Moulin Roty
novembre 28, 2012 § 3 commenti
Girando per negozi di giocattoli, in vista della lettera per babbo natale, ho scoperto il mio nuovo lovemark. Una marca francese. Con una storia avvincente. Un gruppo di amici. Gli anni Settanta. Un vecchio mulino dove realizzare i propri sogni. E poi il successo. Un mondo di giocattoli. Ed un grande incendio che distrugge tutto. E costringe a ricominciare da capo. A continuare a sognare.
Quando ho visto il cartellino del prezzo, il sogno è diventato decisamente più salato. Ma vale la pena, comunque, fare un giro sul loro catalogo. Quanto meno per raccogliere un po’ di ispirazione. Le palette sono bellissime. Le ambientazioni dei giochi tutte da pinnare.
Trunki
settembre 14, 2012 § Lascia un commento
In aereoporto a Toronto, Filippo ha conosciuto Laura. Una bimba canadese. Che camminava felice, a piedi nudi, per tutta la moquette del Pearson International. Si sono piaciuti subito. Presi per mano. E passeggiato lungo la fila delle sedie nell’area del gate. Poi la mamma della bambina ha tirato fuori la Trunki. E Filippo, viste 4 ruote su cui cavalcare, non ha capito più nulla! Per fortuna che Laura non era una bambina gelosa dei suoi giochi! Papàdifilippo non ha avuto esitazioni. “Bellissima. Gliela compriamo!” ed era già sul suo ipad a cercare dove ordinarla. Giorni dopo l’abbiamo ritrovata a Santa Barbara (in un negozio davvero carino Chicken Little) e Trunki e tornata in Italia con noi. E’ robusta. Capiente. Si può trascinare. E cavalcare. E non serve andare fino in America per comprarla. La mia amica Francesca l’ha trovata nel negozio di giocattoli sotto casa qui a Roma. C’è anche su Amazon ed ebay.
Castelli di sabbia
luglio 20, 2012 § 3 commenti
Ieri Filippo ha ricevuto un regalo davvero originale. Un secchiello di silicone. Supermorbido. Così mentre cammina sù e giù dal mare al bagnasciuga, con il secchiello pieno di acqua, non c’è plastica a sbattere dappertutto! Per non parlare del fatto che si può arrotolare e piegare e mettere in valigia! Si chiama scrunch bucket. E quando l’estate è finita si può anche riportare in città. Per raccogliere macchinette, mattoncini e pupazzetti in genere. #loveit!
Scatole e fantasia
febbraio 17, 2012 § 1 commento
Succede che papàdifilippo ama molto lo shopping online. Così, spesso, arrivano pacchi a casa. Scatole. E scatoloni. Di cartone. Qualche settimana fà, nonnapaternadifilippo, ha trasformato una di queste scatole in un gioco speciale. Un trenino. Con cui Filippo fa un viaggio per tutto il corridoio. Fermata studio. Fermata cucina. Non è bello. Ma mi fa così tenerezza che non lo vorrei più buttare.
Nella rete ci sono diverse idee con cui fare “repourpose” di scatoloni.
Ritorno al futuro
febbraio 10, 2012 § 9 commenti
Da qualche settimana, Filippo ha ricevuto un regalo. Speciale. I 16 animali di Enzo Mari. Un gioco che un amico del mio papà mi ha regalato tantissimi anni fa’. E che mia mamma ha conservato. Un compagno di infiniti pomeriggi. Ed oggi, una porta sul tempo. Perché mentre sono lì. A giocarci con Filippo. Torno indietro nel tempo. Ed in un attimo. Sono nella mia camera. Sul mio tappeto. Ed ho cinque anni. Così è stato un regalo per lui. Ma anche un enorme regalo per me. Ed allora mi sono chiesta. Qual è il giocattolo da portare nel futuro dei nostri bambini? Una fonte di fantasia senza limiti, di cui magari interromperanno la produzione. Un gioco bellissimo, oggi e domani. Semplicemente, il suo pezzetto d’infanzia preferito. Insomma, un giocattolo da regalare per oggi e conservare per domani. Per raccogliere qualche idea. Ho pensato ad una piccola indagine. Tra alcune delle mie blogger preferite. Ecco chi sono e che cosa mi hanno suggerito.
Alice e Marta, proprietarie del concept store di design per bambini Yellow Basket. Sono state le prime a rispondermi. Quasi me le immagino pronunciarla all’unisono. La macchinina di Sirch con rimorchio! E poi un libro meraviglioso. L’ABC di Munari edito da Corraini. Un gioco magico. Per imparare a scrivere le lettere. A leggere. Ma soprattutto, ad inventare. Forme. Architetture. Un nuovo alfabeto. 
Rosa, autrice del blog My afternoon project. Questo blog è una specie di medicina per me. Una pillola di charme, con cui tirarmi sù di morale quando intorno sembra tutto sciapo. Sognante. Ed al tempo stesso quotidiano e concreto. E con la stessa concretezza, Rosa ha proposto un’ottima soluzione. Una versione moderna ed economica del progetto di Enzo Mari. Per rinnovare la tradizione di incastrare la giugla, senza accendere un mutuo. Il puzzle di animali di Città del Sole.
Vmnp. Ovvero Valentina di Design per bambini. Della mia (enorme!) ammirazione per Design per bambini abbiamo già parlato. Ed anche questa volta non mi ha deluso. Il suo suggerimento è doppio. E sposa la bellezza con la potenzialità dell’investimento. Attraverso i giochi di legno di Ikea. “Diventeranno sicuramente pezzi da collezionisti“. E macchine e camion in legno di Thorsten Van Elten. “In legno massello. Davvero difficili da rompere. Davvero belli!”
Rossella, autrice del blog Emporio74. Il suo post sulle tavole di Natale è tra i pop post di questo blog. E il suo contributo sull’argomento troverà papadifilippo pienamente d’accordo. Ecco le sue parole. “Se penso a quanti bellissimi giochi ho dato via, nella mia fase adolescenziale, per liberare spazio in camera, mi mangio le mani. Parlo di quei giochi che poi sono diventati veri e propri oggetti da collezione, delle rarita’ come la maglieria magica o il dolce forno Harbert. Per non parlare delle Barbie anni ’80, che avevano una fisionomia completamente diversa da quelle attuali. Insomma, su questo argomento ho un po’ di rimpianti per cui ho deciso che conservero’ molti dei giocattoli del nano anche se lui un giorno vorra’ disfarsene. Mia suocera ad esempio, aveva conservato, nei fustoni Dixan (sempre quelli anni ’80) tutte le macchinine dei suoi due maschietti. Ora con le automobiline che erano del papa’ (e dello zio) ci gioca il nano. Hanno quindi per lui un valore affettivo inestimabile ed alcune sono reperibili solo nei negozi di modellismo, riproduzioni di automobili come la 127 e la 124 della Fiat, la Renault 4 e le vecchie Lamborghini e Alfetta. Penso che anch’io conservero’ tutte le automobiline. Compresa l’intera collezioni di quelle di “Cars”, le simpatiche e colorate automobiline parlanti e i pupazzi di “Toy Story” (un po’ come quello di E.T., che e’ introvabile). Adoro Woody, il cowboy vecchio stile e il suo “There’s a snake in my boot!” quando tiri la cordicella. Per non parlare del tenerissimo unicorno Buttercup e del maldestro Buzz Lightyear“
Arianna, o meglio Akari del “Mercatino dei piccoli“ (di cui segnalo un Temporary shop, aperto solo a Febbraio, che vale proprio una (lunga) navigata). Akari ha cercato tra le tante cose. E tra i suoi ricordi. E consiglia di giocare oggi e lasciare un posto in cantina domani per “…un libro, uno di quelli belli, uno di Munari per esempio Più e Meno. Perché? Perché i libri non passano mai di moda, lavorano sulla fantasia, ci fanno compagnia. Tanti dei miei di quando ero piccola e non solo sono arrivati ai miei figli, ed anche mio marito ha conservato dei libri di quando era bambino. E’ una gioia condividerli con i nostri bambini ora. Unica nota: vanno guardati a vista, non so i vostri ma i miei figli hanno l’abilità di distruggere tutto. (Anche il mio!) Un giocattolo di legno. Ma non uno qualsiasi. Delle costruzioni. Tra quelli che ho trovato in rete, che mi hanno veramente entusiasmato e che mi farei regalare – visti i prezzi – segnalo: Tegu (si! piacciono tantissimo anche a me!), i cuboro e le Playshapes dei Miller Goodman. Perché? Perché le costruzioni sono intramontabili, creative, stimolanti, puoi inventarti cose sempre diverse e bellissime e divertirti per ore e ore e ore…Di legno. Perché è un materiale “vivo” naturale, ecologico (che oggi fa tanto bene essere ecologici). Mi piace il suo colore neutro che ancora una volta aiuta la fantasia senza vincoli e costrizioni, solo creatività”
Annalisa, di Mannalisa vuole fare troppe cose. Il suggerimento di Annalisa è facile. Come tutto ciò che è profondamente giusto. Annalisa propone di conservare i lego. Che i bambini “…con questi incastri e la fantasia non si stancano mai…”. E’ un suggerimento che mi piace tanto. E chissà che patina vintage vedrò sui colori dei nostri lego quando li tirerò fuori dalla cantina nel 2042.
Alessandra Caprini, di Design your life. Alessandra è una stylist. Ed una ricercatrice. Di bello. Dell’originale. E dell’utile. E’ diventata mamma da pochissimo. E’ una sostenitrice del metodo montessori. Ed il suo suggerimento è: “Io scelgo i REGOLI!!! Perchè? Perchè sono un gioco-esercizio intramontabile… perchè sono colorati (e si sà quanto i colori piacciano ai bambini!!!) e, cosa da non sottovalutare, sono economici… e poi molti di noi già li avranno in cantina o in soffitta… basta rispolverlarli!! E poi perchè ci si può giocare come si fa con la lego, ci si impara a riconoscere i colori e a contare, a costruire le più svariate figure geometriche, a fare somme e sottrazioni… insomma, gioco e momento educativo insieme… cosa si può volere di più?”
A questo punto non mi rimane che iniziare a giocare. Con questi giochi meravigliosi. E costruire ricordi. Da conservare in cantina. Ma soprattutto nel cuore. E voi quale gioco porterete nel futuro?
ps. sette volte grazie alle fantastiche blogger, che hanno dato vita a questo post.
Piccoli con le palle
dicembre 30, 2011 § Lascia un commento
Tappeto per giocare o cavallo a dondolo?
dicembre 2, 2011 § 1 commento

Questa è una segnalazione di cui sono proprio orgogliosa. L’ho scoperto quest’estate in un negozio di Siviglia. Poi l’ho cercato nel web. E devo dire che è stata dura. Perchè non è molto diffuso. Più comune la versione 3 cavallini. Ma noi volevamo questo. Anzi, io volevo la sediolina. E papàdifilippo voleva questo. Ed ha vinto lui. Anche perchè, ufficialmente, è il regalo della nonna paterna per il primo compleanno di Filippo. Ed e’ bellissimo. Quando Filippo ha iniziato a star seduto, ho cercato a lungo un tappeto con un “non so che di design”. Che adoro vedere i giocattoli di Filippo sparpagliati per tutto il salotto. Ma se sono anche belli. E’ meglio. Questo tappeto-cavalluccio è prodotto dalla Iwashin. Un’azienda coreana. E’ un idea divertente, molto pratica. E ben realizzata. Qualche informazione, che non avevo trovato in rete.
I tasselli che formano il tappeto-cavalluccio sono spessi 2 centimetri. Quindi è piuttosto comodo anche per un adulto.
Le parti da staccare e ricomporre sono moltissime. Così il tappeto-cavalluccio può essere assemblato secondo schemi colore sempre diversi. E per Filippo, la parte “puzzle” del gioco è la più divertente.
Montare la struttura bidimensionalmente o tridimensionalmente è facile. Roba di 5 minuti (per un adulto, ovviamente!). E nella versione tappeto, è abbastanza grande per un bimbo piccolo che non gattona. Ma “limitata” per un piccolo esploratore alle prime gattonate. Inoltre, per la natura del materiale, “cattura” un po’ la polvere (ma si lava molto facilmente). Che questo prodotto ha vinto nel 2008 il World of baby Toys Award di Kind & Jugend , invece, è scritto dappertutto. Noi ce lo siamo aggiudicati su un negozio ebay tutto in tedesco ad un prezzo davvero stracciato! (tanto che io credevo che ci sarebbe arrivata la versione da playmobil…)
Razzo giveaway! Lettera a Babbo Natale 2011 e il razzo di Kidsonroof in giveaway by Brebì – little concept store
dicembre 1, 2011 § 49 commenti
La macchina Vilac. Per sfrecciare con il vento nei capelli, lungo tutto il corridoio.
Tegu
novembre 17, 2011 § 2 commenti
Un cubo. Di legno. Magnetico. Per costruire un nuovo mondo. Il loro. Me li ha segnalati una mamma molto bio. Li producono loro. E nel loro shop si possono acquistare anche 3 dozzine di alberi da piantare (a 5$) e donare una settimana di scuola ai bambini dell’Honduras (15$). E costruirlo davvero un mondo migliore.
Gallop! Scanimation picture book
novembre 1, 2011 § 1 commento
Una mia cara amica mi ha suggerito di parlare di più di libri. Ed accolgo molto volentieri questa richiesta. Perchè, secondo me, i libri per bambini sono i mattoni della civiltà. Un gioco a cui dire sempre di sì.
In particolare voglio segnalare un tipo di libri. Una tecnica vecchia. Datata anni ’60-’80. Gli Scanimation books. Rufus Butler Seder (che mi sembra di aver capito sia un guru della materia) ne ha lanciati un’intera serie. C’è Gallop! con gli animali che corrono. Waddle con gli uccelli che camminano. La favola del mago di Oz. Anche Star wars. Le immagini si muovono e si animano con lo sfogliare delle pagine. Così il cavallo galoppa sul serio. Il pinguino cammina. La casa vola nel cielo. Insieme alle immagini, anche grandi parole colorate. Una breve storia o una rima. Le immagini sono in bianco e nero. Le pagine di cartone. Adattissimi sia ai grandi. Sia ai piccolissimi.
Etichette, etsy e pongazio
ottobre 14, 2011 § 1 commento
Rimango spesso molto colpita da quanto Filippo ami le etichette di stoffa. Sono la sua parte preferita di molti giochi. Affascinanti pezzetti di stoffa. Liscissimi e lucidi. Sono proprio una sua passione. Quando ho visto Pongazio su Etsy, mi ha colpito proprio l’abbondanza di etichette. Ho pensato: “Deve averlo disegnato una mamma”.
E infatti. Questa mamma si chiama Donatella. Ci siamo scambiate qualche mail. E qui di seguito è raccontato chi è e cosa si può fare su Etsy…
In palestra!
ottobre 4, 2011 § Lascia un commento
Gli amici di nonnopaternodifilippo, lo scorso anno hanno regalato a Filippo questa palestrina. Che devono essere proprio dei nonni esperti, già navigati. Perchè Filippo, a partire dai due-tre mesi, ha iniziato a gradirla parecchio. Ed io potevo sedermi lì accanto a lui e sfogliare Vanity Fair. Anche quasi per 15 minuti! Che scriverei che la palestrina, insieme con la sdraietta sono proprio i must have per il periodo 0-6 mesi. Da comprare o farsi regale assolutamente.
Quando lo scorso dicembre siamo andati a trovare Anna, Domenico e Maximilian. Nella loro nuova casa a Verona. Filippo ha trovato sul loro pavimento un’altra palestrina.
Che con mia grande compiacimento, sembrava gradire di più rispetto alla sua giungla di plastica. Si trattava del tappeto papà orso di città del sole. Molto più chic. (Ma diciamolo, anche un po’ caro…99 euro)! Poi da Ikea ho trovato Leka Cirkus. Decisamente più democratica. Ed oggi. Girovagando sul web, sullo stesso genere, ne ho trovato anche un altro. La nuova edizione di una palestrina che sembra abbia ottime recensioni. La farm activity gym di Pottery Barn kids. Posh. E te la spediscono direttamente a casa.
Il cestino dei tesori
settembre 26, 2011 § 1 commento
Questo post aspetta di essere scritto da un sacco di tempo. Avrei anche la bellissima foto di due bimbi con cui correlarlo. Ma non amo pubblicare le foto dei bambini su Internet. Per cui, ho preferito la fotografia di uno scolino da miele. Ottimo esempio di possibile protagonista del cestino dei tesori. Il cesto dei tesori è un contenitore. Pieno di oggetti di uso comune. Di materiali diversi. Tutti ovviamente puliti. Atossici. Innocui. E’ un esercizio di scoperta. Per il bambino. Che prende gli oggetti dal cesto. Li guarda. Li tocca. Li assaggia. Li scopre. Li scarta. E di osservazione. Per il genitore. Che senza guidare il gioco del bambino. Guarda. Cosa sceglie. Come si sofferma su un oggetto. O su un altro. Quanto meraviglioso può risultare uno scolino. Un gioco interessante. Ed economico. Adatto più o meno dai 6 mesi in poi. In rete ci sono diversi post sull’argomento. Io preferisco questo (copiatissimo, mi sembra!) di mammafelice. E questo, scritto da alcune allieve di Elinor Goldschmied, ritenuta l’ideatrice di questo strumento di gioco. Il cestino dei tesori è spiegato anche su wikipedia.
Piccolo chef
giugno 21, 2011 § 1 commento
Occorrente: 2 kg di patate farinose a pasta gialla, 600 g di farina bianca (la quantità può variare a seconda della qualità delle patate), carote grattuggiate, spinaci bolliti, sale, q.b., noce moscata q.b.
Preparazione: Lavare le patate e cuocerle con la buccia in acqua bollente. Pelarle e passarle allo schiacciapatate. Allargarle e quando si saranno asciugate e raffreddate, aggiungere farina, sale e noce moscata ed impastare velocemente per evitare che il composto diventi colloso. Dividere l’impasto in tre parti e unire ad uno le carote grattugiate, al secondo gli spinaci. Dividere gl’impasti in pezzi di dimensioni più piccole e formare sulla spianatoia, leggermente infarinata, bastoncini dello spessore di un mignolo, da tagliare, poi a tocchetti della lunghezza di 2 cm. Lasciarli in questa forma oppure farne delle palline o formarli, prendendoli e lasciandoli scivolare sui rebbi di una forchetta. Farli cuocere in abbondante acqua calda, in piccole quantità; scolarli appena vengono a galla.
Dove: Roma
Cubi-puzzle fai da te
maggio 25, 2011 § 3 commenti
Da piccola, avevo un cubo-puzzle e lo adoravo. C’era la storia di biancaneve..ovviamente sintetizzata nelle sei scene più importanti (biancaneve, specchio, cacciatore, mela, nani, bacio). Era confezionato in una valigetta trasparente rossa. Forse a dir il vero, mi piaceva più la valigietta del puzzle…
Comunque, ieri sera navigando nel modo delle mamme blogger ho trovato Jessica, il suo blog Craftiness is not optional e il suo meraviglioso Fabric Puzzle Blocks Tutorial . Scusa perfetta per andare in un negozio di tessuti a comprare qualche metro di stoffa.
Una tipologia di shopping che, per altro, è tra le mie preferite (molto prima dei trucchi da mac, l’intimo da intimissimi ed solo appena dopo le scarpe).
I cubi da rivestire credo li recupererò in qualche bancarella…li avevo visti al mercato proprio qualche settimana fa, ma i disegni non mi piacevano per nulla.
Il puzzle in effetti è un gioco po’ advanced per un bimbo di nove mesi. Magari provo a semplificarlo un po’ scegliendo delle stoffe molto semplici (per esempio: tinta unita, righe e pois). E magari, inizio con solo 4 cubi. Un consiglio per tagliare e poi incollare meglio la stoffa al cubo: utilizzare la teletta che si attacca alla stoffa stirandoci su (meglio definita, tela termoadesiva o tela di fliselina).















