Internet addiction disorder
gennaio 22, 2013 § Lascia un commento
Sto diventando una navigatrice di internet compulsiva. Nello specifico credo di soffrire di sovraccarico cognitivo. Il fiato corto e la pancia pesante mi portano a navigare senza posa. Cerco per ore blog polacchi, svedesi, australiani. La scorsa settimana ho passato 3 giorni su un sito di hobbistica. Ho visionato tutto l’assortimento. In effetti, mi sembra proprio un negozio favoloso. Fustellatrici. Paillettes. Nastri. Forme di legno. C’è anche il mais per bambini. Ad ottimi prezzi. Ieri sera mi sono persa sulla board DIY di Pasty Henspetter. Ha un archivio di 7238 pins. Mi sono chiesta se non abbia qualche problemino anche lei! Poi sono finita su questo sito di stoffe. Ed ho sognato cuscini, coperte, kimoni per ore. Devo darci un taglio. Mi ha molto colpito un post scritto da Erin Loechner di DesignforManKind e DesignforMinikind. Parla di “slow blogging” e lamenta il moltiplicarsi delle “segnalazioni” del ricircolo delle informazioni ed il ridursi delle “creazioni”: “Less blogging, more learning. Less links, more inspiration. Less projects, more processes” (cit.)”. Vorrei cercare di ispirarmi a questo mantra. Cogliere l’occasione di questo “tempo libero” per approfondire piuttosto che svolazzare.
ENG. This is a confession of an internet addict. I browse the web for hours and hours. I navigate Poland blogs. Last week I spent 3 day looking to the whole assortment of a hobby online shop. It’s a great shop, indeed. Die cutters. Paillettes. Wood-art. Great prices. You can even find “Happy mais” for your kids. Yesterday night I reviewed the DIY board of Pasty Henspetter. She has accumulated 7238 pins (large majority, super cool!). So maybe she has some internet addiction, too. Then, I found a French fabric shop. And I have started to imagine pillows, bed cover, and little dress for hours and hours. I need to revert this trend! Recently, I have read an inspiring post by Erin Loechner (designformankind and designforminikind). It was about “slow blogging“: “Less blogging, more learning. Less links, more inspiration. Less projects, more processes”. My resolution is to apply this in my daily life during this maternity leave. Take advantage of the free-time I have to deepen new skills, new knowledge instead of “navigate” the surface.
Progetto Ninfea
dicembre 3, 2012 § 1 commento
Qualche giorno fà sono stata all’Ospedale S.Anna per un controllo ecografico. Nei corridoi ho notato un poster: “Aspetti un bambino? Partecipa al progetto Ninfea.” Così ho letto tutto il contenuto. Che mi piace sempre leggere i poster. Anche quando sono sull’autubus e mentre leggo mi viene mal di testa.
Mi sono incuriosita ed il giorno dopo ho telefonato (011.6336970) . Parlato con la dott.ssa Olga Sassu. E deciso di partecipare all’iniziativa (si può aderire dal terzo mese di gravidanza in poi). Il progetto Ninfea è una ricerca: “un progetto scientifico che ha lo scopo di migliorare la conoscenza dei fattori responsabili di malattie e complicanze della gravidanza e di studiare i problemi legati alla nascita e al periodo infantile“.
Ci si collega al sito, ci si registra e si risponde ad un questionario. Quesiti vari sullo stato della gravidanza, farmaci assunti, complicazioni etc. Domande facili. Io ho impiegato 20 minuti, tra una distrazione e l’altra. A distanza di 6 mesi dal parto, e poi nuovamente quando il bambino avrà 18 mesi, si viene nuovamente contattate per completare altri due questionari. Sempre attraverso la rete, senza spostarsi da casa. Troppo semplice per non contribuire.
Info: https://www.progettoninfea.it
(nella foto: ninfea alvaline - portalume in carta di pergamena e policarbonato di Marcello Chiarenza)
Push present
novembre 15, 2012 § 1 commento
In inglese si chiama così. Lo trovate anche su wikipedia. Ed anche su People Magazine. Papàdifilippo è un supporter dei push present, tanto che preme già per avere una wish list. Quando è nato Filippo ha comprato un push present per me ed uno pure per lui. Che la parità genitoriale è nella buona e nella cattiva sorte. E ammetto di essermi comprata un push present anche da sola. Che anche la mia mamma l’aveva fatto a suo tempo. E mi era sembrata un’ottima idea. Non che sia un premio. Piuttosto un ricordo. Immagino di tenerlo stretto, quando i cuccioli saranno diventati grandi. Io sto pensando a questa. Al trench della foto. Li vorrei vintage e un po’ stropicciati. Che non necessariamente il push present deve essere un gioiello. A Tori Spelling per esempio (lo vedevate Beverly Hills?) hanno regalato una borsa di Balenciaga. Dicono che Tim Burton abbia scelto per la moglie un paio di stivali da biker. Chissà se è vero. E chissà che stivali!
1940 fashion tips
giugno 13, 2012 § 2 commenti
Io adoro i libri di buone maniere e stile del secolo scorso. In un mercatino anni fa ho trovato il libro di Anita Colby ”La conquista della bellezza” pubblicato in Italia nel 1953. Una scoperta che fa subito Elegance. Anita è una di quelle donne di cui vorrei tanto avere il numero di telefono. Per capirmi meglio. Una personalità forte e determinata. Capace di capire con uno sguardo cosa è giusto e cosa è sbagliato di te. Perchè il fascino è una questione di equilibrio. Tra ciò che si deve far vedere e ciò che è meglio mascherare. A pagina 303 da alcuni consigli per la dolce attesa. Tra cui “ungetevi ogni sera…burro di cacao, olio o lanolina”. “Fate esercizi per il petto e controllate il vostro portamento”. “ponete sempre una nota di colore (un fazzoletto, una rosa…) accanto al viso”. E dopo la nascita del bambino “fate un riposino pomeridiano ogni giorno”. Consigli piuttosto attuali, direi. Come quelli fashion di questa immagine trovata su pinterest. Anche qui si raccomanda di distogliere l’attenzione dalla pancia ponendo l’accendo su collo e viso.
Postumi da festa della mamma
maggio 14, 2012 § 3 commenti
Ieri in aereo con Filippo e papàdifilippo. Mentre i due giocavano con le loro app. Io mi perdevo fuori nel finestrino. E pensavo alla festa della mamma. Che secondo me è più una festa della nonna. Ovvero, della mamma della mamma. Che quando si diventa genitori. Si capisce davvero meglio cosa significa stare dall’altra parte. Avere tutto quel bagaglio addosso. Il “materiale umano” che carica di significati la vita. E fa pensare al domani prima che al presente. Alla sinistra ed alla destra, prima che al centro. E vivere una famiglia.
I bambini ringraziano. Scrivo cuori. I papà comprano fiori. Suggeriscono baci. Ma la celebrazione più sincera (secondo me) è quella della figlia-mamma verso la mamma-nonna. Quando sei incinta, vomiti tutto il giorno e pensi che anche tua mamma lo ha fatto per te. Quando sei stanca e leggi un’altra favola e ricordi il libro in più, che tua mamma leggeva a te. Quando dici i no, che sarebbe molto più facile dire di si. E capisci il peso di tutti quei no, che diceva a te.
E la sensazione di stare sempre in bilico. La responsabilità. L’essere un modello. Ed insegnare sia il bene sia il male.
Sapere che adesso c’è qualcuno che lo capisce.
Sorridere che domani, ci sarà qualcuno che lo capirà.
Cinemamme al LUX
maggio 4, 2012 § 2 commenti
Io lo ricordo prima come discoteca. Ai tempi in cui la mia vita era fatta di baci, motorino e scritte sul diario. Poi si è rifatto una vita come cinema. Una multisala. Dove ho visto Titanic, facendo la fila al botteghino davanti ad Alessia Marcuzzi ai tempi di Colpo di fulmine. E da domani, il sabato mattina ospiterà cinemamme. L’iniziativa cinema dedicata alle mamme (e ai papà) che allattano – con o senza tetta!. Le mura del Lux (via Massaciuccoli – quartiere Trieste - a Roma) potrebbero ben testimoniare che sono cresciuta.
Le proiezioni del Lux saranno precedute da alcuni incontri per neo-genitori con le doule di Pandora e le volontarie di Citta delle mamme. E’ proprio una doula che mi ha segnalato questa iniziativa. Serena.
Ci siamo scambiate qualche mail. Tutte ad ore improbabili. Mi ha spiegato meglio cosa fa una doula. “Non siamo ostetriche e non siamo psicologhe, offriamo un supporto, un aiuto a superare quel senso di inadeguatezza che moltissime donne conoscono in seguito alla maternità“ . Per “individuare le capacità materne di ogni donna“. Qui di seguito il nostro scambio di domande e risposte. « Leggi il seguito di questo articolo »
Guest post – Stylish classes edizione maternity
marzo 26, 2012 § 1 commento
Questo è un guest post a cui tengo molto. Perchè. come vi ho raccontato, la mia avventura con i blog è iniziata così. Con la competition di La Margherita e il Lappio. Che è stata il mio antidoto preferito contro la solitudine da maternità. E le Stylish classes. Che insegnano la fantasia, il buongusto. Ed a volersi bene attraverso vestiti ed accessori.
Per la sera: il nero. Indossate un top basico e riparatevi dal fresco della notte con una giacca corta leggera.Il cervello delle mamme – come la maternità ti rende più brillante di Katherine Ellison
giugno 4, 2011 § Lascia un commento
Katherine Ellison, autrice del libro “Il cervello delle mamme”, ha vinto un Premio Pulitzer come reporter d’inchiesta. Nel prima pagina, del primo capitolo di questo libro racconta che la paura di “cedere il mio cervello, in cambio del bambino” le aveva impedito di avere figli, fino al momento in cui aveva quasi perso la possibilità di procrearli. Certo erano gli anni novanta (tempi difficili, basta pensare alla moda del tempo!). Certo erano gli USA (paese difficile, in generale).
Ma ho sentito un ampio divario tra me e lei. Ho pensato di trovarmi davanti ad una di quelle donne, che, ogni tanto, mi capita di ascoltare in conferenze
sul tema “Donne e leadership”. Donne che mi sembrano sempre in ansia da corsa anche quando sono già ben arrivate. Donne che dicono di voler sostenere la professionalità delle altre donne, e poi si lamentano perchè la legge permette alle loro sottoposte cinque mesi di maternità. Donne che appozzano le donne, più e peggio degli uomini.
Insomma, ho pensato: “Ma perchè l’ho comprato? 17 euro buttati…”
Proseguendo la lettura le mie impressioni non sono evolute diversamente. Troppa ansia nel difendere le mamme, quasi come se sotto sotto si pensasse che siano colpevoli sul serio. Troppi esperimenti sul cervello delle mamme ratto per dimostrare se sia davvero vera l’equazione gravidanza=rimbambimento. Che poi, a me, l’idea di rimbambirmi, tornare, cioè, bambina. Con quello stupore. Con quel entusiasmo. Con quella magica fantasia. Sembra un aspetto molto positivo della maternità.
Comunque. Se avete notato che durante la gravidanza le vostre capacità mentali (concentrazione, memoria, attenzione, ecc) sono un po’ diminuite. Ed avete il timore che questo possa durare per sempre.
O se volete convincere il vostro capo sul perchè, rientrate dalla maternità, vi meritate una promozione.
Leggete questo testo.
Scoprirete che la maternità rende più intelligenti (e su questo devo dire che sono totalmente, assolutamente e pienamente d’accordo con Katherine!)
Più percettive. Nel senso dei sensi. Con maggiore udito. Olfatto più sensibile. Una vista più ampia.
Più efficienti.
Con maggiore capacità di recupero e di apprendimento. Un cervello espanso per poter apprendere il compito più importante del mondo, accudire una nuova vita, in un tempo brevissimo.
Più motivate e responsabili.
Più coraggiose.
Più empatiche e con maggior autocontrollo.
Più capaci nel tessere nuove e positive relazioni sociali e più diplomatiche nelle situazioni di scontro.
Tutto scientificamente documentato.
Maternity book
maggio 26, 2011 § 3 commenti
Una grande (e bella) foto. Una lettera per raccontare cosa succedeva quando c’era ma ancora non era. Settimana per settimana (ma non tutte le settimane!). Ecco il maternity book pensato, creato ed interpretato da Johanna, fotografa, graphic designer, fine artist, blogger e mamma di Mia.
Trovo che questo libro sia un ricordo bellissimo. Per altro i fotolibri sono facilissimi e molto divertenti da realizzare, si possono creare ed ordinare direttamente da internet e si trovano un po’ a tutti i prezzi. Johanna mi ha gentilmente fornito tutte le foto del sul maternity book. Le trovate qui di seguito. Qui invece il link al suo blog.
Se la vostra maternità è agli sgoccioli, si può sempre ripiegare sul book mese per mese del primo anno di vita. In questo post, alcune foto di quello che Johanna sta realizzando per la sua Mia. Credo proprio che me lo regalerò per il primo compleanno di Filippo (perchè merito un regalo anche io, no?)
Il maternity book di Johanna
Istantanee – intervista a Elena Kloppenburg fotografa professionista (e blogger)
aprile 8, 2011 § 3 commenti
Ho avuto due clienti che hanno partorito pochi giorni dopo il nostro servizio. Se invece pensate voi di documentare da sole la vostra gravidanza, vi consiglio di iniziare subito! Scegliete una parete semplice e spoglia di casa vostra dove c’è una bella luce indiretta e fatte uno scatto di profilo una volta al mese o addirittura una volta alla settimana! Se vi ricordate esattamente il punto in cui vi mettete sempre e dove metterete la macchina fotografica, sarà poi divertente fare un piccolo video stop motion come questo con le vostre foto.
Poi per il servizio consiglio un vestito corto aderente o la combinazione maglietta e jeans. Ma la cosa più importante è che vi sentite a vostro agio e che scegliete vestiti che rappresentano il vostro stile. Da evitare le righe piccole, perché con il digitale fanno uno strano effetto, e quando si scatta nel sole diretto anche il bianco, perché riflette troppo.
Baby shower
marzo 16, 2011 § 1 commento
Nei film americani, se la trama prevede un pancione in direzione di arrivo, è immancabile il baby shower. In Sex&theCity ne ricordo 3 (Miranda, Charlotte ed una vecchia amica di Carrie, nella stagione 1). Chissà quando invaderà anche la nostra cultura, come è stato per Hallowen. A me piacerebbe. Anzi forse se mi viene un’altra pancia ne organizzo uno. Ci saranno i bigliettini d’invito, come quelli di sweet bella su etsy, ma solo come
inviti digitali, più economici ed ecologici. La torta di pannolini me la farei confezionare da Francesca, che è della vergine ed ha la pazienza e la precisione necessaria. L’ispirazione potrebbe prenderla da qui. Io invece preparerei dei drinks come questi..adoro bere con la cannuccia. Comunque in America il baby shower è un business enorme. Navigando ho trovato siti per organizzarlo (come babyshower101), app per Iphone (come art bellies pocket) e qualche blog!
http://blog.angelicbabyshowergifts.com/
http://www.pepperdesignblog.com/?tag=baby-shower
http://plan-a-baby-shower.blogspot.com/
Che voglia! Visto che sarà per il secondogenito/a a cui riciclerò tutto il corredo di Filippo, i regali potranno (finalmente!) essere tutti per me?
Lingerie da latte
febbraio 23, 2011 § Lascia un commento
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Quando preparavo la valigia per l’ospedale avevo due fissazioni: la camicia da notte con cui avrei partorito e il mio primo reggiseno per l’allattamento. Perchè, soprattutto in alcune situazioni, il vestito è importante. Mi sono comprata un reggiseno da allattamento maculato. Era il mio orgoglio. Il mio cassetto della biancheria non aveva MAI visto nulla del genere “animal print” e l’idea di averne uno per allattare mi sembrava proprio divertente. Purtroppo, però non sosteneva abbastanza il peso del mio nuovo ruolo di lattaia ambulante. Perciò,
ne ho dovuto comprare subito un altro. E il 17 agosto, sulle spiagge della costiera laziale, non ho trovato nulla di meglio di un bianchissimo e tristissimo reggiseno da allattamento bianco latte. Comodo, sì. Ma orribile. Navigando su forumalfemminile.com ho capito che si trattava di un problema comune. Così mi sono messa a cercare. Una delle prime scoperte interessanti è The Milk Bar. Per me è stata una delle prime tappe per uscire dal buoio tunnel della neo-mammitudine. Un negozio. Ma anche un punto informazioni. Un ritrovo. Lì ho trovato la mia bellissima lingerie da “mammacheallatta ma non solo”. Color sangria. Comodissimo. Ed ammiccante. Si chiama Sublime e lo produce Bravado!Design e volendo si trova anche su amazon uk.
Altre marche (che però non ho personalmente provato!): HotMilk, Womama, Emily B. Inoltre un outlet online di reggiseni per allattamento http://www.nursingbracompany.co.uk/
Nella foto: http://www.journelle.com/amoralia-nougatine-nursing-bra.html
PS. la mia ostetrica mi aveva consigliato di acquistare un solo reggiseno da allattamento prima del parto, perchè “indovinare il futuro è difficile, azzeccare la taglia che avremo con l’allattamento è impossibile!”.
Vestiti da sposa premaman
febbraio 14, 2011 § 2 commenti
Una manciata di romanticismo per il giorno di San Valentino. Camminare verso l’altare in tre. Pensando ad un’amica che si sposerà a Maggio con un meraviglioso pancione di 6 mesi, ho navigato un po’ alla ricerca di vestiti da sposa premaman. Ho scoperto che secondo una ricerca di MaternityBride.com, 1 sposa su 6 è incinta. E che in rete è pieno di negozi. Expectant Bride è quello che mi è piaciuto di più. Si tratta di una sartoria di Londra, che vende in tutto il mondo ed è disponibile anche a spedire i vestiti per una prova. Ho anche scoperto google/weddings: la selezione di tools google per organizzare il matrimonio. Notevole!
Lezioni di latte
febbraio 10, 2011 § 5 commenti
Ieri sera ho ritrovato gli appunti del corso pre-parto (ebbene si, io sono una secchiona e al corso preparto prendevo appunti…avrei fatto anche molte domande, ma mio marito me lo aveva proibito…). Inizialmente avevo deciso di non andarci. L’idea del parto mi metteva già da morire in imbarazzo e prevaleva il desiderio di saperne il meno possibile. Ma la mia ostetrica offriva un all inclusive per cui… Devo dire che è stato piuttosto divertente. Mi piaceva soprattutto guardare le pancie delle altre. Più grandi, più piccole, più a siluro… Nel quaderno degli appunti ci sono molte note.
I consigli più interessanti riguardavano l’allattamento al seno. Come per esempio:
aggiungere in valigia una bottiglietta da 500ml per fare impacchi caldi sul seno prima di allattare. Non comprare tiralatti&co prima della montata lattea, per poter fare l’acquisto più consono, a seconda della quantità di latte che si ha/di come va l’allattamento. Durante l’ultimo mese di gravidanza non applicare olii o creme sull’areola per “indurirlo” per resistere alla suzione. Di allattare il bambino anche nella posizione rugby per svuotare completamente tutti i quadranti del seno. Ma soprattutto, stare molto serene. All’inizio, allattare è difficile, faticoso e doloroso. Bisogna armarsi di tantissima pazienza ed una grande dose di ottimismo e determinazione.
Io non amo allattare. Filippo dal primo giorno si è dimostrato molto vorace ed allattarlo mi fa (ancora oggi!) un gran male. Ho consumato kili di Vea Olio. Spesso mi tiro il latte per darlo con il biberon. Continuo solo perchè di notte è più comodo e (per fortuna!) non ho mai avuto ragadi, mastite o altri disturbi. E, lo ammetto, non vedo l’ora che finisca! Mi vergogno ogni volta che lo dico, ma quando lo confesso davanti ad altre mamme incontro sempre grande solidarietà.
In rete ci sono tantissime informazioni sull’allattamento: il sito della lega del latte, gruppi di genitori, approfondimenti, video esplicativi (pure troppo!).
Ed anche nelle città, esistono diversi gruppi di sostegno ed incontro (esempio per Roma).
In caso di difficoltà, confrontarsi con altre mamme e ricevere un aiuto esperto è il miglior sollievo.
Maschio o femmina? La risposte della tabella cinese
gennaio 20, 2011 § Lascia un commento
Quando si va in congedo per maternità, solitamente si conosce già il sesso del nascituro (sempre che si desideri saperlo prima, ovviamente!). Nel caso in cui ci fossero ancora dubbi o anche solo per curiosità, segnalo questo link alla tabella cinese che prevede il sesso del nascituro. Dicono che abbia un’affidabilità all’90%, ed in effetti sul panel di persone con cui l’ho sperimentata io il risultato è sorprendente. Come si legge? Selezionate la riga che indica la vostra età e verificate quale sia il sesso indicato in corrispondenza della colonna che descrive
il mese di concepimento del nascituro. Nel mio caso, 33 anni, mese di novembre: maschio! Della serie: “non è vero ma ci credo!”.
Nella foto, il libro I miei primi passi nella vita. Fiocco azzurro e I miei primi passi nella vita. Fiocco rosa. Un diario per il primo anno di vita del bambino






































