per neo-genitori con le doule di Pandora e le volontarie di Citta delle mamme. E’ proprio una doula che mi ha segnalato questa iniziativa. Serena.

Ci siamo scambiate qualche mail. Tutte ad ore improbabili. Mi ha spiegato meglio cosa fa una doula. “Non siamo ostetriche e non siamo psicologhe, offriamo un supporto, un aiuto a superare quel senso di inadeguatezza che moltissime donne conoscono in seguito alla maternità . Per “individuare le capacità materne di ogni donna“. Qui di seguito il nostro scambio di domande e risposte. « Leggi il seguito di questo articolo »

Guest post – Stylish classes edizione maternity

marzo 26, 2012 § 1 commento

Questo è un guest post a cui tengo molto. Perchè. come vi ho raccontato, la mia avventura con i blog è iniziata così. Con la competition di La Margherita e il Lappio. Che è stata il mio antidoto preferito contro la solitudine da maternità. E le Stylish classes. Che insegnano la fantasia, il buongusto. Ed a volersi bene attraverso vestiti ed accessori.
Questo è un guest post di Paola.
 
“La pancia dell’ attesa è confortante. I chili che regala e il nuovo profilo rotondeggiante non vengono vissuti come un’ angoscia, ma esibiti con serenità e fierezza. Attenzione, però. Pur essendoci spazio per tutto il colore che serve ad esprimere la gioia di un nuovo arrivo, bisogna prestare attenzione a qualche piccolo particolare che potrebbe far superare il limite del buon gusto.
E io sono qui – onorata e felice ospite di questo blog – per darvi qualche dritta su come portare la vostra pancia con elegante semplicità.

Per cominciare, due piccoli consigli:
1) Non abbiate paura dei colori, ma usateli senza esagerare e tenendo bene in mente che le vostre forme sono inevitabilmente cambiate;
2) La pancia è una cosa seria e, soprattutto, farà di voi una persona “da notare”. La vostra figura diventerà automaticamente “importante” – lasciate che parli per voi, vestendola con semplicità. Evitate quindi volants, pizzi e strane applicazioni
 
Ed ecco i look Primavera/Estate che ho pensato per le mamme in attesa: 
 
I jeans
Per il giorno: la semplicità di una t-shirt bianca (o anche a righe, perché no) e l’ originalità di qualche accessorio colorato.
Per mantenere il tocco estivo di un paio di scarpe sgargianti, abbinate una borsa color cognac o cuoio.
Per la sera: il nero. Indossate un top basico e riparatevi dal fresco della notte con una giacca corta leggera.
 
Tip: cercate un bolero in tulle: rende il jeans più raffinato.
 
 
Il nero
Quando ero incinta lo trovavo molto confortante. « Leggi il seguito di questo articolo »

Il cervello delle mamme – come la maternità ti rende più brillante di Katherine Ellison

giugno 4, 2011 § Lascia un commento

Katherine Ellison, autrice del libro “Il cervello delle mamme”, ha vinto un Premio Pulitzer come reporter d’inchiesta. Nel prima pagina, del primo capitolo di questo libro racconta che la paura di “cedere il mio cervello, in cambio del bambino” le aveva impedito di avere figli, fino al momento in cui aveva quasi perso la possibilità di procrearli. Certo erano gli anni novanta (tempi difficili, basta pensare alla moda del tempo!). Certo erano gli USA (paese difficile, in generale).
Ma ho sentito un ampio divario tra me e lei. Ho pensato di trovarmi davanti ad una di quelle donne, che, ogni tanto, mi capita di ascoltare in conferenze
sul tema “Donne e leadership”. Donne che mi sembrano sempre in ansia da corsa anche quando sono già ben arrivate. Donne che dicono di voler sostenere la professionalità delle altre donne, e poi si lamentano perchè la legge permette alle loro sottoposte cinque mesi di maternità. Donne che appozzano le donne, più e peggio degli uomini.
Insomma, ho pensato: “Ma perchè l’ho comprato? 17 euro buttati…”
Proseguendo la lettura le mie impressioni non sono evolute diversamente. Troppa ansia nel difendere le mamme, quasi come se sotto sotto si pensasse che siano colpevoli sul serio. Troppi esperimenti sul cervello delle mamme ratto per dimostrare se sia davvero vera l’equazione gravidanza=rimbambimento. Che poi, a me, l’idea di rimbambirmi, tornare, cioè, bambina. Con quello stupore. Con quel entusiasmo. Con quella magica fantasia. Sembra un aspetto molto positivo della maternità.
Comunque. Se avete notato che durante la gravidanza le vostre capacità mentali (concentrazione, memoria, attenzione, ecc) sono un po’ diminuite. Ed avete il timore che questo possa durare per sempre.
O se volete convincere il vostro capo sul perchè, rientrate dalla maternità, vi meritate una promozione.
Leggete questo testo.
Scoprirete che la maternità rende più intelligenti (e su questo devo dire che sono totalmente, assolutamente e pienamente d’accordo con Katherine!)
Più percettive. Nel senso dei sensi. Con maggiore udito. Olfatto più sensibile. Una vista più ampia.
Più efficienti.
Con maggiore capacità di recupero e di apprendimento. Un cervello espanso per poter apprendere il compito più importante del mondo, accudire una nuova vita, in un tempo brevissimo.
Più motivate e responsabili.
Più coraggiose.
Più empatiche e con maggior autocontrollo.
Più capaci nel tessere nuove e positive relazioni sociali e più diplomatiche nelle situazioni di scontro.

Tutto scientificamente documentato.

Maternity book

maggio 26, 2011 § 3 commenti

Una grande (e bella) foto. Una lettera per raccontare cosa succedeva quando c’era ma ancora non era. Settimana per settimana (ma non tutte le settimane!). Ecco il maternity book pensato, creato ed interpretato da Johanna, fotografa, graphic designer, fine artist, blogger e mamma di Mia.
Trovo che questo libro sia un ricordo bellissimo. Per altro i fotolibri sono facilissimi e molto divertenti da realizzare, si possono creare ed ordinare direttamente da internet e si trovano un po’ a tutti i prezzi. Johanna mi ha gentilmente fornito tutte le foto del sul maternity book. Le trovate qui di seguito. Qui invece il link al suo blog.
Se la vostra maternità è agli sgoccioli, si può sempre ripiegare sul book mese per mese del primo anno di vita. In questo post, alcune foto di quello che Johanna sta realizzando per la sua Mia. Credo proprio che me lo regalerò per il primo compleanno di Filippo (perchè merito un regalo anche io, no?)

Il maternity book di Johanna

Istantanee – intervista a Elena Kloppenburg fotografa professionista (e blogger)

aprile 8, 2011 § 3 commenti

A giugno dello scorso anno, quando la mia pancia era diventata davvero ingombrante, avevo pensato di regalarmi un bel servizio fotografico. Mi ero immaginata a 60 anni, come la protagonista di “La neve del cuore”. Sarah Jessica Parker, fidanzata sbagliata di Filippo avrebbe regalato a me e tutta la famiglia una foto di me incinta. Uno scatto in bianco e nero. Tutti ci saremmo commossi e nostro malgrado avremmo accolto Sarah in famiglia.
Mi avevano suggerito due fotografi, entrambi maschi, entrambi conoscenze del passato. La timidezza ha prevalso sulla saggezza ed ho desistito. Peccato. Niente foto. Niente Sarah Jessica Parker.
Qualche tempo fa, navigando in cerca di un fotografo professionista per immortalare il mio capolavoro nei suoi tenerissimi sei mesi (bhe, questa volta non la perdo l’occasione! Mai sbagliare due volte…) ho scoperto che la “pregnancy picture” è sbarcata anche a Roma e ci sono diversi professionisti/e che offrono servizi del genere.
Elena Kloppenburg mi ha colpito per la luce dei suoi scatti. I suoi bambini sembrano tutti piccoli angeli. Le ho chiesto di rispondere ad alcune domande su come fotografare pance e bimbi piccoli e su come funziona un servizio “maternità”.
Elena, con entusiasmo, mi ha svelato un po’ dei suoi segreti. Qui di seguito la sua intervista e alcune delle sue bellissime foto. Un grande ringraziamento ad Elena per il tempo che ha dedicato a questo post.
Iniziamo dal momento, qual è il mese di gravidanza migliore per fotografare una “pancia”?
Dipende. Per fare un servizio fotografico l’ultimo trimestre è quello migliore perché la pancia è bella rotonda. Se vi sentite bene si può fare il servizio fino al nono mese!

Ho avuto due clienti che hanno partorito pochi giorni dopo il nostro servizio. Se invece pensate voi di documentare da sole la vostra gravidanza, vi consiglio di iniziare subito! Scegliete una parete semplice e spoglia di casa vostra dove c’è una bella luce indiretta e fatte uno scatto di profilo una volta al mese o addirittura una volta alla settimana! Se vi ricordate esattamente il punto in cui vi mettete sempre e dove metterete la macchina fotografica, sarà poi divertente fare un piccolo video stop motion come questo con le vostre foto.
E l’abbigliamento? Come ci vestiamo?
Vanno bene tutte le cose aderenti che fanno vedere bene la vostra bella pancia! Se si vogliono fare delle foto a pancia scoperta, è meglio non mettere vestiti che lasciano segni per circa due ore prima di fare le foto.


Poi per il servizio consiglio un vestito corto aderente o la combinazione maglietta e jeans. Ma la cosa più importante è che vi sentite a vostro agio e che scegliete vestiti che rappresentano il vostro stile. Da evitare le righe piccole, perché con il digitale fanno uno strano effetto, e quando si scatta nel sole diretto anche il bianco, perché riflette troppo.
Qualche consiglio per le foto fai da te. Dopo aver armato di macchinetta digitale mariti/compagni/parenti/amici; come ci mettiamo? cosa facciamo? dove andiamo?
Guardatevi le foto che vi piacciono (per esempio su flickr, nelle riviste) e cercate di copiare il concetto: quelle più facili sono quelle fatte di profilo, per far vedere quanto è grande la pancia e magari la foto con le scarpine o calzette davanti alla pancia. Fate degli scatti a diverse ore della giornata per vedere quando c’è la luce più bella a casa vostra e portate con voi sempre la macchina fotografica, così se vedete una bella opportunità per immortalare la vostra pancia siete preparati. Da evitare le foto di sera con il flash, magari anche con dietro la stanza in disordine
E invece qualche consiglio “tecnico” per chi “scatta”?
Evitare la luce diretta che è troppo dura, trovare uno sfondo “pulito” senza distrazioni come un muro di casa vostra e fare ridere la mamma modella per un’espressione naturale. Come modalità per le macchinette va benissimo il modo automatico. Se siete all’interno e non c’è tantissima luce, impostate un ISO più alto e spegnete il flash (si può fare cliccando sul simbolo del flash e scegliendo disattivazione forzata), ma attenzione a non muovere troppo la mano quando scattate, se no non vengono nitide le foto. Saranno ricordi molto belli, ma leggere bene la luce è una cosa che va imparata con molto, molto esercizio. Quindi se volete ricordi più speciali, magari anche da ingrandire, vi consiglio di affidarvi anche ad un(a) professionista :-)
Ci puoi descrivere la tua foto in maternità preferita? 
Risposta: Quella che fa vedere l’emozione vera. Magari il papà che appoggia il suo orecchio sulla pancia e sorride felice, oppure quando trovo un accessorio perfetto a casa della mia cliente e riesco ad utilizzarlo in una foto (per esempio il globo – della foto qui sotto). Comunque è difficile scegliere perché dipende sempre dal contesto e dalla mia modella…
Se invece vogliamo affidarci alla macchina di un professionista, cosa possiamo aspettarci? Come si svolge il servizio? 
Quando organizzo i servizi di maternità, cerco di sapere qualcosa sulla mamma prima che iniziamo di scattare. Ci scambiamo delle email e parliamo qualche minuto prima di iniziare, così capisco cosa ha in mente e che tipo di scatto vorrebbe. Solitamente scattiamo a casa sua, perché è il posto più intimo e le foto acquistano secondo me ancora più valore perché sono stati riprese nella propria casa e quindi rappresentano ancor di più un pezzo della propria memoria. Non mi serve molto spazio, ma soltanto uno o due angoli con magari una parete vuota e una finestra. Quando inizio ho in mente delle pose dai quali partire e porto degli accessori carini, ma mi lascio sempre anche ispirare dal luogo dove scattiamo e dalla persona che ho davanti. Cerco di rassicurare molto la futura mamma (io odio essere fotografata, quindi capisco bene chi si sente a disagio!). Poi trovo davvero belle tutte le donne incinte. Ci sono dei trucchi per mettere in risalto i lati migliori di ogni persona e io vorrei fare vedere alle donne che fotografo quanto sono belle. Quindi a loro non faccio mai vedere foto brutte. Tutti i provini che metto poi online sono state elaborate e ritoccati ma senza farli sembrare finti. Se c’è anche il compagno o marito, mi piace molto fare delle foto anche con lui e se ci sono già altri figli, si possono realizzare dei ritratti tenerissimi o anche spiritosi. Insomma, cerco di creare un’esperienza piacevole e la cosa che sento di più alla fine dei servizi è: “mi sono divertita moltissimo!”
Le foto-maternità sono davvero particolari. Perché siamo più vulnerabili, più “esposte”, e se le foto non verranno bene, non avremo una seconda opportunità…(non con la stessa pancia, almeno!) quali sono le domande che faresti tu ad un fotografo/a per scegliere se farti fotografare da lui/lei se fossi incinta? 
Risposta: secondo me è molto importante che il fotografo o la fotografa (secondo me le donne sono più brave in questo genere di fotografia ;-) sappia trasmettere sicurezza e possa dare delle istruzioni precisi in modo semplice e simpatico. Non è sempre facile trovarsi davanti all’obiettivo e ancora meno in gravidanza con molti chili di più! Quindi è importante che il fotografo abbia l’esperienza di lavorare con persone “normali” e non faccia solo ritratti “glamour” con modelle professioniste, perché deve saper dirigere attivamente la modella e non aspettare che faccia da sola. Più di fare domande precise, credo che si debba capire se c’è un buon feeling con il fotografo, se è disponibile e se vi piace il suo stile fotografico. E’ anche utile capire se ha bambini e quindi se ha vissuto la gravidanza in prima persona (secondo me è difficile capire pienamente sia la meraviglia sia le mille insicurezze di quel periodo se non ci sei passata/o!). Poi con una donna molte future mamme si sentono forse più a loro agio, specialmente se si vogliono anche realizzare dei nudi artistici.
In Italia, tutti chiamano un fotografo per il matrimonio. In pochi, invece, per l’arrivo di un bambino. Secondo te come mai?
Il fatto è che pochi sanno che esiste questo tipo di servizio. I miei clienti sono sempre felicissimi di avermi trovato e apprezzano particolarmente che vengo a casa loro per fare i ritratti e quindi rendo più facile per loro realizzare il servizio. Perché è ovvio che quando nasce un bambino, la nostra vita diventa per un po’ di tempo più caotico e difficile da organizzare e il servizio fotografico non sempre è facile da coordinare se si deve andare in uno studio con un bambino piccolo (e borsa cambio, e biberon, e fasciatoio mobile, e carrozzina etc ;-) . Con internet e la diffusione del lavoro di alcune fotografe come Anne Geddes, c’è però sempre più interesse per ritratti artistici dei bambini anche piccolissimi. Ultimamente ho avuto tantissime richieste non solo da mamme interessate a far realizzare un servizio, ma anche da persone (colleghi, amici e parenti dei neo-genitori) che volevano regalare un servizio fotografico per la nascita di un bambino, perché è un regalo molto apprezzato e davvero originale. Io credo che in pochi anni il servizio fotografico dei neonati e dei bambini sarà un fenomeno molto più diffuso. Anche se non arriveremo subito al livello americano (dove si realizzano spesso diversi servizio ogni anno!) sono sicura che diventerà un passaggio quasi “obbligatorio” per molti genitori.
Tu sei tedesca. Nel tuo paese è più diffusa questa abitudine? E negli altri in cui hai vissuto?
La Germania è un po’ come l’Italia e solo da poco esiste la figura del fotografo di bambini che non sia quello tradizionale in studio. Il trend della fotografia dei bambini, così come la interpreto io, arriva invece dal mondo anglosassone e in particolare dagli Stati Uniti.
E’ una consuetudine abbastanza consolidata mandare a colleghi ed amici qualche foto di mamma e bimbo i primissimi giorni. Spesso a dir la verità sono foto un po’ bruttine…dove spicca il verdino delle pareti e le occhiaie della mamma più che la bellezza del neonato e la gioia del momento. Puoi regalarci qualche consiglio per le foto in clinica/ospedale?
Spostate la mamma (o il papà) con il bimbo in braccio vicino alla finestra e fate una foto lì. Non sempre è bello scattare il piccolo sdraiato nella sua cullina, perché spesso la faccia sembra distorta o schiacciata. Meglio un ritratto da vicino in braccio a mamma e papà o un scatto di un dettaglio come la sua piccola manina, impostando sulla vostra macchina fotografica la  modalità macro o meglio ancora, chiamare una fotografa che vi realizzerà gli scatti bellissimi e vi farà anche un elegante biglietto di annuncio nascita ;-)
Ultima domanda. Nelle tue foto, i piccolissimi sono spesso nudi oppure avvolti in morbide coperte. Come mai?
Io cerco di arrivare sempre il più possibile alla semplicità e all’essenziale nelle mie fotografie, riducendo al più possibile gli elementi che potrebbero distrarre. Faccio naturalmente anche foto in cui i bambini indossano i vestiti, ma le più belle e quelle che non invecchieranno mai anche come stile fotografico, sono quelle in cui si vede il bimbo o la bimba così come sono nati. Sono anche quelle più difficili da realizzare e ci vuole molta, molta pazienza! Non per caso i miei servizi di neonati durano ca 3 ore! Ma credo che trasmettano tutta la dolcezza e tenerezza di quella età che passa così velocemente.
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Elena ha anche un blog dove troverete altre bellissime fotografie a cui ispirarvi. Io l’ho spulciato (e continuerò a farlo!) in cerca di consigli per fotografare Filippo. Vi suggerisco, tra gli altri, questo post sui “dettagli” dei neonati e quest’altro in cui troverete delle tabelline per gli orari dell’allattamento preparati da Elena.
Elena, ancora grazie mille per le tue risposte e complimenti per il tuo lavoro ricco di poesia!

Baby shower

marzo 16, 2011 § 1 commento

Nei film americani, se la trama prevede un pancione in direzione di arrivo, è immancabile il baby shower. In Sex&theCity ne ricordo 3 (Miranda, Charlotte ed una vecchia amica di Carrie, nella stagione 1). Chissà quando invaderà anche la nostra cultura, come è stato per Hallowen. A me piacerebbe. Anzi forse se mi viene un’altra pancia ne organizzo uno. Ci saranno i bigliettini d’invito, come quelli di sweet bella su etsy, ma solo come

inviti digitali, più economici ed ecologici. La torta di pannolini me la farei confezionare da Francesca, che è della vergine ed ha la pazienza e la precisione necessaria. L’ispirazione potrebbe prenderla da qui. Io invece preparerei dei drinks come questi..adoro bere con la cannuccia. Comunque in America il baby shower è un business enorme. Navigando ho trovato siti per organizzarlo (come babyshower101), app per Iphone (come art bellies pocket) e qualche blog!
http://blog.angelicbabyshowergifts.com/
http://www.pepperdesignblog.com/?tag=baby-shower
http://plan-a-baby-shower.blogspot.com/

Che voglia! Visto che sarà per il secondogenito/a a cui riciclerò tutto il corredo di Filippo, i regali potranno (finalmente!) essere tutti per me?

Lingerie da latte

febbraio 23, 2011 § Lascia un commento

Quando preparavo la valigia per l’ospedale avevo due fissazioni: la camicia da notte con cui avrei partorito e il mio primo reggiseno per l’allattamento. Perchè, soprattutto in alcune situazioni, il vestito è importante. Mi sono comprata un reggiseno da allattamento maculato. Era il mio orgoglio. Il mio cassetto della biancheria non aveva MAI visto nulla del genere “animal print” e l’idea di averne uno per allattare mi sembrava proprio divertente. Purtroppo, però non sosteneva abbastanza il peso del mio nuovo ruolo di lattaia ambulante. Perciò,
ne ho dovuto comprare subito un altro. E il 17 agosto, sulle spiagge della costiera laziale, non ho trovato nulla di meglio di un bianchissimo e tristissimo reggiseno da allattamento bianco latte. Comodo, sì. Ma orribile. Navigando su forumalfemminile.com ho capito che si trattava di un problema comune. Così mi sono messa a cercare. Una delle prime scoperte interessanti è The Milk Bar. Per me è stata una delle prime tappe per uscire dal buoio tunnel della neo-mammitudine. Un negozio. Ma anche un punto informazioni. Un ritrovo. Lì ho trovato la mia bellissima lingerie da “mammacheallatta ma non solo”. Color sangria. Comodissimo. Ed ammiccante. Si chiama Sublime e lo produce Bravado!Design e volendo si trova anche su amazon uk.
Altre marche (che però non ho personalmente provato!): HotMilk, Womama, Emily B. Inoltre un outlet online di reggiseni per allattamento http://www.nursingbracompany.co.uk/
Nella foto: http://www.journelle.com/amoralia-nougatine-nursing-bra.html

PS. la mia ostetrica mi aveva consigliato di acquistare un solo reggiseno da allattamento prima del parto, perchè “indovinare il futuro è difficile, azzeccare la taglia che avremo con l’allattamento è impossibile!”.

Vestiti da sposa premaman

febbraio 14, 2011 § 2 commenti

Una manciata di romanticismo per il giorno di San Valentino. Camminare verso l’altare in tre. Pensando ad un’amica che si sposerà a Maggio con un meraviglioso pancione di 6 mesi, ho navigato un po’ alla ricerca di vestiti da sposa premaman. Ho scoperto che secondo una ricerca di MaternityBride.com, 1 sposa su 6 è incinta. E che in rete è pieno di negozi. Expectant Bride è quello che mi è piaciuto di più. Si tratta di una sartoria di Londra, che vende in tutto il mondo ed è disponibile anche a spedire i vestiti per una prova. Ho anche scoperto google/weddings: la selezione di tools google per organizzare il matrimonio. Notevole!

Lezioni di latte

febbraio 10, 2011 § 5 commenti

Ieri sera ho ritrovato gli appunti del corso pre-parto (ebbene si, io sono una secchiona e al corso preparto prendevo appunti…avrei fatto anche molte domande, ma mio marito me lo aveva proibito…). Inizialmente avevo deciso di non andarci. L’idea del parto mi metteva già da morire in imbarazzo e prevaleva il desiderio di saperne il meno possibile. Ma la mia ostetrica offriva un all inclusive per cui… Devo dire che è stato piuttosto divertente. Mi piaceva soprattutto guardare le pancie delle altre. Più grandi, più piccole, più a siluro… Nel quaderno degli appunti ci sono molte note.
I consigli più interessanti riguardavano l’allattamento al seno. Come per esempio:
aggiungere in valigia una bottiglietta da 500ml per fare impacchi caldi sul seno prima di allattare. Non comprare tiralatti&co prima della montata lattea, per poter fare l’acquisto più consono, a seconda della quantità di latte che si ha/di come va l’allattamento. Durante l’ultimo mese di gravidanza non applicare olii o creme sull’areola per “indurirlo” per resistere alla suzione. Di allattare il bambino anche nella posizione rugby per svuotare completamente tutti i quadranti del seno. Ma soprattutto, stare molto serene. All’inizio, allattare è difficile, faticoso e doloroso. Bisogna armarsi di tantissima pazienza ed una grande dose di ottimismo e determinazione.
Io non amo allattare. Filippo dal primo giorno si è dimostrato molto vorace ed allattarlo mi fa (ancora oggi!) un gran male. Ho consumato kili di Vea Olio. Spesso mi tiro il latte per darlo con il biberon. Continuo solo perchè di notte è più comodo e (per fortuna!) non ho mai avuto ragadi, mastite o altri disturbi. E, lo ammetto, non vedo l’ora che finisca! Mi vergogno ogni volta che lo dico, ma quando lo confesso davanti ad altre mamme incontro sempre grande solidarietà.
In rete ci sono tantissime informazioni sull’allattamento: il sito della lega del latte, gruppi di genitori, approfondimenti, video esplicativi (pure troppo!).
Ed anche nelle città, esistono diversi gruppi di sostegno ed incontro (esempio per Roma).
In caso di difficoltà, confrontarsi con altre mamme e ricevere un aiuto esperto è il miglior sollievo.

Maschio o femmina? La risposte della tabella cinese

gennaio 20, 2011 § Lascia un commento

Quando si va in congedo per maternità, solitamente si conosce già il sesso del nascituro (sempre che si desideri saperlo prima, ovviamente!). Nel caso in cui ci fossero ancora dubbi o anche solo per curiosità, segnalo questo link alla tabella cinese che prevede il sesso del nascituro. Dicono che abbia un’affidabilità all’90%, ed in effetti sul panel di persone con cui l’ho sperimentata io il risultato è sorprendente. Come si legge? Selezionate la riga che indica la vostra età e verificate quale sia il sesso indicato in corrispondenza della colonna che descrive

il mese di concepimento del nascituro. Nel mio caso, 33 anni, mese di novembre: maschio! Della serie: “non è vero ma ci credo!”.

Nota: le percentuali si riferiscono alle probabilità di avere un maschio od una femmina per ogni anno di età (nelle ultime due colonne) e per ogni mese dell’anno (nelle ultime due righe). Per esempio a 33 anni, le probabilità di avere un maschio od una femmina si equivalgono, invece a 29 è più probabile che nascerà una femmina (67%).

Nella foto, il libro I miei primi passi nella vita. Fiocco azzurro  e I miei primi passi nella vita. Fiocco rosa. Un diario per il primo anno di vita del bambino

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