Easy peasy

easy peasy_pochette-merciUna marca francese, dal nome inglese! Easy peasy (trad. facile facile), per vestirsi come le proprie bambine/bambini, senza sembrare infantili voi o fuori luogo loro.

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Anche in nero se l’argento vi sembra ardito per un maschio…

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Diventare grandi

Ieri, uscendo da una gelateria, spiegavo a Filippo (per l’ennesima volta!) che deve salutare ad alta voce. Deve guardare negli occhi chi saluta, altrimenti chi viene salutato non lo sente. E allora è come se non salutasse! “Ormai sei grande, Filippo, e’ importante che saluti le persone!”. Filippo si è lamentato. Non per il rimprovero, ma perché l’ho definito “grande”. “Non è vero, mamma! Io sono piccolo.”. Mi ha fatto tornare in mente “Il tamburo di latta” di Gunter Grass. Un romanzo tanto famoso, quanto illeggibile; il libro preferito di una mia cara amica. Oskar, protagonista della storia di Grass, non vuole diventare adulto e si rifiuta di crescere. Ho l’impressione che anche Filippo non ne abbia voglia. Io da piccola non vedevo l’ora di diventare grande. Indipendente. Fantasticavo per ore su quello che avrei fatto quando avrei potuto guidare, avere una lavastoviglie, lavorare, vivere per conto mio.  Lui invece si attacca con tutta la sua forza alle espressioni più infantili ed alle mie gonne. Forse si rende conto, che al giorno d’oggi, vestire i panni di un bambino di 4-5 anni è favoloso. Hai mille e più cartoni a disposizione su youtube. I tuoi genitori si fanno in quattro per proporti attività e svaghi. Hai vestiti colorati e pieni di stampe di animali. Decine di gusti di chupa chups. Ed hanno inventato i gonfiabili. Forse…ha ragione?

Amulette

amulette veterinarieIl regali più belli per bambini sono (a mio parere!) due: conoscenza delle lingue straniere ed immaginazione. Ho spesso sentito dire che creatività e fantasia sono talenti, innati, spontanei. Vero…forse. Ma preferisco immaginarli come muscoli. Certamente, qualche fortunato li ha più pronunciati per “costituzione” eppure tutti possono allenarli e svilupparli. Giocare è l’esercizio più importante. Leggere, aprire gli occhi sul mondo, guardare un cartone rappresentano invece la fase di “riscaldamento”. I giochi di ruolo, ottimi attrezzi. Amulette è un marchio francese. La sua fondatrice, Fabienne Blain, ha trovato la sua intuizione guardando la sua bambina giocare alla maestra con le sue bambole e i suoi pupazzi. Ha creato degli accessori per rendere più realistico quel gioco: libri, lavagna, quaderni dei compiti. Ed ha capito dall’entusiasmo della bambina e delle sue amiche, di aver avuto l’idea giusta. Per ora i giochi di Amulette sono venduti solo in francese, due piccioni con una fava…

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Foto di famiglia

macaronsTra le bacheche Pinterest di Macarons, il marchio tedesco di abbigliamento per bambini, moderno e colorato, come il dolce francese, ho trovato delle foto di mamme, papà e famiglie, che mi sono piaciute tantissimo. C’è anche uno scatto anni ’70 della famiglia McCartney. La prima foto mi fa ricordare che mi piacerebbe tantissimo fare un bagno nella vasca con Filippo e Antonia. Un bel programma per il weekend.

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Bloomers

bloomer-a-pois-nina-talpa buhoI bloomers sono eleganti, romantici e così femminili che è difficile ricordare
che in passato sono stati un indumento simbolo di emancipazione, libertà e femminismo.

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1. e 3. Buho, 2. Kidcase, 4. Le petit lucas du tertre, 5. Bonton, 6. Moon et Miel, 7. Ketiketa, 8. Caramel baby & child, 9. CdeC

post it per mamme

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Recentemente si è parlato di una marca di abbigliamento che ha stampato sull’etichetta delle istruzioni di lavaggio di una felpa un messaggio sessista: “Falla lavare alla tua mamma, è il suo lavoro!”. Le aziende se ne inventano di ogni, per 5 minuti di celebrità sul web. Eppure questa affermazione mi ha irritato solo in parte. Cioè nell’ultima parte (è il suo lavoro). Se si fossero limitati a “falla lavare alla tua mamma” mi avrebbero conquistata. Sebbene papàdifilippo si lavi le camicie da solo e possa facilmente istruire la sua prole su come farlo, a me l’idea di essere considerata l'”esperta” non dispiace. Trovo che la programmazione dei lavaggi della lavatrice sia un lavoro molto strategico. E’ ho un metodo di classificazione del bucato tutto mio, che va al di là del bianco/colorato. Per esempio, i calzini li lavo solo con i pantaloni e null’altro. Le tovaglie e gli strofinacci li lavo da soli. Avere delle proprie paranoie sulla lavatrice è una cosa normale, o no?

Anche ritrovare gli oggetti perduti (e quelli non perduti) è tra le specialità delle mamme. “Dov’è?” sta diventando una delle domande più frequenti di Filippo. Dov’è l’ipad? Dov’è il mio libro dei pompieri? Dov’è la tigre bianca? Dov’è il colore rosso, quello con il tappo morsicato?.

Foto: portagiocattoli Boomingville Mini.