Scritti in testa

luglio 15, 2014 § 1 commento

In questi giorni di silenzio, ho scritto tantissimi post. Li ho scritti tutti in testa. Li scrivevo la sera mentre guardavo film americani così stupidi che solo d’estate li trasmettono. Mentre mi stupivo delle finestre così stranamente chiuse per essere luglio.

Scrivevo di come sia schizofrenico essere figli e contemporaneamente genitori.  Della continua guerra civile tra il desiderio di aiuto e la volontà del non chiedere nulla. Del debito di riconoscenza che vorresti pagare con la gioia dell’essere nonni. Del dubbio che sia un po’ una gioia, un po’ una condanna. Della sensazione di essere rimasta imprigionata nell’atrio della scuola, davanti ai quadri dei voti di fine anno, continuamente voltata a controllare se quei numeri li facevano contenti.

Ho scritto della meraviglia di avere due figli. Due persone che in altezza non ne fanno una, già capaci di prendersi per mano e scappare in cucina. Del crescere come individuo, dell’appartenere ad un nucleo familiare e del continuo sovrapporsi delle due cose.

Ho scritto a lungo della vita che passa attraverso i pacchi di vestiti da bambini che ti scambi con le amiche. Della paura di diventare troppo vecchia ed essere costretta a mangiare pasta scotta e senza sapore cucinata da qualche badante dell’est. Dell’ incoscienza in cui si vivono momenti perfetti, in cui hai tutto e non lo sai. E la coscienza di buchi enormi che verranno e non si potranno mai rammendare.

Ho scritto dell’illusione di chi si riempie gli armadi di low cost e le case di made in china, convinti di spendere poco e possedere tanto, di come amo il grembiule per andare a scuola e del difficilissimo compito del genitore di distribuire frustrazioni e gratificazioni.

Ho scritto che ho comprato una scorta di vestiti bellissimi, tutti piuttosto bon ton che indosso sempre con le all star e che è una fortuna che io non abbia un iphone altrimenti lo riempirei di foto cretine da quindicenne, che quando avevo quindici anni non avrei mai avuto la faccia di scattare. E lo so che riceverò un sacco di accidenti, ma è difficile trovare qualcosa di più gratificante di tuo figlio che ti dice che sei la più bella del mondo e scansa il suo papà che ti abbraccia per un bacio. Per cui, care future fidanzate di Filippo, fatevene una ragione e figli maschi a tutte voi!

Ora che ho liberato un po’ di spazio dalla testa, torno al mio divano ed ai miei film americani. Se trovo qualcosa da dirvi torno. Altrimenti buona estate a tutti voi.

 

Compiti per le vacanze

giugno 16, 2014 § 3 commenti

Una ragazza che mi piace molto, la scorsa settimana ha postato su facebook un articolo di un mamma-blog americano. 10 consigli per regalare ai tuoi bambini un’estate anni ’70. Il consiglio numero uno era “Let them watch TV. Plenty of it”. Se penso alle mie estati da bambina ho davanti agli occhi la serranda della stanza di mio fratello, abbassata a metà. Ed ore ed ore di televisione. Love boat. L’uomo bionico. La donna bionica. Ed anche parecchie televendite di Roberto “il baffo”. Ho un ricordo molto chiaro del sudore che ti appiccica alla pelle del divano. Del senso di vuoto del tempo. Della voglia di arrampicarsi sulla sedia per rubare un cubetto di ghiaccio o un cucchiaino di zucchero.

Per molto tempo ho catalogato questi ricordi insieme a quelli della noia e della perdita di tempo. Qualche volta credo anche di essermi chiesta come sarebbe stata diversa la mia vita se i miei avessero organizzato quelle giornate in modo diverso. Facendoci imparare, sperimentare, fare esperienza…Forse sarei stata meno schiappa negli sport. Forse sarei diventata più indipendente. Forse avrei parlato il russo.

Invece, ho imparato che cosa significa “non fare nulla”. Stare un pomeriggio su un divano senza pensare a niente. Non avere fretta. Non chiedersi cosa ci sia da fare. Solo fantasticare di tanto in tanto di fare l’agente segreto. Ed oggi ho nostalgia di quei pomeriggi di niente.  Come ho nostalgia dei pomeriggi pieni di sole, in cui facevo mille volte il giro del giardino in bicicletta. E mentre controllo su internet l’offerta dei campus estivi romani, mi chiedo se non dovrei lasciare a Filippo il piacere di conoscere la noia, di abbuffarsi di ipad e rubare ghiaccioli dal freezer.

 

 

105 centimetri

giugno 4, 2014 § Lascia un commento

Crescono. Inarrestabili. Li prendi in braccio e puoi quasi immaginarli alti come te. Prima il mondo era fermo. La vita avanzava solo per grandi eventi. Un matrimonio. Un nuovo lavoro. Un indirizzo da cambiare. Ora tutto sfugge. Passa tra le dita in un secondo, come quando allacci le scarpe. Le sue, sempre troppo corte. Crescono. Inarrestabili. Li prendi in braccio e vorresti poterli fermare. Fermare il tempo in questo istante. Con la casa in disordine. Il pane indurito. I capelli da lavare. Un istante perfetto. Come lo avevi immaginato.

E ti rendi conto che il tuo orizzonte era fermo qui. Che non avevi sognato oltre. Eri nascosta in un limbo in cui tutto risultava immobile. Perchè tutto era un aspettare. Avere un bambino. Due bambini. Una casa più grande. Una promozione. Tutto fermo nei quando e nei se.

Ora invece hai di nuovo un foglio bianco davanti.

Cresci. Inarrestabile.

Lavieri Piccole pesti

maggio 27, 2014 § Lascia un commento

lagnamelania

Una collana di libri per bambini che mi piace molto: Piccole Pesti edita da Lavieri. Chi non conosce un piccolino cui regalare “Lagna Melania”? E una mamma cui proporre “Sei mariti per una topina”? Racconta come l’ambizione e i piani dei genitori non siano sempre un bene per il futuro dei figli. Credo si potrebbe anche utilizzare retroattivamente e regalarlo a qualche nonna o nonno! “Una bella famiglia” è un titolo intelligente in alternativa allo stereotipo di famiglia mulino bianco che offre Peppa Pig.

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Sei mariti per una topina

 

 

BELOVED SPONSOR: Stokke Steps Sedia

maggio 26, 2014 § Lascia un commento

Sedia stokke stepsMi piace che nella casa di una famiglia, la presenza di bambini sia evidente in ogni stanza. Evidente con discrezione. Evidente con armonia. E’ una questione di ricerca. La ricerca di un equilibrio e di una nuova estetica. Nell’arredamento, come nella vita delle persone che quella famiglia la compongono. Come tutte le ricerche richiede uno sforzo e partecipazione. Ma paga frutti generosi. Quello che offre Stokke a chi crea od allarga la propria famiglia è un percorso di ricerca semplificato. Perché chi ha progettato e costruito i prodotti della Stokke ha già trovato l’equazione perfetta tra “a misura di bambino” e “a misura di genitore”. Ha già capito dove è nascosto l’equilibrio tra dare il meglio ai propri figli ed avere il meglio per sé.

Sedia stokke steps bambino

 

Quando ho visto per la prima volta la nuova sedia Stokke Steps ho pensato proprio a questo.

 

sedia stokke steps bambino

sedia stokke steps bambino

Sedia stokke steps con baby seat

Perché questa sedia è bella. E’ comoda. E’ sicura. E’ pratica. E’ poliedrica. Quando il bambino è ancora troppo piccolo per rimanere seduto da solo, si può fissare la sdraietta alla sedia e guardarsi tutti negli occhi. Il tavolino del kit seggiolone è grande e si pulisce in una passata di panno. Le cinture di sicurezza sono a cinque punti, a prova di bambino avventuroso ed intraprendente (come Antonia, che nel seggiolone precedente, si “liberava” in un soffio e cercava di uscire). Ogni kit (sdraietta, baby seat, tavolino) è venduto separatamente, così si può accessoriare esattamente come serve. E mentre cresce il bambino, la sua sedia cambia con lui.

Biancalatte

maggio 22, 2014 § Lascia un commento

Biancalatte1Chiara l’ho conosciuta lo scorso anno qui a Torino. Un sorriso che non sa mentire e gli occhi lucidi di chi vive con semplicità e senza mai dimenticarsi di sognare. Bianca è la sua bambina. La numero 4. Mentre lo racconta ti viene da annuire, che lo avevi intuito: è una donna dal cuore largo. Durante il periodo della maternità, ha raccolto i suoi tessuti, l’arte imparata sui banchi di scuola, l’esperienza di un precedente successo lavorativo nell’ambito della sartoria, tutta la sua passione e li ha messi insieme in: Biancalatte. La sua linea di abbigliamento per bambini 2-8 anni. I suoi disegni sono pieni di delicata fantasia. C’è il sogno della tela che incontra lo chiffon. Ci sono i colori tenui accostati a sfumature sgargianti, che insieme hanno sempre ragione. C’è semplicità nelle linee ed unicità nelle lavorazioni. Ed il talento di Chiara non piace solo a me. Lo scorso anno è stata tra i finalisti di Who is on Next? Bimbo.

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Zoo in my hand

maggio 21, 2014 § Lascia un commento

zoo in my handZoo in my hand è un libro creato da due designer koreani. Origami semplicissimi. Animali colorati. Libro, forbice e fantasia.

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