Language of flowers

gennaio 19, 2013 § 1 commento

Linguaggio_segreto_fiori-“Il giovedi mattina la bambina non fece altro che mangiare. Si svegliò per il primo pasto alle sei di mattina e continuò ad attaccarsi al seno, addormentandosi a metà poppata ogni mezz’ora. Se cercavo di staccarla si svegliava di colpo e cacciava un urlo assordante. Dormiva solo con la faccia affondata nella mia pelle nuda e quando cercavo di metterla giù, anche se sembrava profondamente addormentata, comciava a strillare finchè non l’attaccavo di nuovo al seno…” Il linguaggio segreto dei fiori

Le ultime settimane di gravidanza sono un po’ noiose. Vorresti fare un sacco di cose, ma hai il fiato corto. E la pancia pesante. Leggere è un’ottima distrazione. Io leggevo pagine e pagine di manuali. Tracy Hogg, SOS tate, guide ironiche. Non riuscivo a concedermi un romanzo. Eppure la storia intensa e romantica di Victoria raccontata da Vanessa Diffenbaugh mi avrebbe fatto bene. Perchè non racconta solo dei fiori, come dappertutto sottolineato. Racconta (anche) l’essere madre. La sfida con se stesse. L’istinto e il desiderio. La paura. La brutalità. E il dolore che brucia quando il nostro spirito di sopravvivenza riesce ad aver la meglio sull’ idea distorta che a volte abbiamo della maternità.

Fiori che potrebbero essere utili: frasinella (parto), cinquefoglia (figlia diletta), corniolo (amore che sfida le avversità), liatride (ci riproverò), Muschio (amore materno), primula maggiore (fiducia), stellaria e glicine (benvenuto).

ENG: Latest weeks of pregnancy are usually boring. Despite you have many ideas of things to do, places to go, a bigger and bigger belly makes any walks challenging as tracking. Reading is good hobby for this period. At the beginning of my first maternity leave, I used to read a lot. 100% baby care books. Tracy Hogg, italian super nannies, etc. This time I want to focus less on ”learn” more on “just for fun”. I have just read last page of “Language of flowers: A novel” by Vanessa Diffenbaugh. I believe that it is do a worth reading book during pregnancy. This novel is super successful, top selling all over the world. Many people are fascinated by the use of the language of flowers. They are frustrated by Victoria’s fears and mistakes. What impressed me more is the way motherhood is pictured. Exciting. Complicated. And definitely realistic. As appendix of the book, the author included small “vocabulary” of flowers language. I pick up couple of flowers nice to know: Dittany of Crete (birth), Cinquefoil (beloved daughter), Cornel tree (love goes over adversity), Lichen (confidence), Moss (mother love), Wisteria (welcome).

Cose che le nuore non dicono…

maggio 28, 2012 § 2 commenti

Importante premessa ai contenuti di questo post. Io adoro mio suocera. Tanto che non la penso mai come suocera, ma sempre come mammadipapàdifilippo. Eppure capitano. Frasi dette al momento sbagliato. Seppur con innocenza. Gesti mal riusciti. Da farsi scivolare via. Per cui a volte mi dico, se succede a noi…chissà gli altri… Il mio piccolo elenco di cose non dette. Per farsi due risate. E soprattutto prendere certe affermazioni per quello che sono. Il pensiero di una mamma (quella del padre di vostro figlio) innamorata!

“E’ uguale a mio figlio”- capitolo somiglianze. Il giorno dopo la nascita di Filippo, la mammadipapàdifilippo si è presentata in ospedale con le foto del figlio appena nato, esclamando “E’ uguale, è proprio uguale”. Ora, io devo ammettere che la somiglianza era netta. In più, non avendo io neanche una foto appena nata, era ben difficile sostenere una teoria diversa. Comunque. Sebbene sia uguale a lui. La pancia l’hanno tagliata a me. Per cui limitiamoci a un “Quanto è carino!”

“Come si attacca?” – voyeurismo da allattamento. Ok, io non ero una di quelle easy nell’allattare. Piuttosto affetta da pudore e riservo. E la mammadipapàdifilippo è pur sempre un’altra donna. Nonchè io avrei potuto allontanarmi. Eppure rimane il fatto che quando si metteva appiccicata a guardare il nipote afferrare la mia tetta, avrei tanto voluto urlare, “Un po’ più in là, no?”

Fa la cacca tutte le volte che mangia. Il papàdeltuobambino non la faceva. Il tuo deve avere qualche problema.” - Della serie: mio figlio ha superato incolume i 18 anni, ho una laurea di medicina pediatrica ad honorem. Questo episodio non appartiene a me. E’ di una mia amica. E di sua suocera che non sapeva che aveva un figlio stitico. Beata ignoranza!

“Io non voglio dir nulla, ma secondo me…” La maestrina modesta. La frase più comune. Un modo carino (o subdolo?) di dire “stai sbagliando. Poichè la tua autostima come mamma è già in pericoloso equilibrio, io gli do’ una spintarella verso il baratro“. Non abbracciarlo. Abbraccialo. Non allattarlo. Allattalo. Tienilo sù. Tienilo giù. La contraddizione è sempre una strada molto fequentata. Spesso, solo per il dolce gusto di contraddire. Di dire la propria. Anche se è una propria qualsiasi. A cui rispondere, “Se non vuoi dir nulla, non lo dire. E lasciami sbagliare in pace”.

+ informare, – giudicare

gennaio 25, 2012 § 3 commenti

In questi giorni, attrverso un link di Ginevra su facebook, ho scoperto di una polemica in corso contro tata Lucia. Poichè, come raccontato, la sua faccia mi sorride dal comodino, mi sono sentita un po’ chiamata in causa. In particolare, si contestano alcune indicazioni del suo libro “Fate i bravi (0-3 anni)”. Per esempio, il suggerimento di far dormire la prima notte il bambino nella nursery dell’ospedale (e non in rooming-in) per permettere alla mamma di riposare. Di abituare sin da subito il neonato ad addormentarsi nel suo letto/culla. Allattarlo a richiesta, ma distanziando le poppate (questo francamente non ricordo di averlo letto, ma lo riporto, così come è stato denunciato). La ragione di questo post non è difendere tata Lucia. Ma, piuttosto, lanciare un appello per la difesa delle mamme. Perchè le accuse a tata Lucia, le sento, più che altro, come sciabolate contro le neomamme. Che dopo aver partorito o essersi fatte tagliare la pancia vorrebbero dormire sei ore, senza sentirsi dei mostri. O che hanno l’impressione, che allattare il loro figlio ad ogni pianto, non sia la risposta giusta per loro. Che, in generale, stanno provando attentamente ad ascoltare il proprio istinto materno. Che, per moltissime, all’inizio, è solo un timido sussurrare. Che soccombe sotto le voci urlanti di tutti quelli che ne sanno più di te. I primi giorni da mamma non sono una passeggiata. Mentre Filippo era ancora nella pancia, io avevo tutto sotto controllo.  « Leggi il seguito di questo articolo »

Dove sono?

Stai esplorando le voci con il tag allattamento su .

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 80 follower

%d bloggers like this: