Gek Tessaro

ottobre 2, 2014 § 3 commenti

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“Non posso dire di essere stato un bambino particolarmente intelligente però una cosa l’ho capita fin da subito e cioè che gli adulti sapevano fare un sacco di cose, male magari, ma le sapevano fare. Io no: non sapevo stare a tavola, lavarmi, leggere, non sapevo pettinarmi e nemmeno allacciarmi le scarpe ed ero, in sovrappiù, ignorantissimo…Occorreva dunque trovare una soluzione, qualcosa che mi potesse proteggere e una zona franca, protetta, l’ho trovata con il disegno. Rompevo un vaso? Facevo alla svelta un disegnetto, copiavo un cavallo dall’enciclopedia, lo coloravo di marrone, e quando arrivava mio padre in collera, coi cocci del vaso in mano, per chiedere spiegazioni, guardava il disegno e mi perdonava. Diceva: “Questo ragazzo è un assassino ma sa disegnare”….Oggi sono un adulto e qualcosina, qua e là, l’ho imparata. Disegno ancora cavalli ma non lo faccio  più per legittima difesa. Lavoro coi bambini e tento di ricordarmi il disagio che si può provare a quell’età. Tento perciò di misurarmi con loro solo dopo aver piegato le ginocchia per trovarmi così alla pari. Non divento più piccolo per questo: a 60 centimetri da terra si muovono pianeti sconosciuti e inimmaginabili.” (
tratto dall’autopresentazione di Gek Tessaro sul suo sito web.

Oggi sono inciampata nella recensione di Buchi e Bruchi sul blog Milk Book. Ed ho scoperto Gek Tessaro. Le sue illustrazioni sono belle come quadri. Sono disegni piene di storie. E storie piene di rispetto e di educazione.

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foto 1. Quando Noè cadde dall’arca, 2. Il fatto è, 3 Gigina e Gigetta, 4. Buchi e Bruchi

 

Gipsy

settembre 30, 2014 § Lascia un commento

TSF London Emma cassi HOPEIl mio sogno nel cassetto è una stanza per i bambini molto “gipsy”. Un’accozzaglia di colori e fantasie, una macedonia super-disordinata eppure così magicamente armoniosa ed allegra. Mi immagino qualche armadio o contenitore di un bel tono di verde, un multistrato di coperte e cuscini, qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo, qualcosa di dipinto, qualcosa di buttato lì anche se non c’entra nulla. Praticamente un incubo da spolverare! Ma un posto da sogno per giocare.

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Foto: 1. the socialite family, 2, one claire day, 3, unknown  4, mokasssin, 5. unknown  6, Row house nest, 7. 8. Crazy Mary revista

Alcune considerazioni sul risparmiare per i vestiti dei bambini

settembre 26, 2014 § 1 commento

Cose che faccio per vestire i miei bambini come piace a me senza spendere un patrimonio. Numero 1. Cerco di stare alla larga dai negozi low cost. Perchè quando ci entro, comprerei tutto. Ho osservato che alla fine, esagero sulle quantità e spendo di più del dovuto. Inoltre, mi sembra che alcuni prodotti siano molto validi, altri meno. Numero 2. Ad Antonia, non compro quasi mai magliette. Le magliette diventano subito corte. E non donano neanche granché. I vestiti-maxi-blusa invece sono sempre lunghe il giusto. Per anni. Stropicciati sono ancora più carini che stirati. E per una bambina li trovo molto più comodi ed eleganti. Stesso discorso vale per i gilet, che preferisco ai maglioni. E per i leggins, che durano più e costano meno dei pantaloni. E si possono comprare anche due taglie più grandi, tanto più sono lunghi e meglio è. Numero 3. Compro capi di buona qualità (anche se sono un po’ costosi). Ne compro pochi. E che mi (o gli) piacciono tantissimo. Così li mettiamo felicemente in continuazione. A Filippo piace mettere spesso la stessa felpetta. E con diverse marche ho potuto constatare che la qualità paga davvero. Nonostante i mille lavaggi. Poi quando non gli vanno più bene, si possono scambiare o rivendere. Numero 4. Non compro mai capi estremi. Il golf super pesante. La felpa di un colore bellissimo ma che non c’entra nulla nel suo armadio. Ho notato che alla fine non li usano. Anche quando fuori fa molto freddo, sono più comodi vestiti a strati. Strati di magliette e cardigan che mettono più o meno da settembre a maggio. Ed io la mattina faccio molto prima a preparare i vestiti se ho solo 3-4 colori tra cui spaziare (e da stratificare!). Numero 5. Compro solo in negozi di fiducia. Dove conosco e mi conoscono. Dove mi consigliano onestamente sulle taglie e sulle scelte. Dove mi fanno portare a casa i vestiti per provarli (e ragionarci meglio).  Mi fanno lo sconto o mi tirano fuori i capi in saldo dell’anno precedente ad inizio stagione. Un bel servizio, no?

E voi come vi comportate in merito di shopping per bambini? I vostri armadi scoppiano di vestiti 0-12?

 

 

Il suo sacchetto per il nido

settembre 24, 2014 § 3 commenti

sacchetto asilo fai da teLa stella l’avevo comprata da Cousette, forse quando ancora non era nata. La passamaneria invece è stata un colpo di fulmine in una merceria qui in centro a Torino. La stoffa è il pezzo più datato; scovata in una grande cesta di un negozio di stoffe a stock a Roma che purtroppo ora non esiste più. Il suo nome l’ho fatto scrivere in una di quelle botteghe stra-turistiche dove vendono dal bavagliolo al cappello da cuoco, tutto personalizzato.

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sacchetto asilo fai da te

Affinità moderne

settembre 23, 2014 § 2 commenti

affinità moderne
Affinità moderne è un marchio di biancheria da letto per bambini. Bellissima. Praticamente un sogno nel cassetto. Fiori e righe magistralmente accostati e colori della terra come tanto piacciono a me per i bambini.

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Leverage your strenghts vs fix your weaknesses

settembre 15, 2014 § 1 commento

Filippo è in ingresso e gioca a calcio con un suo amico. O meglio, il suo amico prova a giocare con lui. Perché Filippo con i piedi è piuttosto negato. E continua a non rispettare le regole che gli spiega il suo amico. Piuttosto, ferma il gioco. Ed inizia a raccontargli storie di pompieri, cavalieri e lupi. Io sono qui che li ascolto. E medito di mandarlo a scuola di calcio. Fargli imparare quello che non riesce a fare. E mi vengono alla mente le lunghe sessioni di valutazione, spesso vissute nella mia vita professionale. Quel sorvolare sorridente ma veloce sulla parte dei talenti e dei punti di forza. E quel bastonare duro sui punti di miglioramento. Che ancora il principio di “Leverage your strenghts vs fix your weaknesses” era molto lontano ad arrivare. Ed ancora oggi tardo a digerirlo. Che dopo anni sono qui a dimostrare di essere brava in tutto, invece di godere della soddisfazione di fare quello che mi piace e mi viene meglio. Così voglio scrivere questo post. In queste settimane di inizio della scuola e pianificazione delle attività extra-scolastiche. Un consiglio, un augurio. Soprattutto a me stessa e a papàdifilippo.

Scopriamo le loro passioni ed i loro talenti. Cosa amano fare e sanno fare bene. Molto bene. Cosa li rende unici. Cosa gli fa brillare gli occhi di passione. Che non dobbiamo essere tutti uguali. Un mondo in cui tutti sviluppano le stesse competenze è un posto piatto e con poche possibilità di decollare.

Multicolor

settembre 5, 2014 § 2 commenti

macarons
Succede solo a me di passare molto più tempo nel negozio di lana a scegliere i filati che con i ferri in mano a sferruzzare? E di cumulare chili di gomitoli perché “questo colore è bellissimo, prima o poi ci farò qualcosa!”. Sono stata a caccia su internet di idee da realizzare. Per questo inverno, la parola chiave è MULTICOLOR. Bene! Così il tempo della “progettazione” si dilaterà ulteriormente alla ricerca dell’abbinamento di colori perfetto… (Foto su: Macarons. Foto giù: Stella McCartney, Zara, Etsy, Caramel Baby&Child, Bon Ton, Bon Ton).

stella mccartney

zara etsy caramelbaby&child bon ton
Bon ton 2

 

 

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