Vichy


Questo weekend ho letto Elle. Tutto. Ho potuto notare che la stampa Vichy ha un grande ritorno. Mi ha fatto pensare al 199equalcosa e a Non è la Rai. E anche all’idea di una festa al mare vestita come la mia bambina. Idealmente, entrambe con dei fiori in testa, come queste bambine alla sfilata di Bonpoint. Eppure, eccetto qualche delizia fatta a mano di Firuli Firula su etsy, ho trovato pochissimo. Eppure la stampa Vichy è così adatta ai bambini. O Zara si attrezza o dovrò decidermi a leggere le istruzioni della macchina da cucire che tengo chiusa nell’armadio.

 

 

 

Sulla neve

snowPer chi c’è già stato e per chi andrà. Per ispirazione. Per sogno. Per imparare.

melody Erinwallis andrewlarson Jenniferalderphotography sophia jordan

foto: 1. ho cercato a lungo la fonte di questa foto, l’ho ritrovata su diversi siti ma non sono riuscita a capire chi l’abbia scattata….2. Melody Melikian invece è una fotografa professionista di Los Angeles, chissà dove l’avrà trovata la neve in California…3. questo è tra i miei desideri più grandi, avere un ritratto come quello della bambina scattata da Erin Wallis: braccia aperte, bocca sorridente, occhi chiusi sui sogni….4. Questa foto invece è presa da un post sul blog Inspire me baby, devo trovare un bosco innevato perché ne voglio una uguale con Filippo ed Antonia…5. Questa foto invece è di Jennifer Alder, quando cerco di fare delle foto così metto sempre a fuoco l’area sbagliata…6. chiudo con una botta di romanticismo…Sophia Jordan…Alaska!

Rosa e grigio

Numero 74_corona_argento_cipriaQuando non scrivo per tanti giorni sul mio blog è perché mi è successo qualcosa. A volte qualcosa di bello che mi riempe talmente la vita da non trovare proprio lo spazio per aggiungere niente altro. A volte qualcosa di brutto che mi ruba ogni energia tesa a rendere il quotidiano un posto migliore. Oggi sono tornata. Ed ho molto bisogno di quelle sfumature spensierate di rosa che insieme al grigio formano una squadra perfetta. Che ormai l’ho digerito che tutto quello che ti rende felice ti fa anche soffrire. E che non c’è discesa senza salita.

Foto: una nuova marca spagnola, uno stile rilassato come la primavera in arrivo, Buho; una fotografa dallo scatto magico, andate a vedere i suoi lavori sul suo sito, si chiama Summer Murdock e vorrei tanto partecipare ad uno dei suoi corsi; dipingere i mobili di ikea è terapeutico, questo progetto è stato da Courtney di Cook like a Champion per la sua bambina Clara; fiori da Style me pretty. In alto, corona di Numero 74, che quando le cose vanno male, devi ricordarti che sei una principessa forte e coraggiosa.

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summer murdock

 

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Dinosauri on the go

dinosauri 1Il personaggio del momento, immancabile protagonista delle storie della buonanotte è il dinosauro. Affascina anche me, il dinosauro. E l’idea che sia esistito un mondo abitato da un animale così grande e mostruoso. Che la terra dove cammino io,  era la terra che calpestava lui. Anche se si tratta di milioni di anni fa. Esisteva. E le sue tracce sono sopravvissute fino a noi.

Se esistevano i dinosauri, tutto può esistere. Senza necessariamente aspettare milioni di anni e milioni di vite.

Come quando ho scoperto il dragon fruit ed ho pensato che “…qualsiasi fantasia esiste nella realtà. Basta cercarla.”

Che i dinosauri vadano forte è ben anche a Bonpoint che tra gli accessori per l’inverno a proposto una pista da dinosauri da viaggio. Molto chic. Molto on the road. Le mie amiche, campionesse di macchine da cucire, potrebbero facilmente copiare l’idea.

Testa, viscere, cuore

Ci sono le persone di testa. Quelle che si riempono il cervello di ragionamenti, riflessioni, valutazioni. Quelli che parlano talmente tanto con se stessi, che si scordano di parlare con gli altri. Sono acuti, fantasiosi, profondi. A volte sono imprigionati tra le mure dei loro stessi pensieri.

Poi ci sono quelli che si lasciano guidare dal cuore. Quelli che portano a casa il cucciolo di gatto appena trovato per la strada. Sono capaci di guardare il mondo con occhi chiusi. Perdonano sempre. Ci credono sempre. Sono generosi, attenti, coraggiosi. Spesso sono felici, in volo sulle nuvole dei propri sentimenti.

E infine ci sono le persone di pancia. Seguono l’istinto che nasce dal loro ombelico. A volte anche da più sotto. Non si interrogano. Fanno. Hanno la testa, hanno un cuore, ma le loro viscere sono più veloci. E caparbie. Sono spericolati, audaci, vivi. Non si chiedono se sono felici, perché sono liberi.

Io sono decisamente una persona di testa. Si vede anche dal mio viso. la parte del corpo più magra che ho. Invece la pancia è gonfia. Sempre piena. Non si svuota mai. Credo Filippo sia come me. E mi incastro a pensare a come educarlo a seguire la sua pancia. Come calmare un capriccio, senza dire “ragiona”. Come premiare la sua instintività, senza crescere un incivile.

Essere un genitore è una responsabilità enorme.

Animalesque

animalesque0Sara Lowes è un’artista che ama trasferire la sua immaginazione nella vita degli altri, aggiungendovi un tocco di magia e mistero. Nel suo studio di Londra c’è una grande parete sommersa di tessuti, scampoli, filati raccolti negli anni, nei mercati, durante i suoi viaggi. Da quando Filippo mi ha chiesto un cappello da lupo, cerco in ogni dove, qualcosa di davvero speciale. Ho trovato Animalesque. Ho trovato lei. Ho trovato la favola.

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Ho imparato a dormire immobile sul mio fianco sinistro

Quando ero piccola e mio papà partiva per lavoro, la mia mamma non voleva mai farmi dormire con lei. Diceva che di notte mi agitavo troppo e la tormentavo con i calci. Quando sono andata a vivere da sola e a dormire nel mio primo letto matrimoniale ho scelto come mio lato del letto il centro. Avevo un letto antico, appartenuto alla mia nonna, che ricordava le favole delle principesse. Mi beavo di tutto quello spazio che avevo per me. Tutto a mio unico uso e consumo.

Poi mi sono innamorata. E quel grande letto è stato sostituito da un bel letto dal design moderno, colorato ma rigoroso, scelto insieme al mio innamorato ed diventato l’ultimo rifugio della giornata per trovarsi e sentirsi vicini. Ognuno dalla sua parte, ma sempre con un’area di contatto.

Infine sono arrivati Filippo ed Antonia. Un po’ per simpatia verso il co-spleeping, un po’ per comodità, molto per pigrizia, il letto è diventato un affare di famiglia. Un affare molto affollato. Io ho trovato una mia nuova dimensione.  In pizzo sul bordo del letto. Immobile. Sul mio fianco sinistro. Non è così male come sembra mentre lo scrivo. Nessuno invade la mia aria con la sua aria respirata. Sono protetta da eventuali piedi e gomiti nelle costole. Sento comunque di avere un mio spazio.

Non c’è dubbio che i bambini abbiano l’istinto innato alla sopraffazione degli spazi vitali. Lo fanno nei salotti con i loro giocattoli. Nelle macchine, con le loro briciole. E di notte, nei letti dei genitori. In qualche modo bisogna difendersi. Trovare un proprio cantuccio. Accomodarsi. Oggi sono così sistematica nella mia nuova realtà che la scorsa settimana, mentre ero fuori qualche giorno per lavoro, mi sono ritrovata a dormire nello stesso modo, malgrado avessi un metri di lenzuola libere tutte per me.

E ho capito che non è vero che non si cambia. Che si impara a fare a meno di molto, a difendere lo stretto l’indispensabile e a godere di piccoli piedi e mani intruse, che capita di incontrare, mentre sei impegnato a sognare.