Leverage your strenghts vs fix your weaknesses

settembre 15, 2014 § Lascia un commento

Filippo è in ingresso e gioca a calcio con un suo amico. O meglio, il suo amico prova a giocare con lui. Perché Filippo con i piedi è piuttosto negato. E continua a non rispettare le regole che gli spiega il suo amico. Piuttosto, ferma il gioco. Ed inizia a raccontargli storie di pompieri, cavalieri e lupi. Io sono qui che li ascolto. E medito di mandarlo a scuola di calcio. Fargli imparare quello che non riesce a fare. E mi vengono alla mente le lunghe sessioni di valutazione, spesso vissute nella mia vita professionale. Quel sorvolare sorridente ma veloce sulla parte dei talenti e dei punti di forza. E quel bastonare duro sui punti di miglioramento. Che ancora il principio di “Leverage your strenghts vs fix your weaknesses” era molto lontano ad arrivare. Ed ancora oggi tardo a digerirlo. Che dopo anni sono qui a dimostrare di essere brava in tutto, invece di godere della soddisfazione di fare quello che mi piace e mi viene meglio. Così voglio scrivere questo post. In queste settimane di inizio della scuola e pianificazione delle attività extra-scolastiche. Un consiglio, un augurio. Soprattutto a me stessa e a papàdifilippo.

Scopriamo le loro passioni ed i loro talenti. Cosa amano fare e sanno fare bene. Molto bene. Cosa li rende unici. Cosa gli fa brillare gli occhi di passione. Che non dobbiamo essere tutti uguali. Un mondo in cui tutti sviluppano le stesse competenze è un posto piatto e con poche possibilità di decollare.

Multicolor

settembre 5, 2014 § 2 commenti

macarons
Succede solo a me di passare molto più tempo nel negozio di lana a scegliere i filati che con i ferri in mano a sferruzzare? E di cumulare chili di gomitoli perché “questo colore è bellissimo, prima o poi ci farò qualcosa!”. Sono stata a caccia su internet di idee da realizzare. Per questo inverno, la parola chiave è MULTICOLOR. Bene! Così il tempo della “progettazione” si dilaterà ulteriormente alla ricerca dell’abbinamento di colori perfetto… (Foto su: Macarons. Foto giù: Stella McCartney, Zara, Etsy, Caramel Baby&Child, Bon Ton, Bon Ton).

stella mccartney

zara etsy caramelbaby&child bon ton
Bon ton 2

 

 

Sono una mamma permissiva

settembre 3, 2014 § 7 commenti

Papàdifilippo si è lamentato più volte questa estate. Sostiene io sia una mamma permissiva. Potrebbe anche essere vero. Mi piace dire di “si”. La vita gli dirà tante volte “No”. E ritengo che insegnare a dire “si, puoi!” sia importante come insegnare a dire “no, non si fa”.  Esempio di alcune cose che Filippo può fare.

Filippo può smontare il divano del salotto e costruire una casa con i cuscini. A me piacciono i divani vissuti. Stropicciati. Come una giacca di pelle. E mi piace questo istinto che hanno i bambini di costruirsi una tana tutta loro.

Filippo può trasformare in giocattolo quasi tutti gli oggetti di casa (incluse cinture, borse e scarpe di mamma e papà, esclusi coltelli accendini e similari). In effetti lo stendi-panni piccolo è una perfetta barella da ospedale per trasportare cane-pupazzo quando sta male. E la cintura di papà si presta benissimo come cinturone da pompiere. E non vorreste anche voi giocare alla tenda degli indiani con gli ombrelli? Per ora non si è mai rotto nulla. Fatta eccezione della scatola del tempo (uno dei gadget assurdi di papàdifilippo  – una scatola per mantenere in carica gli orologi) che per altro era già mezza-rotta.

Filippo può mangiare un gelato prima di pranzo (sotto giuramento di finire poi tutto quello che avrà nel piatto). E’ vero che se il primo si chiama primo ci sarà un perchè. Ma se hai tanta fame e tanta voglia di gelato, perché bisogna aspettare che sia pronta la pasta? E’ da secoli che sento dire che la frutta va mangiata all’inizio del pasto. Non sarà valido pure per il dolce?

Filippo può invadere con i suoi giochi tutte le stanze della casa. Sono molto tollerante nella progressiva esplosione dei giochi di Filippo dalla sua stanza verso tutte le altre stanze della casa durante il procedere della giornata. La nostra camera da letto e l’ingresso sono le prime ad essere attaccate. A volte, non si salva neanche il bagno di servizio.

Filippo può sporcarsi i vestiti. Di solito quando si macchia, mi guarda e mi dice “Non importa niente, vero mamma?” con un accento pericolosamente torinese. Ovviamente non è incentivato a sporcarsi, ma quando succede raramente viene sgridato. Se gli abbiamo comprato una maglietta costosa e che si può rovinare, il problema è nostro, non suo.

Tutto questo fa di me una mamma permissiva? Secondo voi educano più i “no” o più i “si”?

 

 

 

 

H&M home acquisti online anche in Italia

settembre 2, 2014 § Lascia un commento

coniglio

Ho le idee chiarissime su quello che mi comprerò ora che H&M Home ha aperto il negozio online anche per il mercato italiano con tanto di promozione spedizione gratuita (Codice 0005. Valido fino al 17.09.2014). Molto meno chiaro è se questa sia una buona notizia per la mia emergente mania minimalista… coperta a pipistello cuscino pipistrello lenzuola pipistrello

casetta scaffale cerbiatta

Rosso

settembre 1, 2014 § Lascia un commento

flickr_ishandchi

 

Mentre avevo in pancia Filippo, ho speso ore nel cercare la migliore tonalità di azzurro per dipingere la parete della sua stanza. Volevo un azzurro come il cielo sopra Roma. Che poi ho visto è anche l’azzurro del cielo di Torino. Azzurro come gli occhi di papàdiflippo, che brillano sulla pelle abbronzata e mi fanno sempre innamorare. Azzurro come il mare, di cui d’estate mi riempo gli occhi, per ricordarlo bene, quando sento freddo e il sole tramonta troppo presto. Ieri Filippo mi ha chiesto perché avessi scelto proprio l’azzurro. Avevo sulla punta della lingua tutte queste romantiche spiegazioni. Ma lui mi ha preceduta: “Non lo sapevi, mamma, che a me piace il rosso?”. Hai ragione piccolo mio.  Anche il rosso è una buona idea.

 

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Scritti in testa

luglio 15, 2014 § 1 commento

In questi giorni di silenzio, ho scritto tantissimi post. Li ho scritti tutti in testa. Li scrivevo la sera mentre guardavo film americani così stupidi che solo d’estate li trasmettono. Mentre mi stupivo delle finestre così stranamente chiuse per essere luglio.

Scrivevo di come sia schizofrenico essere figli e contemporaneamente genitori.  Della continua guerra civile tra il desiderio di aiuto e la volontà del non chiedere nulla. Del debito di riconoscenza che vorresti pagare con la gioia dell’essere nonni. Del dubbio che sia un po’ una gioia, un po’ una condanna. Della sensazione di essere rimasta imprigionata nell’atrio della scuola, davanti ai quadri dei voti di fine anno, continuamente voltata a controllare se quei numeri li facevano contenti.

Ho scritto della meraviglia di avere due figli. Due persone che in altezza non ne fanno una, già capaci di prendersi per mano e scappare in cucina. Del crescere come individuo, dell’appartenere ad un nucleo familiare e del continuo sovrapporsi delle due cose.

Ho scritto a lungo della vita che passa attraverso i pacchi di vestiti da bambini che ti scambi con le amiche. Della paura di diventare troppo vecchia ed essere costretta a mangiare pasta scotta e senza sapore cucinata da qualche badante dell’est. Dell’ incoscienza in cui si vivono momenti perfetti, in cui hai tutto e non lo sai. E la coscienza di buchi enormi che verranno e non si potranno mai rammendare.

Ho scritto dell’illusione di chi si riempie gli armadi di low cost e le case di made in china, convinti di spendere poco e possedere tanto, di come amo il grembiule per andare a scuola e del difficilissimo compito del genitore di distribuire frustrazioni e gratificazioni.

Ho scritto che ho comprato una scorta di vestiti bellissimi, tutti piuttosto bon ton che indosso sempre con le all star e che è una fortuna che io non abbia un iphone altrimenti lo riempirei di foto cretine da quindicenne, che quando avevo quindici anni non avrei mai avuto la faccia di scattare. E lo so che riceverò un sacco di accidenti, ma è difficile trovare qualcosa di più gratificante di tuo figlio che ti dice che sei la più bella del mondo e scansa il suo papà che ti abbraccia per un bacio. Per cui, care future fidanzate di Filippo, fatevene una ragione e figli maschi a tutte voi!

Ora che ho liberato un po’ di spazio dalla testa, torno al mio divano ed ai miei film americani. Se trovo qualcosa da dirvi torno. Altrimenti buona estate a tutti voi.

 

Compiti per le vacanze

giugno 16, 2014 § 3 commenti

Una ragazza che mi piace molto, la scorsa settimana ha postato su facebook un articolo di un mamma-blog americano. 10 consigli per regalare ai tuoi bambini un’estate anni ’70. Il consiglio numero uno era “Let them watch TV. Plenty of it”. Se penso alle mie estati da bambina ho davanti agli occhi la serranda della stanza di mio fratello, abbassata a metà. Ed ore ed ore di televisione. Love boat. L’uomo bionico. La donna bionica. Ed anche parecchie televendite di Roberto “il baffo”. Ho un ricordo molto chiaro del sudore che ti appiccica alla pelle del divano. Del senso di vuoto del tempo. Della voglia di arrampicarsi sulla sedia per rubare un cubetto di ghiaccio o un cucchiaino di zucchero.

Per molto tempo ho catalogato questi ricordi insieme a quelli della noia e della perdita di tempo. Qualche volta credo anche di essermi chiesta come sarebbe stata diversa la mia vita se i miei avessero organizzato quelle giornate in modo diverso. Facendoci imparare, sperimentare, fare esperienza…Forse sarei stata meno schiappa negli sport. Forse sarei diventata più indipendente. Forse avrei parlato il russo.

Invece, ho imparato che cosa significa “non fare nulla”. Stare un pomeriggio su un divano senza pensare a niente. Non avere fretta. Non chiedersi cosa ci sia da fare. Solo fantasticare di tanto in tanto di fare l’agente segreto. Ed oggi ho nostalgia di quei pomeriggi di niente.  Come ho nostalgia dei pomeriggi pieni di sole, in cui facevo mille volte il giro del giardino in bicicletta. E mentre controllo su internet l’offerta dei campus estivi romani, mi chiedo se non dovrei lasciare a Filippo il piacere di conoscere la noia, di abbuffarsi di ipad e rubare ghiaccioli dal freezer.

 

 

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